Coltivazione passo dopo passo, Pagina 5
- Fase di crescita
- Fioritura e raccolta
- Lavorazione e conservazione
- Coltivazione idroponica
- Piantine e precoltivazione
- Colture speciali
- Coltivazione outdoor
- Semi e germinazione
Elenco degli articoli
La coltivazione idroponica può assumere molte forme: mentre alcune tecniche richiedono l'uso di substrati speciali, altre consentono di coltivare le piante esclusivamente in una soluzione nutritiva. Desidera sapere quale di questi metodi è più vantaggioso per le Sue piante? Nel seguente articolo confronteremo i vantaggi e gli svantaggi di entrambi i metodi, così potrà decidere più facilmente quale sia il migliore per la Sua coltivazione idroponica.
La coltivazione idroponica è un metodo innovativo di coltivazione senza suolo, nel quale le piante vengono nutrite con una soluzione ricca di sostanze nutritive. Nella coltivazione idroponica, le piante possono crescere in un substrato inerte (chimicamente inattivo) oppure essere collocate in speciali sistemi idroponici, con le radici immerse liberamente nella soluzione nutritiva. Rispetto alla coltivazione nel terreno, la coltivazione idroponica è leggermente più impegnativa da apprendere per i principianti, ma consente una coltivazione delle piante più rapida ed efficiente.
Substrati per la coltivazione idroponica
Come il terreno, anche i substrati per la coltivazione idroponica servono da supporto per l'ancoraggio delle radici e trattengono l'acqua (la soluzione nutritiva) che le piante assorbono. A differenza del terriccio, tuttavia, la maggior parte dei substrati idroponici è realizzata con materiali inorganici e non contiene sostanze nutritive per le piante. Tra i substrati più comuni per la coltivazione idroponica troviamo:
- Rockwool
La lana minerale di roccia basaltica è uno dei substrati idroponici più utilizzati. Rockwool può essere facilmente modellato in cubetti o materassini, diventando così un substrato universale per un'ampia gamma di sistemi idroponici, e può essere utilizzato non solo durante la coltivazione, ma anche per la germinazione e la propagazione per talea. La lana minerale possiede eccellenti proprietà di ritenzione e si asciuga in modo uniforme, facilitando l'utilizzo di Rockwool con i sistemi di irrigazione automatica (drip, run-to-waste, spinner, vasche di allagamento). Rockwool non è adatto alla coltivazione in vaso o all'irrigazione manuale.
- Fibra di cocco
I substrati idroponici realizzati con fibre e scaglie di cocco combinano i vantaggi dei substrati inerti (Rockwool, argilla espansa, perlite) con quelli dei mix di terriccio contenenti terra. Hanno migliori proprietà di ritenzione rispetto al terreno e, allo stesso tempo, non sono completamente inorganici e consentono la crescita di microrganismi benefici. I substrati di cocco sono adatti ai principianti e ai coltivatori che desiderano utilizzare fertilizzanti organici nella coltivazione idroponica. Il cocco può essere utilizzato nella coltivazione in vasi (di plastica, in tessuto o Auto-Pot) con irrigazione manuale, così come nei sistemi di irrigazione automatica.
- Argilla espansa
L'argilla espansa, nota anche come LECA, è un materiale poroso ottenuto dall'argilla riscaldata ad alta temperatura. Si presenta sotto forma di piccoli ciottoli, utilizzati soprattutto nei sistemi idroponici (run-to-waste, DWC, NFT, ebb-and-flow) e in aeroponica come substrato per l'ancoraggio delle piante. L'argilla espansa si asciuga rapidamente e non è quindi adatta alla coltivazione in vasi con irrigazione manuale.
- Perlite
La perlite è un substrato per la coltivazione ottenuto riscaldando la roccia ad alta temperatura e si presenta come un leggero materiale granulare bianco. Come l'argilla espansa, anche la perlite trattiene una piccola quantità d'acqua e consente un buon accesso dell'aria alle radici. Grazie alla sua struttura fine, la perlite ostruisce facilmente i sistemi di irrigazione e, come substrato idroponico autonomo, può essere utilizzata esclusivamente nella coltivazione in vasche di allagamento (Dutch bucket).
Desidera saperne di più sui substrati per la coltivazione? Consulti la nostra Guida ai substrati per la coltivazione.
Vantaggi della coltivazione in substrati idroponici
- Supporto del sistema radicale: I substrati idroponici offrono alle piante un sostegno sufficiente e sono più adatti alle piante di grandi dimensioni rispetto ai sistemi NFT, DWC e ad altri sistemi idroponici.
- Ritenzione idrica: I substrati per la coltivazione mantengono un livello costante di umidità anche in caso di irrigazione occasionale e non richiedono un apporto continuo di soluzione nutritiva.
- Areazione: Rispetto al terreno, i substrati idroponici garantiscono un migliore accesso dell'ossigeno alle radici e riducono il rischio che le piante vengano colpite da muffe.
- Facilità d'uso: Rispetto ai sistemi completamente idroponici, i metodi con substrato sono meno soggetti a guasti ed errori del coltivatore.
Sistemi idroponici senza substrato
Alcuni sistemi idroponici non richiedono che le piante siano collocate in un substrato, ma consentono di immergere direttamente le radici nella soluzione nutritiva. I principali vantaggi di questo metodo sono l'apporto costante di acqua, sostanze nutritive e ossigeno alle radici. In questo modo le piante crescono più rapidamente e viene eliminato il rischio di proliferazione dei parassiti del terreno. D'altra parte, la coltivazione idroponica «pura» richiede un monitoraggio costante del contenuto di sostanze nutritive e del pH della soluzione nutritiva e non permette al coltivatore il minimo errore. Tra i sistemi idroponici senza substrato più utilizzati troviamo:
- NFT (Nutrient Film Technique)
Nei sistemi idroponici NFT, le radici della pianta sono collocate in un canale o una vasca leggermente inclinati, al cui interno scorre un sottile flusso d'acqua. Solitamente le piante sono collocate in cestelli idroponici forati, inseriti nei fori lungo l'intera lunghezza del canale. La soluzione nutritiva defluisce in un serbatoio, da cui viene pompata nuovamente nella parte superiore del canale, creando un sistema a ricircolo. I sistemi NFT sono molto efficienti, non sprecano acqua né fertilizzanti e offrono un'ossigenazione sufficiente della soluzione nutritiva, prevenendo il marciume radicale. I sistemi NFT sono adatti alle piante più piccole con un ciclo vegetativo più breve, ma possono essere utilizzati anche per la coltivazione di piante perenni.
- DWC (Deep Water Culture)
La più datata tecnica idroponica nota con l'acronimo DWC consiste nell'immergere le piante in un serbatoio o secchio contenente una soluzione ossigenata. Come nei sistemi NFT, le piante sono collocate in vasi forati inseriti in un'apertura del coperchio del serbatoio di coltivazione. L'ossigenazione della soluzione nutritiva nei sistemi DWC è garantita da una pompa e da una pietra porosa. Rispetto ad altri sistemi completamente idroponici, il DWC è una soluzione relativamente semplice ed economica. D'altra parte, con questo metodo il rischio di una scarsa ossigenazione e del marciume radicale è maggiore. Il DWC può essere utilizzato sia per la coltivazione di piante con un ciclo vegetativo breve, sia per piante perenni e arbusti.
- Metodo Kratky
Questa tecnica idroponica apparentemente semplice, sviluppata da Bernard Kratky, si distingue per la coltivazione delle piante in contenitori chiusi separati, dove sono sospese nella soluzione nutritiva, mentre una parte delle radici rimane esposta all'aria. Man mano che le piante crescono e consumano gradualmente la soluzione nutritiva, il livello nel contenitore si abbassa, stimolando lo sviluppo di nuove radici. Sebbene si tratti di una soluzione idroponica molto economica, il metodo Kratky è relativamente difficile da gestire e non particolarmente efficiente.
- Aeroponica
I sistemi aeroponici meritano una categoria a parte, ma in senso più ampio possono essere inclusi tra le altre tecniche di coltivazione idroponica. In aeroponica, le radici delle piante sono sospese nell'aria e inumidite regolarmente con una nebulizzazione fine di soluzione nutritiva. Il vantaggio dell'aeroponica è l'enorme quantità di ossigeno ricevuta dalle piante, che favorisce un rapido sviluppo dell'apparato radicale. D'altra parte, l'aeroponica richiede attrezzature specializzate e, in caso di guasto, le piante hanno possibilità di sopravvivenza minime. Un ottimo impiego dell'aeroponica è rappresentato dai propagatori per talee, nei quali questo metodo accelera la formazione di nuove radici fino a una settimana.
Vantaggi della coltivazione in soluzione nutritiva
- Rapido assorbimento delle sostanze nutritive: Le piante con le radici immerse nella soluzione nutritiva ricevono un apporto costante di sostanze nutritive, con conseguente crescita più rapida e rese maggiori.
- Minore rischio di patogeni: Nei sistemi esclusivamente idroponici non sono presenti parassiti del terreno e, in una soluzione nutritiva ben ossigenata, il rischio di marciume radicale è minimo.
- Efficienza: Dal punto di vista dell'utilizzo di acqua, fertilizzanti e altre risorse, la coltivazione idroponica è estremamente parsimoniosa, soprattutto quando si utilizzano sistemi a ricircolo.
- Facile monitoraggio di pH ed EC: Nei sistemi esclusivamente idroponici, la misurazione dell'acidità (pH) e del contenuto di sostanze nutritive (EC) nella soluzione nutritiva è più semplice rispetto alle tecniche con substrato.
Quale metodo è adatto a Lei?
Se deve scegliere tra la coltivazione idroponica con l'utilizzo di substrati e i sistemi senza substrato, il fattore principale è rappresentato dalla Sua esperienza. Per i principianti può essere più semplice lavorare con substrati idroponici, che perdonano maggiormente gli errori nella nutrizione, nell'irrigazione e nella cura delle piante. I coltivatori esperti che desiderano ottenere il massimo dal proprio impegno possono preferire i sistemi completamente idroponici.
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Le capita che le Sue talee non crescano come desidera? Non hanno la forma corretta oppure maturano troppo rapidamente, senza riuscire a sviluppare adeguatamente le radici? Se finora la propagazione per talea non ha dato i risultati sperati, continui a leggere. È tempo di aumentare drasticamente il successo della clonazione!
Il taglio di una parte della pianta durante la propagazione per talea è estremamente stressante sia per la pianta madre sia per la talea appena ottenuta. Non avrebbe certamente senso fingere che non sia così. Ed è proprio per questo che, dal punto di vista del coltivatore, è corretto gestire in modo intelligente l’adeguata reazione fisiologica della pianta a questo shock:
- Gli esperti ritengono che l’invecchiamento delle piante sia una conseguenza dell’azione di due sostanze prodotte in presenza di stress. Si tratta di:
- Acido abscissico (ABA): un ormone vegetale di importanza vitale, prodotto dalla pianta, ad esempio, in risposta a un improvviso cambiamento dell’ambiente circostante. Per esempio, con l’arrivo di un fronte freddo, è proprio l’ABA a dare l’impulso iniziale al cambiamento che porta alla protezione delle foglie dal freddo.
- Etilene: è noto da tempo che l’etilene accelera la maturazione delle piante quando sono sottoposte a stress. In questi casi, la funzione dell’etilene consiste nel far raggiungere alla pianta un livello di maturità sufficiente, che ne garantisca la vitalità e l’autosufficienza indipendentemente dalla pianta madre. Ne sono un ottimo esempio i fiori recisi o la frutta in maturazione.
- Se nella pianta sono presenti le due sostanze sopra indicate, ciò dimostra una carenza di zuccheri e ossigeno, conseguenza dell’interruzione dei processi di traslocazione causata dallo stress.
- ROOT!T Cutting Mist è uno spray speciale per la clonazione che consigliamo di applicare sulla pianta madre da due a tre giorni prima del prelievo delle talee, poiché contribuisce a mantenere a livelli normali la produzione di zuccheri nelle foglie. Mantenere questi livelli più vicini alla norma aiuta a ridurre notevolmente lo stress e la conseguente produzione eccessiva di ABA ed etilene.

- ROOT!T Rooting gel crea una barriera protettiva intorno al punto di taglio, ossia di prelievo della talea, che aiuta a mantenere la pianta in una condizione di basso stress. Poiché, grazie all’azione del Rooting gel, la pianta non percepisce uno stress eccessivo, è in grado di rigenerare i propri tessuti molto più rapidamente attraverso i naturali processi di rinnovamento vegetale.
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- Le sostanze nutritive e i micronutrienti contenuti nel ROOT!T Rooting gel e nello spray per la clonazione ROOT!T Cutting Mist sono bilanciati con precisione per agire a livello molecolare in armonia con la fisiologia naturale della pianta e favorire la formazione dei primordi radicali nelle talee.
- Otterrà i risultati migliori nella clonazione se completerà questi tre eccezionali prodotti, sviluppati appositamente per le esigenze della propagazione per talea, con le Natural Rooting Sponges: un substrato naturale al 100% con un perfetto rapporto tra aerazione e umidità, sviluppato per il rapido radicamento delle talee, ma anche per la semina e la germinazione dei semi. Le spugne radicanti ROOT!T Rooting Sponges possono essere successivamente trapiantate insieme alla pianta in qualsiasi substrato di coltivazione, come ad esempio il terriccio o il cocco.

Sul tema della clonazione/propagazione per talea abbiamo pubblicato sul nostro blog anche un articolo di carattere generale, al quale rimandiamo qui sotto. Se ha domande relative al successo della clonazione, sia di natura puramente pratica, sia nel caso in cui sia rimasto interessato dagli insostituibili aiutanti del marchio Root!t, saremo lieti di consigliarLa al noto indirizzo info@higarden.eu.
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Cosa leggere dopo?
- Clonazione/propagazione per talea
- Come utilizzare i tappetini di coltivazione?
- Come coltivare le piante madri e come prendersene cura?
Il seme, che dà inizio alla storia di ogni pianta, è a tutti gli effetti un organismo dormiente in attesa di essere risvegliato. Come riconoscere la qualità e lo stato dei semi che avete già in casa come scorta o che avete appena acquistato? E qual è la probabilità che da essi nasca una pianta bella e sana?

- Il fatto è che, nel caso dei semi più piccoli, che costituiscono la base della maggior parte delle piante comunemente coltivate nel growbox, il coltivatore non può rispondere a queste domande semplicemente osservandoli. Non basta nemmeno una lente d’ingrandimento. Anche toccandoli non possiamo scoprire ciò che vorremmo. Fanno eccezione soltanto i semi veramente grandi, come quelli della zucca, dei quali possiamo riconoscere la pienezza al tatto.
- L’esperienza dei coltivatori parla chiaro. L’unico metodo collaudato per prevedere lo stato del seme e quindi anche il potenziale della futura pianta consiste nel conservare i semi in un ambiente ottimale e fare tutto il possibile affinché mantengano un buono stato.
- La parola «germinabilità» appartiene senza dubbio ai termini più utilizzati nel mondo del giardinaggio e indica la capacità del seme di produrre un germoglio. La maggior parte dei produttori di semi (seedbank) garantisce la germinabilità dei semi fino a un certo punto, soprattutto attraverso la data di scadenza, solitamente indicata sulla confezione.
- Se tuttavia avete trovato dei semi che vorreste provare anche dopo la scadenza, non disperate e tentate comunque. Accade spesso che anche i semi la cui data di scadenza indicata sulla confezione è già trascorsa germoglino senza problemi.
- Ciò non cambia il fatto che per i semi di ogni tipo valga una semplice proporzione diretta: più sono vecchi, più difficilmente riescono a germogliare.
- Il modo migliore per favorire la germinabilità è una corretta conservazione. A questo scopo sono perfettamente adatti i contenitori sottovuoto TightVac, che potrete utilizzare anche in seguito per conservare il raccolto.

- Le condizioni per una conservazione impeccabile dei semi possono essere riassunte in tre punti:
- Buio
- Fresco
- Assenza di umidità
- Trovare un luogo buio, con temperature costantemente più basse, ma allo stesso tempo completamente privo di umidità, può talvolta essere un po’ complicato. Dal punto di vista del buio e del fresco, una cantina può sembrare una soluzione adatta, ma di solito vi è presente anche una certa umidità. Alcuni coltivatori conservano quindi i semi in frigorifero, prestando particolare attenzione alla perfetta chiusura del contenitore.
- I semi conservati sottovuoto rappresentano una notevole garanzia di qualità e aumentano le probabilità di successo nella successiva germinazione.
- Per quanto possiamo fare, con alcuni semi semplicemente non riusciremo a prolungare molto la durata, nemmeno in condizioni di conservazione impeccabili. I semi di cipolla, ad esempio, che sono molto piccoli, perdono la germinabilità già durante il primo anno.
- Questi sono invece esempi di sementi che vale la pena conservare con cura, poiché, se mantenute nelle condizioni corrette (vedi sopra), conservano un’elevata germinabilità anche per periodi molto lunghi:
- Cetriolo
- Zucca
- Zucchina
- Pomodoro
- Ortaggi della famiglia delle crucifere
- Al concetto di GERMINABILITÀ è inoltre associato il test di germinabilità, ampiamente utilizzato dai coltivatori. In cosa consiste questo metodo di controllo e a cosa serve? Il test di germinabilità ci permette di farci rapidamente un’idea più precisa dello stato dei semi e, di conseguenza, di quanti piantarne per poter raccogliere in seguito la quantità pianificata di fiori maturi che adornano piante adulte e vigorose. La procedura è la seguente:
- Sovrapponete diversi fogli di carta assorbente puliti (carta da cucina, tovaglioli, fazzoletti di carta, carta igienica ecc.).
- Posizionatevi sopra i semi da testare. Più il campione è ampio, meglio è. Idealmente, utilizzate almeno 10 semi.
- Distribuite sui semi lo strato superiore di carta (vedi sopra) e inumidite la superficie, idealmente utilizzando un nebulizzatore fine. Dovrebbe contenere acqua non appena prelevata direttamente dal rubinetto. Se avete a disposizione acqua del rubinetto, lasciatela riposare per almeno un giorno prima di versarla nel nebulizzatore.
- Ricordate che i semi non devono assolutamente galleggiare nell’acqua, altrimenti potrebbero «annegare» e iniziare a marcire invece di germogliare.
- Dopo aver preparato i semi in questo modo, copriteli con una ciotola di vetro o di plastica a scelta e spostateli da un ambiente a temperatura più bassa a uno con una temperatura di 18–20 °C.
- A questo punto è sufficiente mantenere umidi (non bagnati!) i fogli di carta nebulizzandoli delicatamente con acqua.
- Tutto ciò che potete scoprire sui semi dal punto di vista del coltivatore si manifesterà nei giorni o, rispettivamente, nelle settimane successive. Dipende da quanto tempo impiegheranno i semi a risvegliarsi dal cosiddetto sonno.
IL NOSTRO CONSIGLIO: Acquistate a un prezzo vantaggioso il set completo Plagron Seedbox, che contiene tutto il necessario per far germinare con successo 12 semi: dal piccolo propagatore alle compresse per la semina, fino all’altamente efficace Seedbooster per un radicamento rapido. Una soluzione perfetta per tutti i principianti, che raccomandiamo!

- Un capitolo a parte, sul quale desideriamo attirare la vostra attenzione in conclusione, è la concia dei semi. Talvolta viene effettuata con sostanze chimiche il cui scopo è proteggere i semi da parassiti o muffe. I semi conciati chimicamente si riconoscono dalla loro colorazione evidente.
- Vi consigliamo tuttavia di scegliere semi sottoposti a concia biologica. Inoltre, potrete gestire da soli l’intero processo. Tra i metodi collaudati per la concia naturale dei semi vi sono gli infusi di camomilla, erba di San Roberto o achillea, erbe facilmente reperibili e dotate di un notevole effetto disinfettante.
- Sfruttate anche la forza dell’ortica e dell’equiseto. Queste piante hanno un effetto rinforzante sulla piantina in fase di sviluppo e ne favoriscono la crescita.
- Non ci sono limiti alla combinazione delle erbe indicate nel tentativo di rinforzare i semi. E più li rinforzerete, migliori saranno anche i risultati del test e della successiva germinazione di tutti i semi che deciderete di piantare, sia senza effettuare il test sia dopo averlo eseguito e valutato.
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Cosa leggere dopo?
In quasi ogni casa si trova almeno un cactus o una pianta succulenta. Lo sappiamo perché ci chiedete spesso informazioni sulla coltivazione dei cactus; per questo abbiamo preparato per Lei questo articolo, nel quale scoprirà come prendersi cura correttamente di queste piante così particolari.

Per iniziare, una breve nota botanica, o meglio, un quiz lampo. Qual è la differenza tra cactus e piante succulente? Non complicheremo inutilmente le cose. In poche parole, possiamo dire che ogni cactus è una pianta succulenta, ma non ogni pianta succulenta è un cactus.
- Tutte le piante succulente hanno in comune la capacità di trattenere una notevole quantità di linfa vegetale nei propri tessuti e nelle proprie cellule.
- Alcune piante succulente, come la popolare aloe vera o l’agave, trattengono la linfa nelle foglie.
- Le piante succulente che trattengono la linfa nei fusti possono essere considerate cactus.
- I cactus hanno esigenze diverse rispetto alle comuni piante da appartamento. L’ambiente di coltivazione nel vaso che preparerà per loro dovrebbe simulare il più fedelmente possibile l’ambiente in cui i cactus crescono in natura. Un substrato bagnato, quindi, è naturalmente inadatto.
- Non appena acquista un cactus o un’altra pianta succulenta, è necessario procedere immediatamente al rinvaso della pianta. I comuni substrati torbosi in cui si trovano cactus e piante succulente al momento dell’acquisto presso un vivaio o un altro negozio non costituiscono un substrato di coltivazione adatto a garantire loro una lunga vita.
- È sicuramente consigliabile puntare sulla qualità. Più il substrato sarà arioso, meglio sarà. Può utilizzare un’aggiunta di perlite oppure argilla espansa.
- Anche la scelta del contenitore di coltivazione giusto è fondamentale. Scelga vasi con un foro grande oppure vasi intelligenti che consentano un drenaggio sufficiente dell’acqua.
- Che cosa accadrebbe se rinvasasse la pianta e la lasciasse per due settimane senza annaffiarla? La risposta è chiara: morirebbe. Il cactus appena rinvasato, tuttavia, è l’eccezione che conferma la regola, poiché richiede esattamente questo trattamento. Dopo il rinvaso, attenda quindi ancora 14 giorni prima di annaffiarlo.

- La fioritura del cactus è una splendida dimostrazione del fatto che la pianta viene curata correttamente. Tuttavia, non è affatto scontata, quindi non si lasci scoraggiare se non dovesse riuscire. A volte, invece, può capitare che un cactus fiorisca relativamente presto semplicemente grazie alla facilità di coltivazione della varietà scelta.
- Spesso accade anche che si porti a casa un cactus già fiorito acquistato presso un vivaio o un supermercato. Ma perché a casa la fioritura si interrompe e la pianta comincia a marcire?
- Uno dei motivi potrebbe essere la mancanza di luce solare diretta. Le piante succulente, e soprattutto i cactus, dovrebbero essere collocati sempre in un luogo in cui i raggi del sole arrivino pienamente ogni giorno. I luoghi migliori in casa sono generalmente le finestre esposte a sud. In alternativa, si possono prendere in considerazione quelle esposte a ovest e a est. I davanzali interni delle finestre sono ideali. Se la Sua casa è costantemente buia, i cactus non cresceranno molto bene.
- Un altro motivo per cui i cactus smettono di fiorire e non prosperano è un’irrigazione non corretta. È meglio annaffiare i cactus verso sera. L’acqua dovrebbe essere tiepida e lasciata riposare. Durante il periodo vegetativo, consigliamo di annaffiare i cactus una volta alla settimana, in modo abbondante. Un errore comune consiste nell’annaffiare i cactus poco, ma spesso.

- Ai cactus sono sufficienti le sostanze nutritive contenute nel substrato. I fertilizzanti non sono necessari.
- Tuttavia, in assenza di fertilizzanti, i cactus richiedono un rinvaso annuale in un nuovo substrato, dal quale possono ricavare le sostanze nutritive.
- Se per qualche motivo non rinvasiamo il cactus in un nuovo substrato, possiamo applicare al massimo tre volte all’anno anche un fertilizzante liquido. Attenzione, però: soltanto durante il periodo vegetativo.
E per concludere, un po’ di ispirazione. Ecco un elenco delle specie di cactus più popolari tra i coltivatori del nostro Paese:
- Astrophytum
- Echinocactus
- Echinocereus
- Mammillaria
- Gymnocalycium
- Notocactus
- Rebutia
- Lobivia
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Che cosa leggere dopo?
- Come e perché rivitalizzare il substrato?
- L’argilla espansa come substrato di coltivazione
- Quali sono le fasi di sviluppo della pianta?
Che decidiate di dedicarvi alla germinazione indoor di erbe aromatiche, ortaggi, microgreens o specie di piante ornamentali o officinali, il vostro successo dipenderà dalle condizioni ambientali che offrirete ai semi. Il vantaggio indiscutibile della coltivazione indoor è il controllo assoluto dell’ambiente. Nelle righe seguenti vi insegneremo come sfruttarlo e ottenere una germinazione con una percentuale di successo del cento per cento
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A differenza della semina all’aperto direttamente nel terreno, dove il successo dipende dalla natura, nella coltivazione indoor siete voi a controllare le condizioni atmosferiche. Grazie alle tende di coltivazione (o eventualmente ai propagatori) potete mantenere i semi in germinazione in condizioni ottimali. Consideriamo germinazione indoor:
- la germinazione in una serra di plastica davanti alla finestra (adatta alle specie meno esigenti)
- la germinazione in una serra di plastica all’interno di una tenda di coltivazione, sotto illuminazione artificiale (adatta alla maggior parte delle specie)
- la germinazione direttamente nella tenda di coltivazione o nel propagatore, sotto illuminazione artificiale e senza utilizzare una serra di plastica (adatta alla maggior parte delle specie, con la necessità di utilizzare un umidificatore per mantenere l’umidità)
IL NOSTRO CONSIGLIO: Volete dedicarvi alla germinazione indoor, alla precoltivazione o alla coltivazione di microgreens e non sapete quale attrezzatura scegliere? Scoprite i nostri set completi per la precoltivazione indoor e la propagazione delle piante.
Fattori che influenzano la germinazione
- La temperatura è uno dei fattori ambientali più importanti che influenzano la germinazione dei semi. La maggior parte dei semi di piante destinate alla coltivazione indoor ha un determinato intervallo di temperatura nel quale germina, e questi valori variano da specie a specie; tuttavia, la stragrande maggioranza germina meglio a temperature comprese tra 15 e 30 °C (informazioni più precise sono riportate sulla confezione dei semi).
- L’acqua è un’altra risorsa indispensabile per i semi, senza la quale non possono germinare. Quando i semi entrano in un ambiente umido, si gonfiano, il tegumento esterno si ammorbidisce e si rompe per lasciare spazio al germoglio. L’acqua è inoltre importante per attivare gli enzimi all’interno del seme e liberare le sostanze nutritive immagazzinate, dalle quali le piante traggono nutrimento nei primi giorni, quando non sono ancora in grado di effettuare la fotosintesi.
- La luce è un importante fattore ambientale, la cui rilevanza varia da specie a specie. Alcuni semi hanno infatti bisogno della luce per germinare, mentre altri necessitano dell’oscurità completa. Tuttavia, tutti i semi hanno bisogno di luce subito dopo la germinazione.
Come procedere con la germinazione indoor: guida dettagliata
1) Scegliete il substrato di coltivazione
La scelta del substrato corretto per la germinazione dei semi dipende soprattutto dalla vostra tecnica di coltivazione. In generale, i substrati di coltivazione realizzati con materiali organici (terriccio, torba, cocco) sono più adatti alla coltivazione delle piante con metodi tradizionali, cioè in terra o in substrato di cocco. In caso di coltivazione idroponica o in substrati inerti (lana di roccia, perlite, vermiculite, argilla espansa), è preferibile germinare in substrati sterili o in acqua.
- I substrati di semina a base di terra sono adatti alla coltivazione in miscele di terriccio o substrati di cocco.
- I substrati di cocco combinano i vantaggi delle miscele organiche a base di terra e dei substrati idroponici. Sono adatti alla germinazione dei semi di piante coltivate in terra, cocco e idroponica.
- I cubetti per la semina e Jiffy, realizzati con torba, cocco e altri materiali organici, sono progettati per entrare comodamente nei semenzai, consentendo così di risparmiare lavoro e spazio. Sono adatti alla coltivazione in terra, cocco e idroponica.
- I cubetti per la semina in lana minerale (rockwool), disponibili in diverse dimensioni e forme, sono particolarmente indicati per la coltivazione delle piante in idroponica e in substrati inerti, ma possono essere utilizzati anche per la germinazione dei semi destinati alla coltivazione in miscele di terriccio.
- La perlite e la vermiculite sono substrati sterili realizzati con roccia espansa, utilizzati come componenti aggiuntivi del terriccio, ma adatti anche alla germinazione dei semi, soprattutto nella coltivazione idroponica.
2) Inumidite il substrato di coltivazione
In caso di germinazione in miscele di terriccio e cocco, è necessario inumidire adeguatamente il substrato. Potete verificare facilmente l’umidità del terriccio o del substrato di cocco stringendone saldamente una piccola quantità nel palmo della mano. Se tra le dita fuoriescono solo alcune gocce d’acqua, il livello di umidità è corretto.
I cubetti per la semina in cocco (Jiffy), la perlite, la vermiculite e i cubetti in lana minerale devono semplicemente essere immersi nell’acqua prima dell’uso. Se desiderate che il processo di germinazione avvenga in un ambiente il più sterile possibile, al posto dell’acqua potete utilizzare una soluzione debole (0,5%) di perossido di idrogeno. In questo modo si prevengono il marciume dei germogli e la putrefazione degli steli, causati dai funghi parassiti.
Potete utilizzare anche i tè di compost contenenti microrganismi benefici, che proteggono le piante dalle muffe pericolose, accelerano l’assorbimento delle sostanze nutritive e favoriscono la vitalità delle piante. Per l’inoculazione, è sufficiente immergere i semi nel tè di compost preparato prima di piantarli nel substrato. Attenzione: il trattamento del substrato con una soluzione di perossido di idrogeno e l’immersione dei semi nel tè di compost non possono essere combinati, poiché la sostanza chimica ucciderebbe sicuramente i microrganismi benefici.
IL NOSTRO CONSIGLIO: In alternativa al perossido di idrogeno potete utilizzare il prodotto Purolyt.
3) Riempite il contenitore di coltivazione con il substrato
Per la germinazione dei semi in terra o nel substrato di cocco, utilizzate dei piccoli vasi. Se desiderate semplificare il lavoro durante il trapianto, potete scegliere vasi realizzati con materiali biodegradabili. Per prima cosa, riempite il contenitore per due terzi e picchiettatelo leggermente con il fondo sul tavolo, in modo che il substrato si assesti. Infine, aggiungete il substrato fino al bordo del contenitore e compattatelo leggermente con la mano.
I cubetti per la semina in cocco e i cubetti in lana minerale devono essere disposti preferibilmente in un vassoio per la semina. Anche in questo caso potete scegliere pratici vassoi per la semina realizzati con materiali biodegradabili. Se li posizionate su un sottovaso o «liberamente» nel propagatore, dopo la germinazione le piantine tenderanno a rovesciarsi e gli steli potrebbero spezzarsi.
4) Piantate i semi nel substrato di coltivazione
Ora potete procedere alla semina. Le diverse specie di piante hanno esigenze diverse per quanto riguarda la germinazione. Alcuni semi possono richiedere un periodo di freddo prima della germinazione (stratificazione) o un ammollo più lungo. Se non diversamente indicato, piantate i semi a una profondità pari a due o tre volte la loro lunghezza.
Se coltivate contemporaneamente più specie o cultivar, è una buona idea contrassegnare chiaramente i semi al momento della semina. A questo scopo sono pratiche le etichette identificative in plastica rigida.
5) Mantenete corretti i livelli di umidità e temperatura
Una volta piantati i semi nel substrato umido, inizia il processo di germinazione. A questo punto è importante mantenere nello spazio di coltivazione la temperatura, l’umidità e l’intensità luminosa corrette. Questi fattori variano a seconda della specie, ma in generale si può affermare che la maggior parte delle specie coltivate indoor necessita, per germinare, di temperature comprese tra 15 e 30 °C e di un’elevata umidità dell’aria.
IL NOSTRO CONSIGLIO: I tappetini riscaldanti sono un valido aiuto per la coltivazione delle specie che necessitano di temperature elevate per germinare.
Il modo più semplice per mantenere un microclima corretto consiste nell’utilizzare un piccolo propagatore in plastica, nel quale riporre i semi in germinazione. Potete poi collocarlo in una grow box, sul davanzale della finestra o in un altro luogo adatto. In alternativa, potete aumentare l’umidità dell’intero spazio di coltivazione con un umidificatore, soluzione particolarmente adatta quando si fanno germinare contemporaneamente grandi quantità di semi (ad esempio per la coltivazione di microgreens).
Controllate ogni giorno l’umidità del substrato e, se vi sembra eccessivamente asciutto, inumiditelo con acqua pulita utilizzando uno spruzzatore. Non è una buona idea annaffiare direttamente i semi in germinazione, poiché potrebbero essere trascinati in superficie. I semi dovrebbero germinare in base alle caratteristiche della specie; i semi più recenti germinano più rapidamente rispetto a quelli vecchi o conservati in modo non corretto, che potrebbero non germinare affatto.
6) Fornite luce alle piante
Le piante hanno bisogno della luce per vivere, e questo vale anche per i semi in germinazione e appena germogliati. Molti coltivatori fanno germinare i semi in un propagatore di plastica davanti alla finestra, una soluzione valida per le specie meno esigenti o per le piante destinate alla coltivazione all’aperto. Tuttavia, per la coltivazione indoor è preferibile iniziare direttamente sotto l’illuminazione artificiale. In questo modo garantirete alle piante luce sufficiente fin dai primi giorni, ne accelererete la crescita e prevenirete l’allungamento degli steli.
Le lampade di coltivazione per la germinazione e l’illuminazione delle piantine hanno una potenza inferiore ed emettono uno spettro luminoso adatto alla fase vegetativa. La scelta della forma e delle dimensioni corrette dipende soprattutto dal numero di piante che intendete coltivare.
L’altezza di sospensione delle lampade di coltivazione per la germinazione e le giovani piantine dipende dall’intensità della luce emessa. I valori indicativi per l’altezza di sospensione delle lampade di coltivazione per la germinazione e le piantine in base alla potenza sono:
- per le lampade destinate alla germinazione e alle piantine fino a 120 W – 10-40 centimetri sopra le cime delle piante
- per le lampade LED di coltivazione con potenza da 120 W a 1.000 W – 60-90 centimetri sopra le cime delle piante
Il fotoperiodo (numero di ore di illuminazione ininterrotta nell’arco di 24 ore) dipende dalla specie coltivata, ma per la maggior parte delle piante varia tra 12 e 16 ore al giorno. L’accensione e lo spegnimento delle lampade possono essere controllati facilmente utilizzando timer programmabili.
7) Preparate le piantine alla fase vegetativa
La fase di germinazione termina quando sopra la superficie del substrato compaiono le prime due piccole foglie cotiledonari. Se avete fatto germinare i semi in vaso, le piantine appena emerse dovrebbero avere spazio sufficiente per le radici durante i primi giorni o le prime settimane (a seconda della specie) e non è necessario trapiantarle immediatamente. Se invece avete fatto germinare i semi in Jiffy o nei cubetti per la semina, è necessario trapiantare le piantine entro pochi giorni dalla germinazione.
La germinazione indoor può talvolta rappresentare una sfida, ma siamo certi che, grazie ai nostri consigli, siete pronti ad affrontarla. Ricordate che nessuno nasce imparato e, se incontrate difficoltà nella scelta della tecnica o avete bisogno di ulteriore assistenza, non esitate a contattarci. Per altri consigli utili, visitate il nostro blog Higarden.
Oggi ci aspetta una panoramica botanica che Le sarà utile nella pratica della coltivazione. Lo stadio di sviluppo in cui si trova attualmente la pianta è infatti importante, tra le altre cose, anche per il corretto dosaggio dei fertilizzanti.

concimazione, ovvero la fase vegetativa, o fase di crescita, e la fase di formazione dei fiori o dei frutti.
- Embrionale: inizia la divisione cellulare vera e propria e si formano i tessuti vegetali, che costituiscono la base del futuro corpo della pianta.
- Vegetativa (di crescita): inizia con la germinazione del seme e termina con la comparsa dei primi fiori, dopo che i fusti e le foglie della pianta hanno raggiunto le dimensioni massime. A seconda della specie vegetale, dura generalmente da 3 a 16 settimane. In natura, la fine della fase di crescita avviene automaticamente (l’estate lascia il posto all’autunno e il sole splende per meno tempo). Se invece coltiva le piante indoor, in un growbox, la fine della fase di crescita dipende da Lei e si verifica in base alla riduzione della durata dell’illuminazione. Per arrestare la crescita, deve in pratica indurre la pianta a farlo mediante questa modifica e fornirle 12 ore di luce e 12 ore di buio ogni giorno. Fanno eccezione le piante autofiorenti, le cosiddette autoflowering, che iniziano a fiorire automaticamente in base alla loro età. Nell’ambito della crescita vegetale distinguiamo tre fasi più brevi: embrionale, di allungamento (elongazione) e di differenziazione. È tuttavia sufficiente sapere che le cellule delle piante si dividono gradualmente e aumentano il proprio volume, poiché questi processi possono essere supportati efficacemente con prodotti adeguati, grazie ai quali non solo otterrà una crescita esplosiva delle piante, ma garantirà anche maggiore vitalità e immunità alle piante giovani. I processi fisiologici della pianta associati alla crescita richiedono soprattutto un apporto sufficiente di azoto. Può aggiungerlo alla nutrizione di base per la crescita. Dopo che i semi sono germinati e hanno raggiunto la superficie del substrato, diventano piantine, che poco dopo vengono trapiantate, ad esempio da un mini-serra in vasi più grandi, per poter sviluppare pienamente l’apparato radicale, attraverso il quale assorbono le sostanze nutritive necessarie per l’ulteriore sviluppo fino alla fine del ciclo di coltivazione. Per questo motivo, durante questo periodo consigliamo vivamente di aggiungere all’acqua di irrigazione anche uno stimolatore radicale di qualità.

- Maturazione (fioritura): in questa fase si formano gli organi riproduttivi della pianta, dando luogo alla propagazione vegetativa e sessuata e alla formazione di fiori o frutti. In questa fase le piante consumano la maggior quantità di fosforo e potassio e a queste esigenze sono adattati anche i fertilizzanti per la fioritura, così come i booster per la fioritura o altri integratori, ad esempio a base di enzimi, che supportano le reazioni biochimiche nelle piante durante questo periodo, poiché una fioritura rigogliosa e frutti grandi e succosi sono naturalmente ciò con cui questa fase dovrebbe concludersi per ogni coltivatore. E quando è adulta una pianta? Non appena i suoi organi sono completamente sviluppati.
- Invecchiamento: da questa fase non è più necessario occuparsi dal punto di vista pratico, poiché il raccolto è già stato effettuato. Tuttavia, abbiamo almeno l’opportunità di fare chiarezza su concetti come piante annuali, biennali o perenni. Durante questa fase, infatti, gli organi delle piante invecchiano naturalmente fino a morire. I termini sopra citati indicano proprio la durata della vita della pianta, dalla prima divisione cellulare nello stadio embrionale fino a questo momento.
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- Kit di fertilizzanti BioNova - nutrizione completa per l’intero ciclo di coltivazione del popolare marchio olandese.
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- Kit LED – un growbox completo e perfettamente regolato, dotato di tutto il necessario per più di un ciclo di coltivazione e per un raccolto fantastico.
Ora sa già come si svolge il ciclo di vita della pianta e, se aveva bisogno di chiarire di cosa abbia bisogno per il proprio sviluppo e in quale momento, questo articolo dovrebbe esserLe utile anche a questo proposito. Se ha domande, saremo lieti di consigliarLa al nostro noto indirizzo info@higarden.eu.
Per saperne di più:
È un appassionato di erbe officinali e ama preparare con diverse varietà di piante medicinali tinture o tisane casalinghe genuine? Le erbe officinali di ogni tipo sono parte integrante di praticamente ogni giardino, compresi quelli indoor. La loro popolarità costante, che affonda le radici nella storia, è dovuta, oltre che al loro gradevole profumo, soprattutto agli effetti benefici sul benessere psichico o fisico. In questo articolo ci concentreremo, oltre che sulle varietà tradizionali, anche su alcune piante medicinali meno conosciute. Inoltre, può coltivarle non solo in giardino, ma anche in casa.

Quando si parla di pianta officinale, molti di noi pensano subito, ad esempio, alla camomilla comune. Come potrebbe essere altrimenti, visto che questa pianta è conosciuta anche come camomilla selvatica e il suo nome specifico, più familiare per molti, sembra suggerirlo direttamente. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si tratta di camomilla che cresce spontaneamente, come si vede nell’immagine. È però possibile acquistare piantine di camomilla nei negozi specializzati. Può avere sempre a portata di mano camomilla fresca e di qualità extra anche precoltivandola da seme in serra (vedere l’articolo dedicato: Come coltivare in serra?). Nei mesi freddi non dimentichi il riscaldamento per la serra. Se in casa dispone di un growbox completo, allora non c’è nulla di cui preoccuparsi e potrà raccogliere tutto l’occorrente per la cura delle piante officinali di cui parleremo, tutto l’anno, senza dover nemmeno uscire di casa.

Alcune varietà di piante che Le consigliamo di seguito vengono spesso coltivate soprattutto per la loro bellezza, come piante perenni ornamentali. In molti casi, tuttavia, si tratta anche di erbe con un effetto benefico sulla salute umana. Tra le altre piante officinali tradizionali che apprezzerà ci sono:
- valeriana officinale (Valeriana officinalis): la pianta officinale della foto introduttiva, il cui nome specifico italiano indica chiaramente gli effetti benefici e soprattutto sedativi sull’organismo umano, abbellirà ogni giardino con una fitta infiorescenza ricca di piccoli fiori bianchi o rosati. Forse conosce la valeriana anche con il nome popolare di valeriana. Nella medicina naturale viene utilizzata già dal Medioevo. Questa pianta officinale, che ad alte concentrazioni diventa un veleno, viene impiegata in piccole quantità fin dall’antichità, tra l’altro contro l’insonnia, il nervosismo, l’ansia, la depressione o i crampi allo stomaco. È interessante notare che si tratta di una delle prime erbe sottoposte a preparazione omeopatica. Oltre agli effetti sedativi sopra citati, la valeriana è un potente antiossidante naturale, che contrasta efficacemente l’azione dei radicali liberi. Per gli scopi terapeutici si utilizzano esclusivamente le radici e i rizomi della valeriana. Le parti aeree della valeriana non vengono utilizzate.
- agrimonia eupatoria (Agrimonia eupatoria): i fiori dell’agrimonia sono di colore giallo e hanno un profumo caratteristico, che ricorda quello delle albicocche. Dal punto di vista della coltivazione, si tratta di un’erba poco esigente, per la quale è fondamentale soprattutto una buona disponibilità di luce. Dal punto di vista medicinale, l’agrimonia è nota per i suoi effetti antinfiammatori. Questa pianta officinale, che generalmente raggiunge un’altezza di poco inferiore a un metro, viene lavorata anche per il trattamento dei disturbi epatici. È interessante notare che gli Egizi utilizzavano già nell’antichità la parte aerea fiorita dell’agrimonia eupatoria.

- malva mauritana (Malva mauritiana): i suoi vistosi fiori rosa-violacei, che raggiungono dimensioni fino a 5 cm, sono un ornamento per ogni giardino o balcone. Inoltre, la malva, che raggiunge un’altezza fino a un metro e mezzo, viene utilizzata in caso di infiammazioni delle vie respiratorie superiori. Ciò è dovuto all’alto contenuto di sostanze mucillaginose. La coltivazione della malva è estremamente facile. Il decotto di malva mauritana viene utilizzato nella medicina popolare anche per affrontare i problemi della pelle, compresa la cicatrizzazione delle ferite infiammate. I fiori variopinti sono infine una decorazione commestibile, adatta a numerosi piatti, e colorano magnificamente qualsiasi miscela per tisane.
Interessanti piante officinali che vengono dimenticate
Esistono inoltre diverse varietà di erbe utili, molto apprezzate dalle nostre bisnonne, ma cadute nell’oblio con il passare del tempo. In questa categoria rientrano, ad esempio:
- enula campana (Inula helenium): di questa pianta, che produce fiori giallo zolfo impossibili da non notare (vedere l’immagine), le parti più preziose sono le radici, che vengono raccolte sia in primavera sia in autunno e possono contribuire a risolvere problemi legati al metabolismo, dalla mancanza di appetito alla cattiva digestione. Viene utilizzata anche per alleviare gli spasmi delle vie respiratorie. Nella medicina popolare l’enula campana viene impiegata sotto forma di tisana, tintura o sciroppo. Ad esempio, in caso di bronchite.

- altea officinale (Althaea officinalis): quest’altra pianta officinale, spesso coltivata soltanto per scopi ornamentali, ma di cui già nell’antichità venivano raccolte tutte le parti (radice, foglie, fiore) per scopi medicinali, colpisce dal punto di vista estetico per i suoi delicati fiori rosa. Si tratta di un’altra pianta officinale che contiene sostanze mucillaginose, le quali facilitano l’espettorazione e leniscono la mucosa irritata dell’apparato respiratorio. Nella medicina naturale l’altea viene utilizzata, ad esempio, anche in caso di infiammazioni delle vie urinarie o diarrea. Nel caso dell’altea, i maggiori effetti vengono attribuiti alle sue radici macerate.
Una corretta conservazione garantisce il mantenimento delle sostanze preziose e del profumo originale
Sia che le varietà di erbe officinali sopra indicate decorino il Suo giardino all’aperto, il balcone o la terrazza, sia che una particolare erba officinale La colpisca al punto da decidere di riservarle uno spazio nella Sua tenda di coltivazione e garantirsi così una disponibilità tutto l’anno, non sottovaluti mai la corretta conservazione delle erbe fresche o essiccate. A questo proposito può esserLe utile l’articolo dedicato: Come conservare correttamente il raccolto?
Se desidera porci qualsiasi domanda, siamo a Sua disposizione al noto indirizzo e-mail info@higarden.eu.
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I sistemi idroponici AutoPot conquistano grazie alla facilità d’uso e alla manutenzione ordinaria minima. L’idroponica è un metodo di coltivazione associato alla prospettiva di ottenere raccolti abbondanti. E affinché i vostri apprezzati sistemi di irrigazione automatica AutoPot vi consentano di ottenere i migliori risultati possibili, in questo articolo abbiamo raccolto per voi diversi consigli pratici e informazioni utili.

CONSIGLIO n. 1
- Tutti i sistemi e moduli di irrigazione AutoPot vengono forniti con un controllo delle radici.
- A seconda del sistema o del modulo specifico, il controllo delle radici può consistere in una combinazione degli elementi PotSock (rivestimento in rame), Root Control Disc (RCD) e Marix Disc, utilizzati nelle seguenti configurazioni:
- 1Pot: Marix Disc nel vaso, RCD nel serbatoio (lato dorato rivolto verso l’alto)
- easy2grow: Marix Disc nel vaso, PotSock alla base del vaso (lato dorato rivolto verso l’alto)
- XL: RCD nella versione dorata con il lato dorato rivolto verso il basso
- XL FlexiPot: PotSock alla base del vaso (lato dorato rivolto verso l’alto)
CONSIGLIO n. 2
Per garantire risultati eccellenti nella coltivazione, si consiglia vivamente di collocare sul fondo di ogni vaso argilla espansa, ovvero hydroton (ciottoli di argilla), con un valore stabile di pH, oppure anche Growstones da 1" (25 mm) o ghiaia lavata. Distribuite quindi sopra il substrato scelto e annaffiate con acqua.
CONSIGLIO n. 3
Se utilizzate AirDome come accessorio piccolo ed economico, che può aumentare i vostri raccolti fino al 130%, in combinazione con sistemi di grandi dimensioni valutate sicuramente l’utilizzo di pompe più grandi, che vi consentiranno di collegare un tubo da 16 mm (tubo standard). Raddoppiate l’alimentazione idrica e riducete il tubo a 6 mm in corrispondenza di ogni collegamento AirDome utilizzando i raccordi AutoPot. Non immettete mai aria fredda nella zona radicale, ma soltanto aria calda.
CONSIGLIO n. 4
In caso di coltivazione idroponica di più di sei piante, valutate l’utilizzo di un serbatoio più grande e convogliate l’acqua attraverso un tubo da 16 mm (tubo standard), riducendo il tubo a 9 mm in corrispondenza di ogni collegamento AQUAvalve mediante i raccordi AutoPot. I raccordi e gli altri accessori originali AutoPot sono disponibili QUI.
CONSIGLIO n. 5
Prima di inserirlo nel vassoio, pulite sempre le pareti e il fondo di ogni vaso per rimuovere tutte le impurità e assicurarvi che il vostro sistema idroponico sia pulito. È inoltre importante mantenere pulita anche la AQUAvalve.
CONSIGLIO n. 6
I sistemi di irrigazione AutoPot, dotati di AQUAvalve5 con tubo da 9 mm e raccordi, possono essere utilizzati per fornire alle piante fertilizzanti minerali o organici attraverso il serbatoio e le tubazioni. I fertilizzanti organici richiedono una pompa dell’acqua nel serbatoio, in funzione per 15 minuti ogni 2 ore, nonché la pulizia del serbatoio, della pompa e del filtro ogni volta che il serbatoio si svuota. Ogni volta che il serbatoio si svuota, sciacquate le tubazioni con acqua pulita.
CONSIGLIO n. 7
Non dimenticate che, prima di accendere il sistema di irrigazione AutoPot, è molto importante consentire alle vostre piante di stabilizzarsi dopo averle annaffiate e collocate nei vasi. Il tempo ideale di stabilizzazione dipende da molti fattori, tra cui la specie della pianta, le sue dimensioni, la temperatura e l’umidità, ovvero il microclima dell’ambiente di coltivazione. In generale, questo periodo può essere compreso tra 5 e 21 giorni, a seconda delle dimensioni del contenitore; tuttavia, se non siete sicuri, è sufficiente sollevare il contenitore di coltivazione con le mani. Se è pesante, contiene ancora molta umidità. In caso contrario, accendete semplicemente il sistema idroponico AutoPot.
CONSIGLIO n. 8
Non collocate mai una pietra porosa nel serbatoio. Probabilmente ciò causerebbe un aumento del pH dell’acqua. In questo caso sarà più utile una piccola pompa dell’acqua, anche se nessuno dei due dispositivi è indispensabile.
CONSIGLIO n. 9
Per mantenere le tubazioni prive di depositi, assicuratevi che all’estremità sia presente un rubinetto, che dovrebbe essere aperto regolarmente ogni poche settimane, lasciando defluire l’acqua in un contenitore predisposto per un periodo compreso tra 30 secondi e 1 minuto.
CONSIGLIO n. 10
Sollevate sempre il serbatoio ad almeno 150 mm dal pavimento e riempitelo nuovamente quando sarà rimasto un terzo dell’acqua... Non lasciate mai che il serbatoio si svuoti.
CONSIGLIO n. 11
Utilizzate sempre un filtro per ogni serbatoio. I filtri dovrebbero essere controllati una volta al mese e, se necessario, puliti.
CONSIGLIO n. 12
Assicuratevi sempre che il dispositivo AQUAvalve sia fissato al supporto (vassoio), per evitare che galleggi quando il supporto viene allagato con acqua. Se utilizzate i supporti progettati per AutoPot, collocate semplicemente la mezzaluna AQUAvalve sopra il raccordo a T e premete con decisione verso il basso. Se utilizzate AQUAvalve in un vassoio da giardino, collocate la nuova copertura AQUAvalve MK2 sopra AQUAvalve.
CONSIGLIO n. 13
Si sconsiglia di collocare i supporti su pavimenti freddi in cemento, poiché ciò raffredderebbe indesideratamente l’acqua dal basso, influenzando successivamente la crescita delle piante. Valutate la possibilità di collocare polistirolo, cartone o un materiale simile con proprietà isolanti sotto ogni vassoio, per garantire che la temperatura dell’acqua non venga influenzata in questo modo. Se necessario, i vassoi possono essere sollevati dal pavimento.
CONSIGLIO n. 14
Il risciacquo (flushing) non è necessario nel caso dei sistemi idroponici AutoPot. Riempite semplicemente nuovamente il serbatoio con sola acqua pulita. Se necessario, regolate il pH e, nei 7-14 giorni precedenti il raccolto, lasciate che le vostre piante “bevano” soltanto acqua.
CONSIGLIO n. 15
Si sconsiglia di collocare le piantine direttamente nei vasi. Annaffiate soltanto piante adeguatamente stabilizzate.
CONSIGLIO n. 16
Quando le piante sono piccole e scoperte, valutate la possibilità di collocare una cupola/un coperchio per l’umidità su ogni pianta, così da mantenere l’umidità intorno alla pianta e accelerarne la crescita.
CONSIGLIO n. 17
In circostanze estreme di fertilizzazione eccessiva, versate nel vaso alcuni litri d’acqua con pH bilanciato e lasciatela defluire. Ricominciate ad applicare il fertilizzante con una concentrazione di nutrienti dimezzata per una settimana.

I consigli sopra riportati dovrebbero rendere più piacevole l’utilizzo dei sistemi idroponici AutoPot nella pratica, consentendovi di sfruttarli con la massima efficacia. Che stiate ancora pensando di acquistare uno dei moduli o che ne abbiate già uno a casa, non esitate a chiederci qualsiasi informazione sull’utilizzo o sulla scelta del sistema AutoPot al noto indirizzo info@higarden.eu.
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Cosa leggere dopo?
È arrivato l’autunno e con esso anche il momento del raccolto e della lavorazione dei prodotti. Insieme ai nostri esperti abbiamo preparato per Lei una selezione di accorgimenti, strumenti e procedure che potrebbero rivelarsi utili in questo periodo. Prima che le piante ci facciano capire di essere mature, è bene avere già pronti tutti gli strumenti necessari per la lavorazione e i contenitori per la conservazione. Improvvisare è sempre possibile, ma perché sottovalutare la fase più importante dell’intero ciclo di coltivazione e rischiare di perdere un raccolto prezioso?

Raccolta Le piante più grandi possono essere suddivise subito in parti più piccole, ma in ogni caso è possibile tagliare la pianta intera. Gli steli più robusti possono essere facilmente gestiti con le cesoie per rami. Per suddividere la pianta è consigliabile indossare un indumento protettivo o almeno dei guanti. Innanzitutto si evita la contaminazione e, in secondo luogo, si risparmia molto lavoro durante la pulizia della pelle. Per pulire le mani, ma anche gli strumenti, è ideale il sapone PoKling per la rimozione della resina. 
Lavorazione delle piante

I fiori sono privi di foglie e separati dagli steli. Ora distribuisca i fiori nella rete, facendo in modo che possibilmente non si tocchino tra loro. Le reti per essiccazione sono una soluzione compatta e pratica per essiccare rapidamente non solo le erbe, ma anche frutta o funghi. Occupano poco spazio e, grazie alla sufficiente circolazione dell’aria, non si corre il rischio che si formi la muffa. La nostra offerta comprende reti di diversi diametri e dimensioni. Tutte le reti possono essere facilmente appese nell’ambiente o nella tenda e, grazie ai singoli livelli, garantiscono un’essiccazione stabile. Alcune reti sono inoltre dotate di una pratica chiusura con clip, che consente di agganciare o sganciare facilmente i livelli secondo necessità.

Quando le erbe iniziano a scricchiolare, è arrivato il momento giusto per dedicarsi alla maturazione. I contenitori per la conservazione devono essere puliti. Per conservare le erbe consigliamo i contenitori richiudibili, che creano al loro interno il vuoto tramite la depressione. Grazie a questo sistema, le erbe non perdono umidità e gli odori non fuoriescono. I contenitori sottovuoto TightVac sono realizzati in plastica alimentare atossica e sono inoltre perfetti come pratico accessorio da cucina per conservare alimenti (caffè, spezie, tè sfusi).
Mantenimento dell’umidità
Favorire la maturazione non è mai stato così semplice. Dica addio a un raccolto eccessivamente essiccato o alla muffa. I sacchetti per il mantenimento dell’umidità nell’ambiente funzionano in modo tale che, se l’ambiente circostante è troppo secco, lo umidificano fino al valore desiderato e, al contrario, quando l’ambiente è troppo umido, assorbono l’acqua per raggiungere il livello di umidità desiderato.
Scopra un’umidità perfettamente equilibrata e un aroma e un gusto eccellentemente preservati del Suo raccolto grazie ai sacchetti Integra Boost, sicuri, privi di sale e 100% atossici. Le Sue erbe non meritano niente di meno!
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Che cosa leggere ancora?
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I funghi non si coltivano indoor da soli, ma di certo in modo facile e rapido. Non solo sono nella maggior parte dei casi un ingrediente molto apprezzato nella nostra cucina, ma il consumo di alcune specie apporta anche una notevole quantità di benefici per la salute. Oggi scoprirà come e quali funghi coltivare in casa.
I cechi appartengono senza dubbio ai popoli europei micofili. La raccolta dei funghi ha infatti radici profonde nel nostro Paese e mantiene la propria popolarità da tempo immemorabile.
Tuttavia, non sempre abbiamo il tempo di andare nel bosco più vicino a raccogliere la nostra prelibatezza preferita e, a volte, qualcun altro ci precede. Coltivando i funghi indoor in un growbox, ma anche in cantina o in una piccola serra riscaldata, potrà assicurarsi una fornitura costante dei suoi funghi preferiti e non sarà limitato alla sola stagione della raccolta!

Come fare?
Ricordi che per i funghi c’è un aspetto assolutamente fondamentale: la sterilizzazione del substrato. Il microclima ottimale all’interno della tenda di coltivazione è caratterizzato soprattutto da un’elevata umidità, superiore al 90%, che farà crescere i funghi in casa a meraviglia. Per quanto riguarda la temperatura, dipende maggiormente dalla varietà specifica, ma non sbaglierà iniziando con temperature più elevate, comprese tra 24 e 29 °C, per poi trasferire i funghi, un po’ più avanti, in un ambiente più fresco con una temperatura di 5-14 °C. Cerchi di avvicinarsi piuttosto al limite inferiore. Con questo procedimento attiverà al meglio il micelio e presto otterrà il primo raccolto di funghi. Non avrà inoltre bisogno di sistemi di coltivazione, né dovrà preoccuparsi di parassiti, umidificazione o estrazione dell’aria calda dall’area di coltivazione. Alcune specie non hanno affatto bisogno di luce per crescere: questi champignon cresceranno praticamente ovunque. Si accontentano di materia organica viva, ma anche morta.
Funghi ostrica, champignon e altri
In base all’esperienza di coltivatori e giardinieri, questa coppia può essere considerata la più popolare nell’ambito della coltivazione domestica dei funghi.
Gli champignon sono funghi tipicamente poco esigenti, coltivati in ambiente artificiale da molti anni. Probabilmente il più collaudato substrato per la coltivazione degli champignon è la perlite.
Il fungo ostrica, che ha ottenuto il proprio nome dalla specie dal colore del cappello, sorprendentemente simile a quello delle ostriche, è sempre più apprezzato soprattutto per i suoi effetti benefici sull’organismo umano. Contiene grandi quantità di vitamine, minerali, proteine, steroli e fibre. Aiuta a sostenere il fegato e contribuisce all’organismo nella regolazione del colesterolo. Può inocularlo su un ceppo o in una ceppaia. I cespi di fungo ostrica crescono solitamente entro un trimestre.
Se decide di iniziare proprio con queste specie di funghi, probabilmente troverà facilmente qualcuno che abbia già una certa esperienza con loro. Tuttavia, se è un appassionato di funghi, non appena spunteranno in casa i primi champignon e funghi ostrica, probabilmente ne vorrà di più. Anche in questo caso non c’è alcun problema. Con il minimo sforzo e costi contenuti, comodamente a casa, potrà coltivare l’orecchio di Giuda (Auricularia auricula-judae), i funghi shiitake (Lentinula edodes), la flammulina, la polveriera, la strofarìa o persino il fungo corallo.

Funghi in giardino
Può coltivare personalmente anche specie di funghi selvatici, e può farlo persino in giardino. Porcini, finferli, boleti, funghi prataioli: praticamente qualsiasi varietà sia di suo gusto. Si tratta comunque di un livello superiore e il risultato non è sempre garantito. Se possiede un terreno con alberi adulti, situato vicino a un bosco, è già a metà dell’opera, poiché i funghi possono diffondersi fino a lei proprio dai boschi attraverso le spore. Le spore si trovano spesso anche sulla legna da ardere tagliata.
La coltivazione domestica dei funghi, che avvenga in un growbox, su un armadio, in cantina o in giardino, offre anche un altro vantaggio. È possibile raccogliere i funghi esattamente quando raggiungono la dimensione ideale per la preparazione in cucina, così da poterli gustare appieno, a differenza dei funghi raccolti quando sono troppo giovani o troppo vecchi.
Una corretta conservazione per il massimo beneficio
Per concludere, abbiamo per Lei un consiglio pratico sulla conservazione dei funghi in contenitori ermeticamente chiusi. Quando arriverà il momento del raccolto, non c’è niente di meglio che riporre i funghi in un contenitore sottovuoto TightVac. Può acquistarne anche di diverse dimensioni, a seconda della varietà e dell’abbondanza del raccolto. In questo modo, funghi grandi e piccoli conserveranno il cento per cento del loro gusto senza problemi per un anno o più e saranno sempre a portata di mano, sia che abbia in programma una zuppa di funghi sia una gustosa frittata ai funghi. Forse sa già che l’essiccazione è un metodo di conservazione delicato, che consente di preservare la maggior parte delle sostanze attive o persino curative presenti negli alimenti (aspetto particolarmente utile nel caso dei funghi medicinali). Per la conservazione dei funghi essiccati utilizzi i pratici sacchetti Integra Boost, che controlleranno l’umidità ottimale in qualsiasi contenitore.
Non esiti a porci tutte le domande che desidera. La coltivazione indoor dei funghi non fa eccezione. Saremo lieti di consigliarLa nella scelta dei prodotti più adatti e attendiamo le Sue domande al consueto indirizzo info@higarden.eu.