Coltivazione passo dopo passo, Pagina 4
- Fase di crescita
- Fioritura e raccolta
- Lavorazione e conservazione
- Coltivazione idroponica
- Piantine e precoltivazione
- Colture speciali
- Coltivazione outdoor
- Semi e germinazione
Elenco degli articoli
Il tema della defogliazione, della rimozione delle foglie o, più precisamente, della defogliazione è da molti anni oggetto di accese discussioni tra i grower. Tra i coltivatori di tutto il mondo troviamo infatti sia strenui oppositori sia convinti sostenitori. Non esiste quindi un verdetto universalmente valido che stabilisca se sia meglio lasciare in pace le foglie delle piante oppure se valga la pena dedicarsi a questa tecnica. Resta però il fatto che viene utilizzata ripetutamente dai coltivatori professionisti su diverse specie vegetali, ottenendo risultati notevoli, quindi probabilmente questa tecnica ha davvero qualcosa da offrire. A maggior ragione oggi, quando sempre più grower indoor esperti considerano la defogliazione una parte normale della propria routine di coltivazione anche in ambito domestico, con un effetto significativo sulle loro rese elevate e regolari.

Del resto, conosciamo il processo naturale di defogliazione anche in natura. Basta pensare alla caduta delle foglie. Spieghiamo ora perché la rimozione mirata delle foglie delle piante è utile non solo nella coltivazione outdoor, ma anche nella coltivazione indoor delle piante sotto illuminazione artificiale, generalmente con lampade LED o lampade a scarica.
Miglioramento della circolazione dell’aria e riduzione dell’umidità all’interno dell’area di coltivazione
Nelle coltivazioni indoor e all’interno delle tende di coltivazione, la vegetazione vegetazione è spesso molto fitta, quasi impenetrabile, poiché ogni coltivatore cerca logicamente di sfruttare al massimo lo spazio di coltivazione con una fonte di illuminazione artificiale, così da coltivare il maggior numero possibile di piante sane su una determinata superficie. Non deve necessariamente essere prioritario soltanto il numero di piante. Alcuni coltivatori lasciano crescere bene le piante prima di modificare il fotoperiodo, per riempire il più possibile l’intera area di coltivazione.
Nella pratica, però, non tutti questi coltivatori si rendono conto che quanto più fitta è la vegetazione all’interno dell’area di coltivazione, tanto più ostacola il passaggio di aria fresca tra le singole piante, un fattore molto importante per il loro sviluppo sano e vigoroso.
IL NOSTRO CONSIGLIO: Aumentare la circolazione dell’aria fresca intorno alle piante, esattamente nei punti in cui è più necessaria, è possibile grazie ai ventilatori di ricircolo. Se all’inizio dell’estate non ne dispone ancora nella Sua grow box o nella Sua stanza, legga assolutamente l’articolo dedicato: Come scegliere un ventilatore di ricircolo?
Un altro problema causato dal fatto che le piante con molte foglie sono ammassate all’interno dell’area di coltivazione è l’aumento dell’umidità. L’umidità in sé non rappresenta ancora un problema così grave, ma in combinazione con la già citata insufficiente immissione di aria fresca si verifica un accumulo, intorno alle foglie inferiori, dell’aria espirata dalle piante. Quest’aria non è più sufficientemente ricca di anidride carbonica (CO2). Al significato della CO2 per le piante è dedicato anche l’articolo: Coltivazione delle piante e anidride carbonica. Come e perché utilizzarla?
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Quando l’area di coltivazione presenta una vegetazione fitta, la circolazione insufficiente di aria fresca intorno alle singole piante, insieme all’aumento dell’umidità, crea l’ambiente ideale per la comparsa di muffe pericolose, che trovano particolarmente favorevole quest’aria stagnante. Nei punti in cui le foglie delle piante si toccano si verifica inoltre la massima concentrazione di umidità; per questo le foglie nei punti di contatto sono spesso bagnate e incollate tra loro. Ed è proprio questo il fenomeno che si desidera evitare.

Miglioramento dell’accesso della luce alle piante
Per potersi sviluppare, le piante devono ricevere una quantità sufficiente di radiazione luminosa sulle loro parti verdi, soprattutto sulla superficie delle foglie. Inoltre, la luce deve avere un’intensità adeguata, affinché la maggior parte delle foglie riceva la propria dose quotidiana di fotoni. In natura, questo avviene perché il sole non è soltanto una fonte di luce con un’intensità di radiazione estremamente elevata, ma nel corso della giornata si sposta anche nel cielo, modificando gradualmente la direzione e l’angolo con cui i raggi solari colpiscono le foglie delle piante. Nel giardinaggio indoor, invece, anche la fonte luminosa più potente rimane sempre in un punto fisso. Diventa quindi importante anche la già citata densità della vegetazione. È normale che ai livelli inferiori non penetri più una quantità di luce sufficiente affinché le foglie nelle zone più buie dell’area di coltivazione raggiungano un livello ottimale di fotosintesi. Per questo, tralasciando per un momento l’effetto della defogliazione, nelle grow box o in altri spazi di coltivazione lampade TLED per illuminare ulteriormente le zone in ombra.
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Probabilmente non La sorprenderà sapere che la pianta non decide di smettere di rifornire d’acqua e sostanze nutritive le foglie insufficientemente illuminate dei livelli inferiori, solo perché al coltivatore interessa solitamente soprattutto l’infiorescenza o i frutti. Proprio per questo, tali foglie diventano un peso non trascurabile per la pianta. È qui che arriviamo al cuore della questione.
L’esperienza con la defogliazione – la rimozione delle foglie – parla in modo piuttosto chiaro. È sufficiente far arrivare più luce ai fiori rimuovendo le foglie indesiderate per osservare un miglioramento visibile del loro sviluppo. D’altra parte, possiamo paragonare le foglie a pannelli solari, in quanto riserve di energia utilizzata dalla pianta, necessaria tra l’altro proprio alla formazione e alla maturazione dei fiori. Per essere utile e non dannosa, la defogliazione deve quindi essere eseguita con buon senso... Spieghiamo dunque le quattro regole fondamentali che dovrebbe assolutamente rispettare prima di applicare concretamente questo metodo di giardinaggio.
- Salute delle piante
Che sia grazie alla Sua esperienza e alle Sue capacità di coltivazione oppure grazie ai prodotti premium del nostro assortimento, di cui parliamo in diversi altri articoli del blog, le Sue piante devono essere in condizioni perfette. In caso contrario, non inizi assolutamente la rimozione mirata delle foglie. Non si fanno eccezioni. Se le Sue piante sono colpite da parassiti o se è evidente che la loro crescita non è ancora ottimale, la defogliazione non apporterà alcun beneficio e danneggerà piuttosto il raccolto. Nel caso della coltivazione indoor, le piante sane dipendono naturalmente da condizioni di coltivazione ottimali. Prima di iniziare la rimozione delle foglie, si assicuri quindi che le piante ricevano luce a sufficienza e dispongano di un clima ideale (vedere sopra) e che Lei sia in grado di fornire loro, nell’ambito dell’irrigazione regolare, il corretto dosaggio delle sostanze nutritive importanti. Se tutto è in ordine, può iniziare a sperimentare.
- Genetica
Le opinioni sulla defogliazione nella comunità internazionale dei coltivatori sono molto diverse, probabilmente anche perché non tutte le varietà sono adatte alla rimozione delle foglie. La genetica svolge certamente un ruolo. Se si tratta di una varietà che sviluppa una vegetazione fitta, con numerosi rami laterali e foglie, è probabile che la defogliazione le sia davvero utile. Esistono però anche molte varietà di piante con una struttura più aperta, per le quali è naturale produrre una quantità minore di foglie. In questo caso consigliamo prudenza e minimalismo. Ciò significa che, a condizione di rispettare la prima regola, può provare la defogliazione inizialmente su scala molto ridotta e osservare come reagiscono le Sue piante rispetto alle zone in cui le foglie non sono state rimosse. Se l’effetto è positivo, può proseguire con cautela il processo di rimozione mirata delle foglie. Esistono poi anche delle eccezioni, che complicano un po’ la situazione. La morfologia non è infatti tutto e alcune varietà possono reagire alla rimozione delle foglie meglio di altre, indipendentemente dalla loro struttura o dal numero complessivo di foglie.
- Quando meno significa di più...
Alcuni grower non si fanno troppi problemi e in una sola volta rimuovono quasi tutte le foglie grandi, lasciando sulla pianta soltanto le foglioline più piccole vicino ai fiori e quelle aderenti al fusto, che non hanno ancora sviluppato completamente il picciolo. Una simile operazione viene eseguita da chi sa esattamente cosa sta facendo, cioè conosce la varietà coltivata e sa come reagisce sulla base di esperienze ripetute. Oppure, al contrario, da chi non sa assolutamente nulla di defogliazione: in questo caso si tratta di puro azzardo. Se decide quindi di provare la rimozione delle foglie nella pratica, Le consigliamo di attenersi alla nota regola «A volte meno è di più» e di iniziare la defogliazione con grande cautela. Rimuova prima soltanto alcune foglie grandi e mature. Attenda quindi diversi giorni e osservi la reazione delle piante. In base a questa reazione potrà valutare più facilmente un’ulteriore defogliazione.
- Tempistica corretta
Tenga presente il momento in cui si chiudono le cosiddette porte sul retro. Durante la fase vegetativa, infatti, continuano generalmente a spuntare nuove foglie prima del cambio del fotoperiodo a 12/12. In questo periodo le piante dedicano tutta la loro energia esclusivamente alla formazione di fusti e foglie. Le piante continuano poi a produrre nuove foglie anche per circa tre settimane dopo il cambio del fotoperiodo alla cosiddetta modalità di fioritura, crescendo rapidamente in altezza. Quando smettono di crescere in altezza, non svilupperanno più nuove foglie, fatta eccezione per le foglioline delicate nelle immediate vicinanze dei fiori.

Altri consigli utili per la rimozione delle foglie possono essere riassunti nei punti seguenti:
- Non ha senso rimuovere le foglie dalle piantine o dalle piante giovani nelle prime fasi di sviluppo. Da un lato, hanno bisogno di dedicare quanta più energia possibile alla crescita e, dall’altro, generalmente dispongono di spazio sufficiente tra loro. Di conseguenza, la luce con un’intensità adeguata raggiunge tutti i livelli della pianta giovane, favorendo la crescita dei germogli laterali.
- Per una rimozione delle foglie precisa, sicura, più comoda e più rapida, Le saranno utili cesoie da giardinaggio moderne e di qualità.
- Nella pratica, i grower si trovano spesso anche davanti al dilemma se rimuovere le foglie insieme al picciolo oppure lasciare il picciolo. Lasciando il picciolo non si commette alcun errore, perché non ostacola la penetrazione della luce e, dopo aver fornito alla pianta le sostanze nutritive in esso contenute, si secca naturalmente e infine cade da solo.
- A volte non è necessario rimuovere l’intera foglia: è sufficiente tagliare soltanto una parte della lamina fogliare. Questo metodo di defogliazione può essere vantaggioso quando le foglie non sono numerose, ma occupano molto spazio a causa delle loro dimensioni e impediscono il passaggio della luce.
Ora conosce le regole fondamentali per la rimozione delle foglie e possiamo quindi concentrarci sulle procedure consigliate per la defogliazione delle piante coltivate in ambiente indoor.
- Durante la fase di crescita (o, più precisamente, durante il fotoperiodo di crescita nella coltivazione delle piante indoor) abbiamo a disposizione diverse possibilità per utilizzare la rimozione delle foglie:
- Se desidera ottenere un’altezza uniforme della vegetazione, la rimozione delle foglie su alcuni rami selezionati, che rallenteranno la crescita proprio a causa della defogliazione, potrà aiutarLa.
- Rimuovendo le foglie grandi che tendono a creare ombra, più luce raggiungerà i germogli e i rami anche nei livelli inferiori. In questo modo se ne favorisce lo sviluppo e si sfrutta più efficacemente l’intero spazio di coltivazione disponibile.
- Torniamo ora al fenomeno descritto in precedenza. Dovrebbe assolutamente rimuovere le foglie che si toccano tra loro e sulla cui superficie, nel punto di contatto, condensa l’umidità favorevole alla formazione di muffe o oidio. Se in questa fase nota vecchie foglie nella parte inferiore del fusto, che ormai non ricevono più luce a sufficienza, rimuova anche quelle.
- Quando cambia il fotoperiodo delle piante per avviare la fioritura, inizierà per circa 3 settimane una crescita intensa in altezza, accompagnata anche dalla formazione dei fiori. Questa fase è indicata con il termine inglese «stretch». Potrebbe aver incontrato anche piante che fioriscono indipendentemente dal fotoperiodo. Queste varietà vengono definite autofiorenti (autoflowering). Nella maggior parte dei casi richiedono anche una concimazione speciale, come ad esempio BioNova Autoflower Supermix. Nel caso delle varietà autofiorenti è necessario individuare semplicemente a occhio le singole fasi del ciclo, in base al loro aspetto e al fatto che stiano già formando fiori visibili. In ogni caso, tenga presente che l’obiettivo della defogliazione durante la fase di fioritura è far arrivare quanta più luce possibile ai fiori, cercando al contempo di lasciare alla pianta un numero sufficiente di foglie. Sì, si tratta di una sorta di arte dell’equilibrio, ma quanta più esperienza acquisirà nella rimozione delle foglie, tanto più facilmente raggiungerà l’equilibrio desiderato nel processo di defogliazione.
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Quando e come rimuovere le foglie? La strategia è nelle Sue mani
- Prima del cambio del fotoperiodo
Sempre più grower praticano la defogliazione radicale delle piante poco prima del cambio del fotoperiodo. Dopo il cambio del fotoperiodo inizia la cosiddetta fase di stretch (vedere sopra), raddoppiando così in una certa misura l’effetto finale della defogliazione. In questo modo dovrebbe riuscire in una certa misura a limitare l’allungamento dei rami verso l’alto, ma il vantaggio principale consiste nella maggiore quantità di luce che raggiunge gli internodi situati più in basso. Un apporto sufficiente di luce intensa in questi punti favorirà quindi notevolmente lo sviluppo dei fiori, che all’ombra delle foglie avrebbero meno possibilità di prosperare.
- Defogliazione progressiva
Presentiamo ora un approccio molto più conservativo alla rimozione delle foglie. Consiste nel rimuovere progressivamente le foglie durante il ciclo di coltivazione, fino alla fase finale della fioritura. Può stabilire determinati intervalli per la rimozione regolare delle foglie, ad esempio ogni due giorni. È però simile all’irrigazione: meglio più spesso, ma in quantità ridotte. Rimuova quindi sempre soltanto alcune foglie selezionate, quelle che in quel momento fanno più ombra ai fiori. Oppure le foglie che si toccano tra loro. Questo approccio conservativo consente di prevenire gli shock imprevisti che le piante possono subire dopo la rimozione in una sola volta di un numero elevato di foglie. Allo stesso tempo, avrà la possibilità di verificare come reagisce la varietà alla rimozione delle foglie, senza rischiare di causare più danni che benefici.
- Test comparativo
Il potenziale reale, o meglio il possibile beneficio della defogliazione per lo sviluppo della varietà che sta coltivando in un ambiente controllato può essere scoperto mediante un classico test comparativo. Sta a Lei decidere quanto saranno estese le aree di vegetazione da confrontare. Supponiamo che scelga di dividerle a metà. Ciò significa sottoporre una metà dell’area di coltivazione alla rimozione delle foglie e lasciare crescere liberamente l’altra metà. Il metodo comparativo funziona anche per confrontare diversi approcci alla defogliazione. Torniamo quindi ancora una volta al principio secondo cui è meglio osservare attentamente le piante: le differenze tra le due metà, o tra altre proporzioni dell’area di coltivazione da Lei selezionate, La aiuteranno a stabilire con chiarezza quale strada seguire per ottenere un raccolto abbondante. Non dimentichi che il presupposto fondamentale per questo confronto è che tutte le piante comparate appartengano alla stessa varietà e dispongano delle medesime condizioni di sviluppo nell’area di coltivazione.
Se desidera porci qualsiasi domanda, non esiti a contattarci tramite il noto indirizzo e-mail info@higarden.eu.
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Per approfondire:
Far germinare i semi direttamente nel substrato di coltivazione è nella pratica, soprattutto nel caso in cui abbiate pagato un sovrapprezzo per la loro qualità, un’attività un po’ più impegnativa rispetto all’utilizzo del collaudato «trucco» del cotone o della carta inumiditi. Per questo molti coltivatori lasciano germinare inizialmente i semi delle piante in modo «esterno» e solo in seguito procedono a piantare correttamente i semi già germogliati nel substrato. Leggete una semplice guida per scoprire come fare.
Fonte: Ecolife Permaculture
- Il clima è il primo fattore che determina direttamente la crescita sana dei semi appena germogliati. Questi dovrebbero «crescere» a temperatura e umidità ideali. È quindi consigliabile misurare regolarmente questi valori. La temperatura misurata dovrebbe essere compresa tra 24 e 28 °C, mentre l’umidità dovrebbe variare dal 70 all’85%.
- Un altro fattore in base al quale consigliamo di piantare i semi germogliati è la loro dimensione. Potete applicare la regola d’oro e piantarli a una profondità corrispondente alla loro dimensione. Ad esempio, se il seme è grande 0,5 cm, premetelo delicatamente nel substrato fino a una profondità di 0,5 cm.
- Piantate sempre i semi germogliati con il germoglio rivolto verso il basso! In questo modo è più probabile che la pianta spunti in superficie, portandovi quasi alla vittoria.
- I coltivatori alle prime armi commettono spesso l’errore di annaffiare con eccessiva insistenza i semi germogliati. Tuttavia, se annaffiate i semi germogliati troppo presto o addirittura li inzuppate, sarà difficile rimediare alle conseguenze, sotto forma di radici o fusti morti. Un altro errore inutile e frequente all’inizio consiste nell’annaffiare le piante direttamente alla base del fusto. È molto meglio farlo intorno al fusto, mantenendo una leggera distanza.
- L’illuminazione dei semi appena germogliati, che rappresentano la pianta nelle primissime fasi di sviluppo, è un altro fattore da tenere sotto controllo. In questa fase vegetativa della pianta è necessario posizionare le lampade il più in alto possibile sopra le piante e garantire loro 18 ore di luce e 6 ore di buio al giorno.
- I cubi di coltivazione più grandi in lana di roccia rappresentano l’ambiente ideale per lo sviluppo delle giovani piantine. Una nuova alternativa è Agra-Wool: cubo composto al 100% da fibra di terra naturale, dotato di un piccolo foro centrale.
- Nelle prime fasi di sviluppo, è molto consigliabile sostenere le piantine, che si coltivino frutta, verdura o erbe aromatiche, oltre che con la nutrizione di base per la fase vegetativa, anche con un efficace stimolatore radicale.

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- Canna Rhizotonic oppure BioNova BN Roots: stimolatori radicali collaudati per un buon inizio e il successivo svolgimento dell’intero ciclo di coltivazione della pianta.
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- Agra-Wool: cubi di coltivazione e di propagazione realizzati con materiale naturale al 100%.
- HERCULES: i moderni vasi in plastica facilitano il percorso dalle piantine fino a splendidi fiori e frutti.
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Speriamo che questo articolo vi aiuti nella cura dei semi appena germogliati e delle piantine. Perché imparare dai propri errori quando potete ottenere informazioni che vi aiutino a evitarli, non è vero? Saremo inoltre lieti di consigliarvi nella scelta dei prodotti per sostenere le piantine. Siamo a vostra disposizione al consueto indirizzo info@higarden.eu.
Cosa leggere ancora:
Quando arriva il momento del raccolto, efficienza e precisione sono fattori fondamentali. Il trimming, chiamato anche potatura, è il processo di rimozione delle foglie, mantenendo il fiore il più pulito possibile. Le tradizionali forbici manuali possono essere uno strumento affidabile, ma se cerca un metodo più rapido ed efficiente per tagliare i fiori, i trimmer o le forbici possono rivelarsi molto utili. In questo articolo esamineremo i diversi tipi di trimmer e a chi sono adatti, confrontando inoltre il risparmio di tempo ottenibile utilizzando forbici e trimmer.

Esempio di risparmio di tempo: I trimmer per erbe fiorite possono tagliare più velocemente di qualsiasi altro strumento, riducendo notevolmente il tempo necessario per lavorare un raccolto di grandi dimensioni. È importante tenere presente che la scelta del trimmer dipende dalle Sue esigenze e dalle dimensioni del raccolto. Le forbici manuali sono adatte ai piccoli coltivatori e agli hobbisti, mentre le macchine elettriche per il trimming e i trimmer manuali per erbe fiorite sono indicati per i coltivatori più grandi e per l’uso commerciale. L’utilizzo del trimmer giusto può aumentare notevolmente la produttività e il risparmio di tempo durante la raccolta delle erbe fiorite. I trimmer manuali ed elettrici consentono di risparmiare ore di lavoro: generalmente, il tempo di trimming si riduce di 2-4 volte rispetto al taglio manuale con le forbici.
Forbici manuali:
Le forbici manuali sono lo strumento tradizionale per il taglio delle erbe fiorite. Garantiscano un taglio preciso e perdite minime. Sono adatte ai raccolti più piccoli e ai coltivatori che preferiscono un controllo dettagliato. Le forbici manuali sono inoltre convenienti e non richiedono elettricità.
Esempio per questo gruppo: PF Forbici da giardinaggio, grandi e curve
Per saperne di più, consulti la categoria Forbici
Macchine manuali per il taglio:
Le macchine manuali per il taglio rappresentano una soluzione intermedia tra le forbici manuali e le macchine elettriche. Sono facili da trasportare e consentono di tagliare più rapidamente rispetto alle forbici manuali. Queste macchine sono adatte ai coltivatori che devono lavorare raccolti di medie dimensioni.
Esempio per questo gruppo: Trimmer VF Trimmer 50 cm (19")
Per saperne di più, consulti la categoria Trimmer manuali
Macchine elettriche per il taglio:
Le macchine elettriche per il taglio sono un’ottima scelta per lavorare raccolti di grandi dimensioni. Sono più rapide delle forbici manuali e richiedono uno sforzo fisico minore. Queste macchine sono ideali per i coltivatori commerciali e per chi deve lavorare grandi quantità di erbe fiorite.
Esempio per questo gruppo: VF Table Trimmer, 3 velocità
Per saperne di più, consulti la categoria Trimmer elettrici
Trimmer industriali:
Si tratta di macchine semiautomatiche e automatiche progettate specificamente per il taglio di piante fiorite in quantità molto elevate. Sono la scelta più rapida ed efficiente per i grandi coltivatori e gli impianti industriali. I trimmer consentono di effettuare il taglio automatizzato di fino a 16 kg all’ora.
Esempio per questo gruppo: Sunflower Automatic Trimmer L - Light
Per saperne di più, consulti la categoria Trimmer elettrici / Sunflower e Master Trimmer

La preparazione dei fiori per il trimming è un passaggio importante, che garantisce un taglio efficace e pulito.
I passaggi seguenti La aiuteranno a preparare i fiori per il trimming:
Raccolta nel momento ottimale: Raccolga i fiori nella fase ottimale di maturazione, che dipende dalla specie specifica e dalla sua destinazione d’uso (ad esempio, le erbe fiorite per uso medicinale vengono raccolte in una fase diversa rispetto alle erbe destinate alla produzione tessile). Eviti di raccogliere troppo presto o troppo tardi, affinché le piante si trovino nelle condizioni ottimali.
Scelga un ambiente di lavoro adeguato: Il trimming dovrebbe essere effettuato in un ambiente pulito, ben illuminato e ben ventilato. Ciò garantisce condizioni di lavoro confortevoli e igieniche, riducendo il rischio di formazione di muffe.
Rimuova le foglie grandi e i fusti: Prima del trimming, rimuova le foglie grandi e i fusti più grossi. In questo modo sarà più facile raggiungere i fiori e si ridurrà il rischio di danneggiarli con il trimmer. Su scala industriale, saranno le macchine a occuparsene.
Prepari gli strumenti di lavoro: Si assicuri di avere pronti tutti gli strumenti e i materiali necessari, compreso il materiale di trimming, i guanti, gli occhiali e un contenitore per raccogliere le foglie e i fiori rimossi.
Pulisca le piante: Se le piante si trovano all’esterno e sono sporche, le sciacqui con acqua pulita e le lasci asciugare.
Inizi il trimming con cautela: Inizi il trimming con attenzione e proceda lentamente. Si assicuri di rimuovere le foglie in eccesso, evitando però di danneggiare o perdere i tricomi preziosi.
Essiccazione: Dopo il taglio, posizioni i fiori sulle reti per l’essiccazione. Negli ambienti, controlli temperatura e umidità, in modo da raggiungere 21 °C e un’umidità del 55%. La durata dell’essiccazione dipende dalle condizioni presenti e può richiedere 4-12 giorni, o anche di più. Il momento adatto per trasferire i fiori nei contenitori arriva quando il fusto scricchiola, ma non si spezza completamente. Si sconsiglia di accelerare l’essiccazione, poiché si perderebbero aroma e sapore.
Conservi correttamente il raccolto: Dopo il trimming, riponga i fiori in contenitori adeguati o recipienti richiudibili, per preservarne la freschezza e l’aroma. Apra i contenitori una volta al giorno per 20-30 minuti, così da far fuoriuscire l’umidità interna.
Faccia attenzione agli scarti: Gli scarti (foglie e fiori rimossi) possono essere utilizzati per la produzione di oli, tinture o altri prodotti. Faccia attenzione a non perderli e a utilizzarli in modo efficace. Gli strumenti e gli apparecchi per la lavorazione sono disponibili nella categoria Pressatura / Estrazione.
La preparazione dei fiori per il trimming richiede attenzione e cura dei dettagli. Il rispetto di questi passaggi La aiuterà a garantire un trimming pulito ed efficiente e a mantenere la qualità del raccolto ai massimi livelli.
Se ha domande o ha bisogno di assistenza nella scelta, i nostri esperti sono a Sua disposizione all’indirizzo e-mail info@higarden.eu.
Le consigliamo inoltre i seguenti prodotti:
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- Icer PF Lavatrice per la separazione del polline + set di 3 sacchi separatori
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Legga tutto ciò che deve sapere sulla coltivazione dei peperoncini piccanti più popolari. Se ama il peperoncino, Le basta un growbox completo di accessori e potrà contare su un raccolto piccante più volte all’anno. Aggiungeremo anche alcuni consigli per la coltivazione del peperoncino in giardino o in serra. Che preferisca coltivare i peperoncini piccanti indoor oppure outdoor, non dovrà più acquistarli in negozio e potrà scegliere le varietà specifiche da gustare.

La varietà e la piccantezza sono caratteristiche che svolgono un ruolo importante già prima di iniziare a coltivare i peperoncini. Le singole varietà di peperoncino richiedono condizioni di coltivazione specifiche. Tuttavia, all’inizio queste differenze potrebbero rallentarLa inutilmente; per questo renderemo tutto il più semplice possibile, così potrà dedicarsi alla coltivazione dei peperoncini con la prospettiva di un raccolto piccante e succoso. È sufficiente evitare alcuni errori e carenze di base, sui quali ci concentreremo.
Precoltivazione dei peperoncini
- Qualità dei semi e periodo di germinazione
Semi vitali sono fondamentali. Il presupposto principale è che non siano stati conservati per più di 3 anni. Per garantire la germinazione, devono inoltre essere conservati in un luogo asciutto, buio e fresco. Fatta eccezione per la varietà capsicum pubescens, i cui semi sono naturalmente neri, non metta a germinare semi sui quali nota macchie scure. Sono indesiderate anche deformazioni meccaniche evidenti, rammollimento o segni visibili della presenza di parassiti o muffe. Selezionare i semi conviene. Scelga solo quelli più grandi, con una storia comprovata e un chiaro potenziale genetico.
Per quanto riguarda la precoltivazione dei peperoncini, probabilmente Le interessa soprattutto sapere quanto tempo occorre dall’inizio della germinazione alla comparsa delle nuove piantine. Per la maggior parte delle varietà, il periodo di germinazione è al massimo di tre settimane. Varietà come Habanero o Tupin richiedono invece il doppio del tempo, fino a sei settimane.
- Tempistica corretta
Stabilire il momento della semina è fondamentale se coltiva i peperoncini in un luogo diverso dal growbox. Nella tenda di coltivazione non deve preoccuparsi della tempistica: è un enorme vantaggio della coltivazione dei peperoncini indoor. Lo svantaggio è il consumo di energia elettrica della fonte di illuminazione artificiale. Alla luce del sole, le piante di peperoncino necessitano in media di 6-9 mesi per far maturare i frutti. Ne consegue che, in caso di coltivazione all’aperto (outdoor), è necessario precoltivare le giovani piantine di peperoncino durante le ultime gelate, all’inizio della primavera, trapiantarle all’aperto idealmente dopo l’ultima gelata e raccogliere i frutti maturi prima delle prime gelate invernali.

- Substrati e condizioni climatiche
Naturalmente, le condizioni climatiche dell’Europa centrale non favoriscono particolarmente la coltivazione dei peperoncini all’aperto; proprio la precoltivazione è uno dei fattori che permettono di compensare il clima sfavorevole. Un’altra possibilità è rappresentata dai tunnel o dalle serre, il cui vantaggio consiste nel prolungare il periodo vegetativo delle piante e nell’avvicinarsi alle condizioni climatiche ideali. Naturalmente conviene anche scegliere per la coltivazione varietà di peperoncino il più possibile resistenti.
Quale substrato scegliere per una precoltivazione efficace dei peperoncini? Probabilmente il metodo più delicato per la germinazione consiste nell’utilizzare la lana di roccia, o lana minerale, con cui vengono realizzati i popolari cubetti per la semina Grodan. Sono inerti, quindi sono perfetti anche per la coltivazione idroponica dei peperoncini.

Per la precoltivazione può utilizzare anche un substrato di qualità, ma non dimentichi di garantirne la sterilità. Quando utilizza un substrato, è importante non seminare a una profondità superiore a 3 mm sotto la sua superficie.
Durante la germinazione e la precoltivazione è importante mantenere nello spazio di coltivazione una temperatura ottimale e un’umidità relativamente elevata. Mini-serre e serre per semina oppure propagatori (in combinazione con una lampada per la crescita) facilitano il lavoro durante la precoltivazione e aumentano la probabilità di poter trapiantare successivamente piantine vitali. Un modo semplice per ottenere una germinazione efficace dei semi e precoltivare le piantine di peperoncino è rappresentato dal pratico set di propagazione SMALL.

All’inizio dell’articolo abbiamo accennato al fatto che le singole varietà hanno esigenze specifiche. Per semplificare, possiamo indicare 29 °C come temperatura universale per i peperoncini. Proprio nella serra per semina sarà molto più facile mantenere una temperatura costante. Ciò vale anche se decide di mantenere la temperatura ottimale necessaria alla germinazione di una varietà specifica. Vediamo almeno alcuni esempi. La temperatura adatta alla germinazione delle varietà tropicali del genere chinense è di 24-32 °C, mentre per la germinazione delle varietà del genere annuum è ideale mantenere una temperatura compresa tra 10 e 24 °C.
IL NOSTRO CONSIGLIO: Shogun Start fornisce alle giovani piante oligoelementi altamente efficaci nel periodo in cui sono ancora deboli e ne hanno maggiormente bisogno. Un nutrimento eccellente per le piantine di tutte le varietà di peperoncino!

Trapianto delle piante di peperoncino
Quanto più aiutiamo le giovani piantine, e non vale solo per i peperoncini, nelle prime fasi di sviluppo, tanto più le piante ci ricompenseranno da adulte con una crescita stabile, vitalità e qualità finale dei raccolti.
Nella fase di precoltivazione l’attenzione era rivolta soprattutto a temperatura e umidità all’interno dello spazio di coltivazione. Quando sulla pianta compaiono i cotiledoni, a questi fattori climatici si aggiunge anche la luce! Durante il trapianto delle piante di peperoncino, la giornata dovrebbe già essere sufficientemente lunga. Se le giovani piante ricevono poca luce, può illuminarle artificialmente (vedere più avanti). Il deficit luminoso si riconosce dal fatto che le piante di peperoncino allungano molto il fusto, diventando fragili e instabili.
Se coltiva le piante indoor in un growbox, consigliamo soprattutto l’illuminazione LED a spettro completo del marchio Lumatek, che simula perfettamente la luce naturale del sole. Maggiori informazioni sono disponibili in un articolo dedicato al confronto tra le migliori luci LED. Nei propagatori o per illuminare ulteriormente le zone in ombra della tenda di coltivazione può utilizzare la lampada supplementare full-spectrum da 100 W Lumatek BAR 2.9. Come fonte luminosa si possono utilizzare anche lampade a scarica; per questo il tema della coltivazione sotto illuminazione artificiale e le differenze tra le tecnologie delle lampade sono riassunti in un ulteriore articolo HPS vs. LED.
Trapianti le giovani piantine nel substrato o nel terriccio insieme alla base di lana di roccia. In questo modo eviterà di tirare inutilmente la pianta per le radici e aumenterà la probabilità di successo del trapianto. Lo stesso vale se per la germinazione ha utilizzato le compresse di torba Jiffy. Torniamo quindi brevemente alla scelta del substrato, poiché, sebbene la lana di roccia e le Jiffy consentano di trapiantare la giovane pianta con il pane radicale, l’involucro delle compresse di torba si decompone con il tempo, a differenza della lana di roccia, e non ostacola l’ulteriore sviluppo delle radici. Il fatto che la lana di roccia non si decomponga può invece causare difficoltà nella crescita o nel metabolismo delle piante più deboli. Se utilizza sistemi idroponici, preferisca la lana di roccia. Se ha fatto germinare i semi, ad esempio, su un fazzoletto umido o con un altro metodo, ricordi che le prime radici sono molto delicate e durante il trapianto devono essere manipolate con la massima attenzione.
La dimensione minima del vaso per coltivare una pianta di peperoncino è di almeno 10x10 cm. Consigliamo di provare, al posto dei comuni vasi di plastica economici, vasi aerati come, ad esempio, HERCULES.

Come prendersi cura delle piante adulte di peperoncino
Per quanto riguarda la cura delle piante adulte, ci concentreremo nuovamente sui fattori chiave che portano da una maturazione senza problemi a un gusto intenso e fresco dei frutti piccanti:
- Luce: Come le varietà dolci, anche i peperoncini piccanti sono piante che amano la luce. Se coltiva il peperoncino all’aperto, è quindi importante scegliere un luogo in cui i raggi del sole arrivino il più a lungo possibile durante il giorno. Una quantità sufficiente di luce solare (indoor viene sostituita per le piante dall’illuminazione full-spectrum, come indicato sopra) significa anche energia sufficiente per le piante di peperoncino, che la impiegheranno per sviluppare l’apparato radicale, i fiori e soprattutto i frutti. È importante scegliere un luogo con un’intensità luminosa sufficiente, ma il troppo stroppia: presti quindi attenzione durante i caldi mesi estivi, se coltiva i peperoncini in giardino o in una serra con vetro trasparente, per evitare che le piante si brucino. I peperoncini richiedono un fotoperiodo leggermente atipico, ovvero: 14 ore di luce e 10 ore di buio.
- Temperatura: La buona notizia è che oggi è possibile reperire facilmente sul mercato le cosiddette varietà acclimatate. Sebbene siano state precedentemente adattate alle nostre condizioni climatiche, ciò non significa che si debba dimenticare completamente che la natura è pur sempre natura: anche queste varietà di piante adulte hanno una tendenza “codificata” a tornare alle esigenze originarie delle aree tropicali. Per questo sopportano male le gelate e le basse temperature le debilitano notevolmente. Ciò può portare, ad esempio, a un rallentamento della crescita. Non ha quindi senso piantare le piantine nei giorni con poche ore di sole, quando all’aperto il clima è ancora piuttosto freddo. L’estremo opposto è rappresentato da temperature troppo elevate, superiori a 35 °C, tipiche delle serre non ventilate, che causano notevoli problemi al metabolismo delle piante adulte. I peperoncini apprezzano la circolazione dell’aria nella parte superiore delle piante. All’aperto se ne occupa il vento. In serra consigliamo di ventilare spesso, idealmente nella parte alta. Indoor sarà invece utile un ventilatore di ricircolo.

- Umidità: Come già detto, un’umidità elevata dell’aria è indicata durante la germinazione e la precoltivazione, ad esempio in una serra per semina. Tuttavia, sebbene ciò possa sorprendere nel caso di piante originariamente tropicali, non è più benefica per le piante adulte di peperoncino. Un problema tipico sono quindi i tunnel surriscaldati e poco ventilati. Praticamente qualsiasi ambiente di coltivazione insufficientemente ventilato è spesso causa della comparsa di muffe. All’umidità è collegata anche l’irrigazione. Le piante adulte di peperoncino devono essere annaffiate con acqua tiepida e sufficientemente decantata. I coltivatori principianti commettono spesso un errore fondamentale in estate, quando fa caldo: le piante annaffiate con acqua fredda subiscono un notevole shock termico. Un altro errore frequente da evitare assolutamente è il terreno costantemente impregnato d’acqua. La condizione ideale è invece rappresentata da un terreno mantenuto leggermente umido in modo continuo. Durante la maturazione dei frutti consigliamo di ridurre ancora un po’ l’irrigazione, per evitare la formazione di pressioni osmotiche nei frutti, causa della spaccatura dei peperoncini in maturazione. Ridurre l’irrigazione in questa fase è inoltre consigliabile anche per aumentare la piccantezza del prodotto finale. Vuole sapere che cosa influisce sul grado di piccantezza delle singole varietà di peperoncino? Si tratta della sostanza chiamata capsaicina, la cui concentrazione determina la piccantezza della varietà; in base alla piccantezza si può stimare anche il tempo necessario alla raccolta, poiché generalmente vale la regola che più una varietà è piccante, più a lungo matura.
IL NOSTRO CONSIGLIO: non solo per il peperoncino vale la regola che quanto più pura è l’acqua con cui annaffiamo le piante, tanto più vitale e gustoso sarà il raccolto. Per questo consigliamo di leggere l’articolo Osmosi inversa (RO).
- Caratteristiche del terreno: La preparazione del terreno è importante. Un terreno ben lavorato o un substrato aerato sono un’ottima base per un raccolto bello e abbondante. A questo scopo il substrato per peperoncini viene arricchito con perlite. Un valido aiuto naturale e versatile per migliorare le caratteristiche del terreno è la vermiculite. Per la coltivazione dei peperoncini è ideale un terreno alcalino. In idroponica vengono utilizzate più spesso le palline di argilla espansa note come argilla espansa (hydroton).
IL NOSTRO CONSIGLIO: Se cerca un terriccio di qualità che Le permetta di coltivare il Suo peperoncino biologico, consigliamo ad esempio BioNova Bio Soilmix.

- Fertilizzanti: Gli elementi più importanti per il nutrimento dei peperoncini sono carbonio, azoto, fosforo, potassio, calcio, idrogeno, ossigeno, zolfo, manganese, magnesio, ferro, rame, zinco, boro, cloro e molibdeno. Per la coltivazione dei peperoncini può scegliere i fertilizzanti di alta qualità del marchio Jungle Indabox, prodotti nella Repubblica Ceca, appositamente adattati alla coltivazione dei peperoncini grazie alla linea di prodotti Jungle GARDEN. Ha bisogno del fertilizzante di base Garden BASE e del componente specializzato, nel caso della concimazione dei peperoncini G11. (La stessa procedura può essere utilizzata anche per altre specie popolari di erbe aromatiche, ortaggi, frutta e fiori ornamentali, comprese le rose. Scelga, insieme alla confezione più grande del componente BASE, il prodotto per la coltivazione dagli agrumi alle fragole, fino ai pomodori e ai lattuga, spinaci e crescione estivi.) Fin dall’inizio della fase vegetativa può provare anche il fertilizzante liquido premium Chilli Focus del marchio Growth Technology.

- Protezione delle piante: Abbiamo già spiegato che un terreno troppo umido o uno spazio di coltivazione surriscaldato favoriscono la comparsa di malattie fungine delle piante. Inoltre, non lasci crescere i peperoncini all’aperto in presenza di erbe infestanti, che offrono riparo agli insetti dannosi. Controlli regolarmente le piante durante il ciclo di coltivazione e punti soprattutto sulla prevenzione. Un ottimo aiuto per proteggere le piante di peperoncino è, ad esempio, Canna CURE - spray contro i parassiti. Maggiori informazioni sono disponibili nell’articolo dedicato: Come affrontare i parassiti?
Il vaso idroponico per una facile coltivazione dei peperoncini
Abbiamo tenuto per la fine un aiuto davvero pratico! Si tratta del vaso idroponico, molto popolare tra i coltivatori domestici di peperoncini! Dal punto di vista funzionale, questo elemento di design è un sistema di ricircolo che si avvia automaticamente ogni tre ore grazie a una pompa integrata, che irriga tutto il substrato di argilla espansa; Lei deve solo cambiare la soluzione nutritiva. Non servono timer né annaffiature: il vaso funziona automaticamente dopo essere stato collegato alla presa.

Se non ha ancora esperienza nella coltivazione dei peperoncini, ai principianti consigliamo di iniziare con varietà meno piccanti, generalmente meno esigenti, come Tabasco, Habanero Chocolate, Apache, Giallo o Serrano Balin.
Non esiti a chiederci tutto ciò che desidera sapere. Saremo lieti di consigliarLa anche nella scelta dei prodotti specifici e nel loro utilizzo. Siamo a Sua disposizione al noto indirizzo e-mail info@higarden.eu. Attendiamo con piacere le Sue domande!
Consigliamo inoltre questi prodotti:
Per saperne di più:
I substrati di coltivazione HGA Garden Eazy Plug si distinguono per il massimo livello possibile di germinabilità dei semi e rappresentano quindi, per i coltivatori attenti all’ambiente, la risposta a come aumentare le rese senza compromettere la sostenibilità. Tuttavia, il miglior successo nella clonazione, nel propagazione per talea o nella germinazione dei semi sarà apprezzato senza dubbio da ogni coltivatore. Oltre ai vantaggi dei cubetti di coltivazione Eazy Plug, in questo articolo scoprirà come utilizzarli correttamente nella pratica.

I cubetti Eazy Plug, che insieme a Eazy Block ed Eazy Pyramid rappresentano un innovativo substrato per la propagazione, con particolare attenzione all’aspetto ecologico della coltivazione, sono nati in un centro olandese specializzato nelle tecnologie di coltivazione.
Tutti i substrati di coltivazione HGA Garden Eazy Plug sono puramente organici e al 100% compostabili. Questo per quanto riguarda la sostenibilità. Ma cos’altro li rende unici?
- Vengono forniti preconcimati e con livelli prestabiliti di EC 1.0 e pH 5.8.
- Si distinguono per la capacità di autoregolarsi per raggiungere il rapporto ottimale tra aria e acqua nel substrato di coltivazione, ovvero nei suoi pori. Poiché il substrato regola autonomamente la quantità d’acqua, non è possibile annaffiarlo eccessivamente, una caratteristica apprezzata non solo dai principianti entusiasti.
- Il forte legame tra i componenti organici è il motivo per cui non sono più necessari ulteriori contenitori di coltivazione e i prodotti per la propagazione di HGA Garden mantengono perfettamente la propria forma anche senza utilizzare un vaso. Quando infatti il substrato di propagazione viene collocato in un contenitore rigido per la coltivazione, la pianta non può sfruttare efficacemente il volume del substrato stesso e alle radici non arriva una quantità sufficiente di ossigeno. Grazie all’assenza del vaso, resa possibile dalla solida struttura organica di questo substrato, la giovane pianta dispone invece di aria e spazio sufficienti per sviluppare una robusta struttura di radici capillari, in linea con il cosiddetto effetto di „potatura aerea”, noto tra i coltivatori soprattutto come effetto air-pruning. In questo processo, le radici della pianta attraversano i cubetti di propagazione e vengono esposte ad aria relativamente secca; di conseguenza si asciugano e l’apice radicale muore. La pianta reagisce naturalmente a questo processo sviluppando nuove radici sane e soprattutto ramificate, invece di continuare ad allungare la radice primaria. In questo modo, lungo l’intera lunghezza delle radici primarie si sviluppano e si ramificano radici secondarie, finché l’intero processo non si ripete più volte e i sottili peli radicali attraversano gradualmente tutto il cubetto di propagazione. Il risultato di un apparato radicale altamente ramificato, con un’ampia rete di radici capillari e apici radicali, è una migliore assimilazione dell’acqua e delle sostanze nutritive, con conseguente crescita più vigorosa e maggiore vitalità complessiva della pianta. L’umidità viene distribuita uniformemente nel substrato, che grazie a ciò può essere fornito sul mercato, nel caso dei prodotti Eazy Plug, anche in forma disidratata per una conservazione illimitata, consentendo ai coltivatori di stoccarlo anche per lunghi periodi.
- Come può vedere nelle immagini, il produttore ha ideato un concetto completo di cubetti e piramidi di propagazione che si incastrano tra loro.

Eazy Plug è un substrato di coltivazione universale e molto compatto, adatto praticamente a tutti i metodi di coltivazione in combinazione con qualsiasi tipo di substrato.

- Per iniziare, può dare un’occhiata al video del produttore.
- Per la confezione di cubetti Eazy Plug avrà bisogno di un propagatore. Le soluzioni più complete e di gran lunga più efficaci sono rappresentate dalle miniserre (propagatori). Le consigliamo il propagatore del marchio ROOT!T, molto apprezzato, realizzato in plastica di alta qualità e dotato di alette di ventilazione per mantenere un microclima ottimale e aumentare ulteriormente il successo nella germinazione o nella clonazione.

- Inizi innanzitutto inumidendo i cubetti di propagazione Eazy Plug.
- Successivamente, pianti i semi, le talee e le piantine a una profondità di circa 3 cm.
- La germinazione dei semi richiede una temperatura all’interno del propagatore compresa tra 20 e 25 °C; per le talee il limite superiore è più basso, ovvero 22°C.
- Come può vedere nel disegno (in basso), non appena le radici iniziano a superare le dimensioni del cubetto di propagazione Easy Plug, è il momento di inserire nel processo anche Eazy Block, il cubetto per Easy Plug.
- Inumiditelo nuovamente a fondo con acqua pulita, poiché è anch’esso autoregolante e quindi non dovrà affrontare le conseguenze di un’irrigazione eccessiva.
- Trasferisca quindi con cautela la giovane pianta radicata al suo interno, come illustrato nello schema, facendo attenzione a non danneggiare le radici durante il trapianto.

- Nel cubetto Eazy Block l’effetto chiamato air-pruning, che abbiamo descritto poco sopra, si manifesta pienamente e, quando l’apparato radicale avrà bisogno di ancora più spazio, applichi lo stesso principio di trapianto anche quando trasferisce la piantina dal cubetto Eazy Block alla sommità della piramide (Eazy Pyramid).

- Con il passare del tempo la pianta crescerà e, grazie all’apparato radicale già ampiamente ramificato, la sua straordinaria vitalità si manifesterà ancora più chiaramente. Grazie ai tre segmenti di propagazione EazyPlug, collegati tra loro e preconcimati, le radici assorbono perfettamente tutte le sostanze nutritive. In seguito, potrà trapiantare nuovamente le piante adulte in un vaso classico, con cautela per non danneggiare le radici, e iniziare lentamente ad applicare i fertilizzanti.

Se desidera porci qualsiasi domanda, siamo a Sua disposizione al consueto indirizzo e-mail info@higarden.eu. Attendiamo con piacere le Sue domande!
Le consigliamo inoltre i seguenti prodotti:
Che cosa leggere dopo?
- ROOT!T per il prelievo e la propagazione delle talee
- Organics Nutrients: verso grandi rese in modo naturale
- SHOGUN: i migliori fertilizzanti britannici con particolare attenzione alla ricerca
Sapeva che ROCKWOOL è ormai diventato il termine comunemente utilizzato per indicare la lana di basalto, ovvero la lana di roccia, perché l’omonima azienda è stata una delle prime a dedicarsi alla lavorazione di questo materiale per scopi orticoli?

Quale tipo di lana di roccia utilizzerà?
La scelta di prodotti riciclabili in lana di basalto è molto ampia. Può scegliere, ad esempio, se utilizzare cubetti per la germinazione rivestiti o meno con una pellicola di plastica, diversi cubi di coltivazione con fori oppure le praticissime lastre di coltivazione. Le lastre di coltivazione sono del resto sempre più apprezzate dai coltivatori; per questo abbiamo dedicato loro un articolo separato, che può leggere QUI.
Preparazione della lana di roccia
- Prepari il substrato di germinazione in lana di roccia che desidera preparare per l’uso.
- Se il prodotto è confezionato in una pellicola protettiva, pulisca e disinfetti quest’ultima. Per disinfettare il substrato può utilizzare, ad esempio, un panno con una soluzione di permanganato di potassio oppure Purolyt.
- Tenga a disposizione acqua lasciata riposare per almeno 24 ore.
- Regoli il valore del pH a 5,1–5,6 (il valore preciso dipende sempre dalle caratteristiche dell’acqua, che può provenire da un pozzo privato o dalla rete idrica, nonché dalle caratteristiche dello specifico RW).
- Innanzitutto, si assicuri che il pH della soluzione di ammollo non sia troppo basso, poiché in tal caso potrebbe verificarsi un’alterazione indesiderata della struttura della lana di roccia.
- Per immergere la lana di roccia, utilizzi assolutamente l’agente umettante collaudato BioNova FreeFlow.

- Dopo circa un quarto d’ora, il valore del pH dovrebbe stabilizzarsi sul valore desiderato.
- Se la lana di roccia verrà utilizzata subito per piantare le piante, oltre a regolare il pH è consigliabile controllare anche la temperatura dell’acqua, che dovrebbe essere intorno ai 24 °C.
- Per ridurre il pH dell’acqua utilizzi esclusivamente prodotti adeguati, come ad esempio BioNova pH- oppure Canna pH- crescita 17%. Un errore frequente consiste, ad esempio, nell’utilizzare prodotti destinati principalmente all’acquariofilia.
- La conducibilità elettrica della soluzione (EC) viene misurata con un misuratore di EC. Per immergere la lana di roccia, il suo valore non dovrebbe superare 0,8.
- A questo punto abbiamo quindi preparato acqua con EC fino a 0,8, a una temperatura di circa 24 °C e con un pH compreso tra 5,1 e 5,6. È il momento di immergervi la lana di roccia per 24 ore.
- I coltivatori alle prime armi tendono talvolta a strizzare la lana di roccia dopo averla immersa. In questo modo si danneggiano le sue fibre e, con il deterioramento della struttura, scompare anche qualsiasi aerazione del substrato di germinazione.
- La soluzione migliore consiste nel disporre i cubi di lana di roccia uno sopra l’altro e lasciare semplicemente defluire l’acqua.
- Le lastre di coltivazione costituiscono un caso a parte: dopo averle immerse, le trasferisca direttamente dall’acqua nel contenitore Libra.
- Infine, è importante sottolineare che anche l’immersione vera e propria dovrebbe avvenire in un contenitore adeguato, da scegliere sempre tenendo conto delle dimensioni e della quantità di lana di roccia da immergere.

Se ha domande sul tema ROCKWOOL, non esiti a inviarle al noto indirizzo info@higarden.eu. Siamo qui per Lei!
Le consigliamo inoltre i seguenti prodotti:
- Grodan - cubetti per la germinazione (a partire da 1 Kč)
- Lastre di coltivazione (a partire da 89 Kč)
- BioNova FreeFlow - agente umettante (a partire da 429 Kč)
Cosa leggere dopo?
I trimmer, pratici strumenti di supporto per coltivatori professionisti e amatoriali, sono utensili moderni che consentono di lavorare rapidamente le erbe appena raccolte e, soprattutto per chi raccoglie regolarmente grandi quantità di piante, rappresentano un notevole acceleramento del lavoro e un risparmio di tempo.

Solitamente si tende a lasciare il meglio per ultimo, ma questa volta non possiamo farne a meno e dobbiamo presentarLe subito, già all'inizio, i trimmer Trim Buddy provenienti dalla Gran Bretagna.
- Pratico strumento per la potatura di piante e colture mediante il metodo dell'agitazione.
- Si tratta del metodo più moderno per separare la massa fogliare dal prodotto finito. Rapidissimo, senza forbici e senza le spiacevoli vesciche o pressioni sulle mani.
- Con questo pratico strumento, la potatura delle piante raccolte diventa una questione di pochi minuti anziché di diverse ore.
- Il design è stato adattato per una facile manipolazione.
- Lo strumento non contiene lame soggette a deterioramento rapido né lame mobili, consentendo così al produttore di raggiungere un elevato livello di sicurezza e una lunga durata del prodotto.

Trimmer automatizzato per lavorare fino a 8 kg di piante all'ora!
Se raccoglie il raccolto dal grow box diverse volte all'anno e sa di voler investire in un trimmer moderno, dal nostro punto di vista questa novità sul mercato è una scelta ovvia. Perché?
- Table Trimmer V2 è stato realizzato tenendo conto del feedback di migliaia di coltivatori professionisti, e questo si vede. Le prime reazioni dei nostri clienti indicano già che questo apparecchio non ha rivali sul mercato in termini di rapporto tra prezzo, prestazioni e qualità del taglio!
- Il risultato è un trimmer facile da assemblare ed estremamente efficace, per un taglio di precisione chirurgica, che rimane incredibilmente uniforme e costante. Anche le viti incassate contribuiscono a ottenere un taglio estremamente ravvicinato e preciso, senza il minimo danneggiamento dei fiori.
- Ecco l'elenco degli ulteriori miglioramenti apportati alla nuova versione sulla base del feedback dei clienti:
- Base più robusta, sportelli di uscita migliorati e nuovo motore.
- Altezza regolabile per salvaguardare la salute della schiena.
- Lame regolabili.
- Maggiore sicurezza sul lavoro grazie alle nuove coperture, che sigillano completamente tutti i componenti elettronici.
- La superficie lucida facilita la pulizia.
- Nuova borsa per trasportare comodamente il raccolto lavorato.
Il versatile trimmer da tavolo doppio per piante porta ancora più avanti le possibilità e l'efficienza della rifinitura finale del raccolto. Anche questo dispositivo innovativo è regolabile in altezza e l'elenco dei vantaggi più importanti è ancora una volta lungo. Lo troverà nella descrizione del prodotto. Lo stesso vale se la coltivazione è per Lei più di un semplice hobby e apprezza un consiglio sul miglior investimento possibile in un trimmer per coltivatori commerciali, che devono effettuare la potatura su larga scala, ottenendo al contempo un enorme risparmio di tempo e una qualità finale elevata delle piante o delle colture sotto forma di prodotti finiti dopo la potatura.

I Trimbuddy sono semplicemente trimmer ai quali è difficile che un altro apparecchio possa competere. Tuttavia, nel nostro assortimento può scegliere anche prodotti di altri marchi, che svolgeranno sicuramente il loro compito e si distinguono inoltre per l'elevata qualità. Mentre il già citato Table Trimmer V2 è completamente automatico, l'apparecchio più venduto nella categoria dei trimmer è il trimmer meccanico VF con azionamento manuale. Tra i produttori prestigiosi e i punti di riferimento del mercato con strumenti di rifinitura sofisticati figurano i trimmer del marchio Trimpro, rivolti soprattutto ai coltivatori professionisti sia per il prezzo sia per la lavorazione.
A questo punto non resta che calcolare quanto convenga investire in un trimmer più o meno sofisticato. Saremo naturalmente lieti di consigliarLa nella scelta e, se ha domande su questo assortimento, non esiti a contattarci al noto indirizzo info@higarden.eu.
Consigliamo inoltre i seguenti prodotti:
- Trimmer elettrico manuale Trimer Rapido Trim (7 790 Kč)
- Vassoio per la rifinitura Trim Bin Harvest Cut Tray - set completo (1 749 Kč)
- Contenitori sottovuoto TightVac (a partire da 205 Kč): il modo migliore per conservare piante o alimenti freschi e secchi.
Cosa leggere dopo?
Oggi presenteremo una novità non solo per i coltivatori, ma per tutti gli appassionati di uno stile di vita sano e gli amanti degli alimenti „fresh“, come germogli freschi e giovani germogli. Questa ciotola per far germogliare semi, frutta secca e legumi è diventata immediatamente un prodotto di successo.
Punti sulla qualità e sul design pratico della ciotola germinatrice MUNGO (MUNGO SPROUT BOWL), che consente di far germogliare facilmente e rapidamente 3 tipi di semi contemporaneamente! Come potrà constatare nelle righe seguenti, questa ciotola si distingue nettamente dai prodotti convenzionali, comunemente disponibili sul mercato per far germogliare i semi in casa. Si tratta di un prodotto interamente ceco dell’azienda PLASTKON, che forse conosce già soprattutto per gli esclusivi vasi intelligenti Cobble.
Per evitare che il nome stesso della ciotola germinatrice possa confonderLa, è importante precisare che la ciotola germinatrice è universale e adatta a far germogliare tutti i tipi di semi, dai semi di crescione a quelli di senape, fino, ad esempio, ai ravanelli. Di seguito troverà ancora più esempi.

Prima di tutto, la praticità
Abbiamo menzionato il design pratico, che comprende un fondo antiscivolo. Anche l’utilizzo di questa ciotola germinatrice è estremamente intuitivo e chiunque può gestirlo con facilità; così avrà sempre a portata di mano qualcosa di fresco e sano da sgranocchiare.
Per ogni prodotto, il marchio PLASTKON riesce a proporre un metodo di irrigazione innovativo, e lo stesso vale anche per le ciotole germinatrici MUNGO. Il sistema di irrigazione unico rende il processo di germinazione il più semplice e rapido possibile: basta versare due volte al giorno un bicchiere di acqua pulita sul contenuto della ciotola e svuotare regolarmente l’acqua in eccesso che si accumula sul fondo. Come può vedere nel video, già dopo una settimana potrà mettere nel piatto germogli o giovani germogli freschissimi, sia come contorno ai pasti sia semplicemente per uno spuntino.
Come funziona?
- Distribuisca i semi che preferisce sulla superficie di una, due o tre ciotole.
- Due volte al giorno versi un bicchiere d’acqua sui semi.
- Svuoti regolarmente la ciotola inferiore.
Semplice, vero? Allora, salute e buon appetito!

Che cosa può coltivare in casa con questa ciotola?
- Germogli di fagioli mungo
I germogli di mungo sono un ingrediente sano e gustoso che non stanca mai. Tuttavia, nel loro caso la freschezza è fondamentale. Farli germogliare regolarmente in una ciotola speciale è inoltre molto più economico che acquistarli già germogliati in negozio. Si assicuri una fornitura elegante e definitiva grazie a una ciotola germinatrice di qualità. Questo „superalimento“ fornirà al Suo organismo in modo naturale fibre e un ampio spettro di vitamine e minerali:
- Antiossidanti
- Vitamine A, C, D, E, K
- Omega 3
- Magnesio (magnesio)
- Calcio
- Fosforo
- Enzimi
Oltre ai popolari germogli di fagioli mungo, La attende una ricca selezione composta da molti altri tipi di ingredienti naturali estremamente sani:

Con la ciotola germinatrice MUNGO, disponibile in 4 varianti di colore, può far germogliare praticamente qualsiasi cosa Le venga in mente. Tuttavia, affinché la germinazione abbia senso, sia per la salute sia per il gusto, esiste un’unica condizione: non utilizzare semi conciati destinati alla coltivazione ordinaria. Per la germinazione scelga sempre semi completamente naturali e di qualità BIO.
La differenza tra germogli e microgreens
Questi due termini vengono spesso confusi sia a livello teorico sia pratico, quindi ora li spiegheremo, poiché è davvero semplice. I microgreens sono germogli cresciuti, ovvero la loro fase successiva di sviluppo sotto forma di piccole piantine verdi, molto popolari anche tra gli appassionati di coltivazione domestica e chi si occupa della casa; pertanto, se la loro coltivazione La interessa, legga l’articolo dedicato Come coltivare i microgreens.
Il nostro CONSIGLIO: Come illustra bene l’immagine, i prodotti cechi PLASTKON, oltre a essere pratici e di qualità, sono anche elementi di design che si abbinano perfettamente tra loro in casa. Per questo non esiti a dare un’occhiata nel nostro assortimento anche ai vasi intelligenti Cobble, destinati a una singola pianta, oppure a Cobble Trio per più piante coltivate. Cobble Trio è visibile sullo sfondo dell’immagine nella variante gialla. Vedrà quanto è semplice prendersi cura delle piante proprio con questi vasi, disponibili in diverse varianti di tendenza. Per ulteriori informazioni può consultare anche l’articolo dedicato Vasi ornamentali, sospesi e intelligenti.
Se desidera chiederci qualsiasi informazione, siamo a Sua disposizione al consueto indirizzo e-mail info@higarden.eu. Attendiamo con piacere le Sue domande!
Consigliamo inoltre questi prodotti:
- Fioriera con irrigazione automatica Supreme, lunghezza 50 cm
- Fioriera Garden, lunghezza 50 cm
- Fioriera con irrigazione automatica Extra Line SMART, lunghezza 50 cm
- Mungo - ciotola germinatrice
Che cosa leggere dopo?
- Organics Nutrients: grandi raccolti in modo naturale
- Come coltivare le orchidee?
- Come coltivare patate e patate dolci comodamente a casa?
Quando il coltivatore finalmente raccoglie i fiori maturi, arriva il momento della soddisfazione e, allo stesso tempo, una delle fasi più importanti dell’intera stagione. Dal modo in cui essiccherà e lascerà maturare il raccolto dipendono il gusto, l’aroma e l’effetto del prodotto essiccato finale. Bastano pochi errori e mesi di lavoro possono andare sprecati. Come procedere, quindi, con l’essiccazione e il curing affinché il risultato sia all’altezza?
Che cosa immagina quando si parla di prodotto essiccato di qualità? Un effetto intenso, un aroma marcato o un gusto delicato? Probabilmente tutto questo insieme. Queste caratteristiche sono dovute ai cannabinoidi, ai terpeni e ad altre sostanze che si formano nella pianta e si accumulano nei tricomi. Per fare in modo che il materiale vegetale ne conservi la quantità massima, è necessario procedere con cautela durante la lavorazione del raccolto. Una corretta essiccazione e la successiva stagionatura (curing) determinano infatti se il raccolto profumerà di frutta o di fieno bagnato.
Metodi diversi di essiccazione
Il primo passo verso un raccolto impeccabile è un’essiccazione delicata e lenta. Non si tratta infatti soltanto di asciugare il materiale vegetale, ma di farlo in modo da conservare nel prodotto essiccato la maggior quantità possibile di sostanze attive. Queste sono nascoste nei tricomi, ghiandole microscopiche presenti sulla superficie dei fiori, delle foglie e degli steli, dove si formano cannabinoidi e terpeni. In caso di manipolazione brusca, le teste dei tricomi si staccano e cadono dai fiori sotto forma di una polvere fine simile alla resina. I tricomi più preziosi sono quelli presenti sui fiori: contengono la maggiore quantità di sostanze attive e hanno un contenuto di monoterpeni superiore rispetto ai tricomi presenti sulle foglie e sugli steli.
Quanto più manipolerà le piante, tanto più numerosi saranno i tricomi che perderà durante l’essiccazione. Il metodo più delicato consiste nel rimuovere dalle piante soltanto le foglie secche e gialle e nell’essiccarle intere, appese a testa in giù. Questo metodo garantisce un’essiccazione lenta, importante perché le erbe essiccate troppo rapidamente perdono terpeni e assumono un gusto amaro. Il periodo di essiccazione ottimale è di circa 7-21 giorni, a una temperatura di 16-20 °C e con un’umidità relativa dell’aria del 55%. In questo periodo, il materiale vegetale dovrebbe perdere circa il 70–80% del proprio peso.
Durante l’essiccazione esiste sempre il rischio che il raccolto sviluppi muffa. Questo rischio è particolarmente elevato per le piante outdoor di grandi dimensioni o per quelle già colpite da muffe. In tal caso, prima dell’essiccazione rimuova dalla pianta tutte le foglie grandi. In questo modo aumenterà il flusso d’aria intorno ai fiori. I fiori si asciugheranno un po’ meglio se dividerà le piante in singoli rami. In alternativa, può essiccare i fiori suddivisi in parti più piccole su reti per l’essiccazione. Prima di farlo, però, non dimentichi di rimuovere i piccoli sepali (wet trim).
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Temperatura |
Umidità relativa dell’aria |
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Essiccazione di piante intere |
18-20 °C |
50-55 % |
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Essiccazione per rami senza foglie grandi |
16-19 °C |
50-55 % |
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Essiccazione su reti |
16-19 °C |
55-65 % |
Come attrezzare il locale per l’essiccazione
Il locale per l’essiccazione delle erbe deve essere ben ventilato e completamente oscurato. La luce degrada cannabinoidi e terpeni, mentre la circolazione dell’aria è importante per evitare che il materiale vegetale si surriscaldi e inizi a sviluppare muffa. Se non dispone di un luogo adatto in casa, per essiccare le erbe può utilizzare un growbox (tenda di coltivazione) con un ventilatore di estrazione acceso.
Per tutta la durata dell’essiccazione, controlli la temperatura e l’umidità dell’aria nel locale per l’essiccazione con un termoigrometro. Se l’umidità aumenta eccessivamente, la soluzione migliore è un deumidificatore, sul quale è sufficiente impostare il livello di umidità desiderato. In caso di essiccazione in un growbox, collochi il deumidificatore nel locale in cui si trova la tenda di coltivazione, non direttamente al suo interno, affinché l’aria calda non essicchi le erbe troppo rapidamente.
Riconoscerà i fiori ben essiccati perché sono asciutti al tatto, leggermente elastici e si staccano facilmente dallo stelo. Se le erbe si sbriciolano facilmente tra le dita, significa che sono state essiccate eccessivamente. Non è la condizione ideale, ma non tutto è perduto. Se colloca il prodotto essiccato per uno o due giorni in un ambiente con un’umidità dell’aria più elevata (oltre il 65%), riacquisterà parte dell’umidità. Controlli i fiori circa ogni 6 ore.
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Trim e curing
Se non lo ha fatto durante la raccolta, dopo l’essiccazione sarà necessario ripulire le piante dalle foglie rimaste, soprattutto dai piccoli lembi situati intorno ai fiori (dry trim). La rifinitura è un lavoro meticoloso e Le consigliamo di munirsi di forbici affilate con molla e punta appuntita. Potranno esserLe utili anche dei guanti monouso, perché la resina di alcune piante medicinali può irritare la pelle. Per pulire gli strumenti e le mani, non dimentichi di aggiungere al carrello dell’alcol disinfettante.
I fiori essiccati e rifiniti possono teoricamente essere utilizzati subito, tuttavia è ancora possibile migliorarne la qualità. Il curing (stagionatura ) è una tecnica con cui si lascia maturare il prodotto essiccato per diverse settimane o mesi in condizioni controllate. Durante questo periodo, l’umidità residua nel prodotto essiccato si distribuisce uniformemente e il materiale vegetale perde parte della clorofilla, che ha un gusto amaro.
Il curing viene solitamente effettuato in contenitori di vetro o metallo che possono essere chiusi ermeticamente. Riempia i contenitori per circa tre quarti con i fiori rifiniti, in modo da lasciare un po’ di spazio per l’aria. All’interno può aggiungere un sacchetto per il controllo dell’umidità, che garantirà una maturazione in condizioni ottimali. Infine, conservi il prodotto essiccato in maturazione in un luogo buio, a una temperatura stabile compresa tra 15 e 18 °C.
A seconda del cultivar e delle preferenze personali, può lasciare maturare il prodotto essiccato per diverse settimane o mesi. Durante la prima settimana, apra ogni giorno i contenitori e lasci arieggiare il prodotto essiccato una volta al giorno per circa 20-30 minuti, prestando però attenzione all’umidità dell’ambiente. Se fuori piove, anche in casa l’umidità può raggiungere circa il 70-85% e il prodotto essiccato la assorbirà molto rapidamente. In caso di pioggia, è quindi consigliabile isolare il locale dall’ambiente esterno prima di aprire il contenitore e misurare l’umidità del locale in cui verrà aperto il contenitore con il materiale in maturazione. Prima di richiudere il contenitore, mescoli leggermente i fiori con uno strumento pulito, affinché l’aria fresca raggiunga tutti i fiori. Nella seconda settimana di curing è sufficiente aprire i contenitori due o tre volte. Nelle settimane e nei mesi successivi, arieggi il prodotto essiccato almeno una volta alla settimana.
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Come influenzare facilmente la forma delle piante per ottenere il massimo da esse? Grazie a una corretta modellatura, è possibile raccogliere un raccolto abbondante anche in uno spazio ridotto. Abbiamo raccolto per Lei una panoramica delle tecniche più apprezzate, utilizzate sia dagli appassionati sia dai coltivatori professionisti.
I coltivatori esperti sanno che la resa non dipende solo dalla genetica o dalla nutrizione. Anche la struttura della pianta svolge un ruolo decisivo. Tecniche come il supercropping, lo schwazzing o lo ScrOG consentono di modificare miratamente la crescita, aumentare l’efficienza dell’illuminazione e ottenere risultati nettamente migliori. Ricordiamo come funzionano e quando utilizzarle.
Topping: potatura delle cime
Una tecnica di base che ogni coltivatore dovrebbe conoscere. Consiste nel semplice taglio delle cime delle piante, in modo da favorire la ramificazione in quel punto. La maggior parte dei coltivatori pota per la prima volta le piantine quando hanno sviluppato tre livelli di foglie vere, ad eccezione di alcuni specifici stili di coltivazione, come il SoG. Dopo la potatura, dal fusto principale crescono due nuove cime, mentre i quattro rami laterali del livello sottostante crescono più rapidamente. In questo modo, la pianta dovrebbe avere sei nuove cime all’incirca alla stessa altezza.
È possibile potare anche più volte, ma esclusivamente durante la fase vegetativa, cioè di crescita. Dopo il passaggio alla fioritura, rimuovendo le cime si rinuncerebbe semplicemente alle future infiorescenze. Più volte si potano le piante, più queste diventeranno folte.
Fimming: cimatura delle cime
Una tecnica di cimatura che, secondo la tradizione, sarebbe nata per errore e da cui deriva anche il suo nome inglese F*** I Missed. Il fimming consiste nel tagliare i germogli apicali, lasciandone sulla pianta circa il 20%. Se la cimatura riesce, la pianta svilupperà quattro o più nuove cime ravvicinate invece di due. Il risultato sono piante basse, con infiorescenze ravvicinate e una resa elevata.
Defogliazione: rimozione delle foglie
Le foglie sono il luogo in cui avviene la fotosintesi e sono indispensabili per le piante. Nonostante ciò, la maggior parte dei coltivatori rimuove regolarmente le foglie dalle proprie piante. Di solito lo fa per migliorare la penetrazione della luce e dell’aria nella vegetazione, contribuendo così a prevenire le muffe e ad aumentare la resa. Tuttavia, non bisogna esagerare con la defogliazione ed è necessario sapere quando e quali foglie rimuovere.
Durante la fase vegetativa: Tra i coltivatori è diffuso il mito secondo cui la rimozione delle foglie grandi aiuterebbe le piante a indirizzare l’energia verso la formazione di nuove cime. In realtà, ciò rallenta la crescita. Pertanto, durante la fase di crescita rimuova solo le foglie che fanno ombra ai rami più bassi, crescono verso l’interno della pianta, toccano il substrato o si trovano all’ombra. Elimini inoltre le foglie ingiallite o secche.
Durante la fioritura: Sebbene anche durante la fioritura le piante abbiano bisogno delle foglie, una defogliazione moderata contribuisce a creare un microclima migliore e a prevenire le muffe. Soprattutto nella coltivazione indoor, è una buona idea rimuovere dalle piante le foglie dei livelli più bassi, dove la luce non arriva. Rimuova anche le foglie più grandi che fanno ombra alle infiorescenze in maturazione. Con l’avvicinarsi del raccolto, elimini regolarmente anche le foglie ingiallite e appassite.
Schwazzing: defogliazione estrema
Le foglie che ricevono una quantità sufficiente di luce svolgono la fotosintesi e producono carbonio, che costituisce una fonte di zuccheri per le altre parti della pianta. Al contrario, le foglie ombreggiate immagazzinano carbonio e svolgono una fotosintesi minima. Per questo motivo, la rimozione delle foglie ombreggiate aiuta le piante a utilizzare meglio il carbonio disponibile e porta a rese più elevate.
Lo schwazzing è un metodo reso popolare da J. Haupt nel libro „Three A Light“, che consiste in una defogliazione estrema e ripetuta durante le prime tre settimane di fioritura. Il risultato sono piante più basse con infiorescenze lunghe, anche sui rami inferiori.
Come procedere: Il primo giorno di fioritura rimuova tutte le foglie grandi, cioè quelle a forma di ventaglio. In questo modo non solo aumenterà la penetrazione dell’aria nella chioma, ma costringerà le piante a concentrarsi sullo sviluppo di nuove foglie invece che sull’allungamento dei fusti; queste rimarranno più compatte e si allungheranno meno. Non dimentichi che, rimuovendo le foglie grandi, le Sue piante avranno perso una notevole riserva di sostanze nutritive. Nei dieci giorni successivi aumenti la dose di nutrienti di circa il 20%, con una formulazione a prevalenza di fosforo e potassio, specifica per la fioritura.
Esegua la seconda defogliazione al 20° giorno della fase di fioritura e rimuova nuovamente solo le foglie grandi. Faccia attenzione a non danneggiare i fiori in formazione. Nella terza settimana di fioritura, la pianta avrà già superato la fase di allungamento dei fusti e, grazie alla prima potatura, i germogli dovrebbero crescere ravvicinati. Dopo la seconda potatura, i fiori si svilupperanno vicini tra loro e il risultato saranno infiorescenze lunghe. Tra i vantaggi dello schwazzing vi è anche il fatto che, rispetto al metodo tradizionale, non è necessario potare i rami inferiori, poiché anche questi riceveranno sufficiente luce grazie all’assenza delle foglie e produrranno infiorescenze di buona qualità.
ScrOG: intreccio nella rete
Screen of Green (ScrOG) è una tecnica per modellare le piante su un piano orizzontale mediante una rete o una griglia. Offre innumerevoli vantaggi, soprattutto nella coltivazione indoor sotto illuminazione artificiale. Se lasciate crescere senza interventi, infatti, le piantine cresceranno sempre più in altezza che in larghezza. Il ramo principale sarà quindi troppo vicino alla lampada per la coltivazione, mentre le cime dei livelli inferiori riceveranno poca luce. L’obiettivo dell’intreccio nella rete è creare una superficie uniforme di cime, che ricevano tutte la massima energia dalle luci.
Come procedere: Posizioni una rete di supporto a un’altezza di 20-30 cm dalla base della pianta. Inizi a intrecciare le cime non appena crescono 5 centimetri al di sopra delle maglie della rete. Guidi gradualmente i rami principali in tutte le direzioni e, quando quasi tutta la rete sarà piena, passi alla fioritura e continui l’intreccio per le due o tre settimane successive, fino all’inizio della piena fioritura, quando le piante smetteranno di allungarsi.
LST: piegatura dei fusti
LST (Low Stress Training) è un metodo delicato per modellare le piante, in cui i rami vengono piegati lentamente e legati. La piegatura dei fusti può essere utilizzata in molti modi, dall’apertura della chioma e dall’esposizione dei rami inferiori alla luce fino all’allenamento di piante bonsai fotogeniche. In alternativa, la piegatura può aiutare a gestire piante cresciute eccessivamente nella fase iniziale della fioritura.
Come procedere: Con l’aiuto di un filo morbido per legature, di spaghi o di fermagli in plastica, inizi a piegare il fusto principale e, in seguito, anche i rami laterali verso l’esterno, allontanandoli dal centro della pianta. In questo modo esporrà una maggiore superficie fogliare alla luce e favorirà la crescita di nuovi germogli. Esegua l’LST esclusivamente durante la fase vegetativa e nelle prime settimane di fioritura, finché i fusti sono ancora flessibili.
Supercropping: rottura dei fusti
Il supercropping è una tecnica in cui si altera intenzionalmente la struttura interna del fusto, in modo che si pieghi senza spezzarsi. La pianta reagisce allo stress rinforzando il punto danneggiato e intensificando la crescita in altre parti. La rottura dei fusti è una tecnica avanzata e richiede una mano esperta.
Come procedere: Scelga un fusto flessibile nella fase di crescita e lo stringa delicatamente tra le dita, massaggiandolo finché non cede leggermente. Quindi pieghi il germoglio nella direzione desiderata. Se il ramo non mantiene la nuova posizione, lo leghi o lo sostenga. Nel giro di alcuni giorni, la pianta formerà nodi ingrossati sul fusto danneggiato.
La modellatura è un percorso verso risultati migliori, senza dover modificare la nutrizione o l’illuminazione. Inizi con tecniche semplici, come il topping o l’LST, e scopra gradualmente ciò che si adatta meglio alle Sue piante.
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