Ventilazione e climatizzazione, Pagina 3

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Quali sono le condizioni ideali per la coltivazione indoor?

Garantire alle piante un ambiente perfetto dovrebbe essere l’obiettivo di ogni coltivatore indoor. Solo in questo modo, infatti, utilizzerà in modo efficiente l’energia elettrica e le altre risorse investite nella coltivazione e otterrà rese elevate. Nelle righe seguenti scoprirà come creare un clima perfetto nell’area di coltivazione.

I principali fattori climatici che influenzano la crescita delle piante sono la temperatura, l’umidità, il VPD, la luce e la circolazione dell’aria. Il Suo obiettivo dovrebbe essere mantenere tutte queste variabili entro un intervallo ottimale per l’intero ciclo di coltivazione. Ricordi che questi fattori funzionano come vasi comunicanti, si influenzano a vicenda e incidono sul modo in cui le piante assorbono acqua e sostanze nutritive. Pertanto, se modifica uno qualsiasi dei fattori climatici, dovrebbe adeguare allo stesso tempo anche l’irrigazione e la concimazione delle piante, innaffiandole o concimandole.

Deficit di pressione del vapore (VPD)

Grafico VPDL’acqua scorre continuamente attraverso le piante: le radici la assorbono e le foglie la rilasciano nell’ambiente sotto forma di vapore acqueo attraverso il processo chiamato traspirazione. Questo consente loro di assorbire le sostanze nutritive, raffreddarsi e alimentare i processi metabolici e la fotosintesi. La velocità con cui l’acqua evapora dalle foglie delle piante dipende dalla temperatura e dall’umidità dell’aria circostante. La differenza tra la quantità di umidità che l’aria è in grado di contenere e la quantità d’acqua che trattiene in un determinato momento viene chiamata VPD (Vapor Pressure Deficit). Con un VPD basso, l’aria è satura di umidità, la traspirazione rallenta e aumenta il rischio di muffe, mentre con un VPD elevato la traspirazione accelera, favorendo un maggiore assorbimento di acqua e sostanze nutritive, ma anche il rischio di un’eccessiva concimazione. Un VPD ottimale contribuisce a mantenere l’equilibrio tra l’assorbimento di acqua e sostanze nutritive e una crescita sana delle piante.

Temperatura

La temperatura influenza la velocità con cui le piante assorbono ed elaborano le sostanze nutritive. La maggior parte delle piante cresce meglio a temperature comprese tra 20 e 30 °C. Più le temperature si abbassano, più lentamente le piante traspirano, il loro metabolismo rallenta e la crescita si arresta completamente intorno ai 16 °C.  Con l’aumento delle temperature, le piante possono svolgere la fotosintesi in modo più efficiente. Di conseguenza utilizzano più energia proveniente dalla luce e crescono più rapidamente, raggiungendo la crescita più veloce a 30 °C e 1.500 PPFD (Chandra et al. 2009). Se le temperature superano i 30 °C, le piante non riescono a raffreddarsi abbastanza rapidamente e la loro crescita si arresta completamente a 32-35 °C.

Umidità

L’umidità ideale per la coltivazione indoor dipende dall’età delle piante, dalla temperatura e dal VPD. Mantenere bassa l’umidità relativa dell’aria nell’area di coltivazione è particolarmente importante durante la fioritura e la maturazione, quando le piante sono più soggette a muffe e botrite. In generale, durante la germinazione e la radicazione l’umidità nell’area di coltivazione dovrebbe essere intorno al 70%, durante la fase vegetativa tra il 55 e il 65% e durante la fioritura intorno al 50%. Non dimentichi che un’umidità dell’aria troppo bassa accelera la traspirazione, causando nelle piante un elevato consumo d’acqua, una crescita lenta e rese inferiori.

Luce

Durante la fotosintesi, le piante trasformano l’energia luminosa in zuccheri, che utilizzano per alimentare il proprio metabolismo. Affinché questo processo sia efficiente, la luce incidente deve avere uno spettro e un’intensità adeguati; è inoltre importante la durata dell’illuminazione. La maggior parte delle piante ha bisogno di circa 18 ore di luce al giorno per la crescita e di 12 ore per la fioritura. Un’illuminazione adatta alla coltivazione dovrebbe avere uno spettro corrispondente a quello della luce solare. A questo scopo vengono generalmente utilizzati diodi LED o lampade HPS. Una luce troppo debole limita la crescita, mentre una luce troppo intensa brucia e stressa le piante.

Aria

Una circolazione sufficiente dell’aria nell’area di coltivazione è fondamentale per mantenere una temperatura e un’umidità adeguate e garantire alle piante un apporto di CO₂ fresco. Una circolazione dell’aria ideale nel growbox o nell’area di coltivazione si ottiene combinando un ventilatore di aspirazione e ventilatori di circolazione interni. Il ventilatore di aspirazione elimina l’umidità in eccesso e introduce aria fresca, mentre i ventilatori di circolazione garantiscono un flusso d’aria uniforme intorno alle piante.

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Come scegliere i condotti di ventilazione per un grow box o una stanza di coltivazione

Come scegliere il condotto di ventilazione giusto per la Sua coltivazione indoor o grow box? Abbiamo preparato per Lei una panoramica dei tre principali tipi di condotti di ventilazione e alcuni consigli pratici per il loro utilizzo.

La scelta corretta del condotto di ventilazione è fondamentale per il funzionamento efficace dell’impianto di ventilazione della Sua coltivazione indoor o grow box. La ventilazione garantisce la circolazione dell’aria, l’eliminazione dell’umidità in eccesso, la regolazione della temperatura e la rimozione degli odori, fattori fondamentali per una crescita sana delle piante. In questo articolo presenteremo i tre principali tipi di condotti di ventilazione, i loro vantaggi e svantaggi, oltre a fornire consigli pratici per il loro corretto utilizzo.

Condotto ALU in alluminio (ALUFLEX)

Il condotto ALU flessibile è realizzato con una combinazione di alluminio e laminato. La struttura del condotto è costituita da un filo d’acciaio avvolto tra diversi strati di materiale, che gli conferisce la necessaria flessibilità. Il condotto ALU è facilmente modellabile, consentendo un fissaggio agevole anche in punti difficili da raggiungere o dove è necessario evitare ostacoli. Il materiale del condotto resiste a temperature da -30 °C a 140 °C e a una pressione massima di 2500 Pa con una velocità dell’aria fino a 20 m/s. Il condotto ALU è particolarmente adatto per collegare ventilatori e filtri a carbone.

Condotto COMBI gommato (COMBIFLEX)

Il condotto COMBI flessibile è progettato per resistere ai danni meccanici. La parte interna è realizzata in alluminio, mentre lo strato esterno è costituito da una resistente plastica protettiva. Il condotto COMBI è resistente e allo stesso tempo flessibile, quindi può essere utilizzato per collegamenti complessi e sottoposti a sollecitazioni. Il materiale COMBIFLEX resiste a temperature da -30 °C a 140 °C e a una pressione massima di 3000 Pa con una velocità dell’aria fino a 30 m/s. Il condotto COMBI è adatto per gli impianti di distribuzione dell’aria e per i collegamenti tra ventilatori e filtri antiodore.

 

Condotto SONO insonorizzato (SONOFLEX)

Il condotto SONO flessibile riduce al minimo il rumore causato dal flusso d’aria. Il condotto è composto da una parte interna in alluminio rinforzato, rivestita da uno strato isolante in lana minerale. Il condotto SONO riduce notevolmente la rumorosità dell’impianto di ventilazione ed è indicato soprattutto per gli impianti di distribuzione dell’aria. Come gli altri tipi di condotti, SONOFLEX resiste a temperature da -30 °C a 140 °C e a una pressione massima di  2000 Pa.

Consigli per l’installazione del condotto di ventilazione

Durante l’installazione del condotto di ventilazione, tenga presente che ogni ostacolo contro cui urta l’aria riduce l’efficienza dei ventilatori e aumenta la rumorosità. Meno curve e più brevi sono i condotti, più silenzioso e regolare sarà il funzionamento dell’impianto di ventilazione. Per fissare i condotti ai ventilatori, ai filtri antiodore e ai raccordi, utilizzi fascette metalliche e controlli di tanto in tanto che i collegamenti siano sufficientemente sigillati. Tra un ciclo di coltivazione e l’altro, smonti l’impianto di ventilazione, lo pulisca e, se necessario, sostituisca le parti usurate.

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Ha appena iniziato a coltivare indoor e cerca consigli per principianti? Visiti il nostro blog Higarden, dove troverà tutte le informazioni necessarie sulla coltivazione indoor sotto illuminazione artificiale, sull’idroponica e sull’urban growing.

L’inverno sta arrivando: prepari il Suo grow box per l’inverno

Uno dei principali vantaggi della coltivazione indoor è la possibilità di coltivare tutto l’anno, indipendentemente dai capricci del clima. Tuttavia, non è del tutto vero che l’alternarsi delle stagioni non influenzi in alcun modo chi coltiva indoor. Anche una lieve diminuzione della temperatura nell’area di coltivazione provoca variazioni del VPD e un rallentamento del metabolismo delle piante. Scopra come prevenirlo nel seguente articolo.

La maggior parte delle piante coltivate indoor cresce al meglio a temperature comprese tra 21 e 29 °C, con una differenza tra la temperatura diurna e quella notturna che non dovrebbe superare i 5 °C. Quando le temperature diminuiscono, le piante rallentano il metabolismo e la velocità della fotosintesi. Ciò significa che, anche se forniamo loro una grande quantità di energia sotto forma di luce, non saranno in grado di utilizzarla per la produzione di zuccheri e cresceranno più lentamente rispetto a temperature più elevate. Se la temperatura scende al di sotto dei 15 °C, le piante smettono di crescere e rimangono nane.

Le piante reagiscono alle basse temperature anche rallentando la traspirazione, ossia la velocità con cui le foglie fanno evaporare l’acqua in eccesso. La traspirazione è fondamentale per il trasporto delle sostanze nutritive e dell’acqua. Un volume ridotto di acqua evaporata dalle foglie significa che le piante consumano meno acqua, ma allo stesso tempo smettono di assorbire le sostanze nutritive dal substrato o dalla soluzione nutritiva. La conseguenza è ancora una volta un rallentamento della crescita, oltre a un aumento del rischio di ristagno idrico nei substrati e di marciume radicale.

La coltivazione a temperature più basse può presentare anche alcuni vantaggi, soprattutto nella prevenzione di parassiti e muffe. L’aria fredda trattiene meno umidità ed è più secca dell’aria calda. Ciò può essere utile per prevenire muffe come l’oidio o la botrite cinerea, responsabile del marciume dei fiori. A basse temperature si riproducono più lentamente anche alcuni insetti parassiti, come gli acari o gli afidi. Ricordi tuttavia che, se la temperatura scende al di sotto dei 15 °C, il metabolismo delle piante si arresta completamente e la loro crescita si interrompe.

Influenza delle basse temperature sul VPD

Grafico VPDLe piante sono influenzate dalla temperatura e dall’umidità dell’aria che le circonda. La temperatura dell’aria influisce sulla traspirazione, mentre l’umidità relativa svolge un ruolo importante nell’assorbimento della CO2, fondamentale nel processo di fotosintesi. Gli effetti delle condizioni climatiche sulle piante sono descritti al meglio dalla differenza di pressione del vapore acqueo (VPD). Abbiamo trattato questo argomento in dettaglio nel precedente articolo sul nostro blog. I valori del VPD derivano dalla temperatura e dall’umidità relativa dell’aria nell’area di coltivazione e anche piccole variazioni della temperatura (+-1 °C) o dell’umidità (+-5 % RH) possono rappresentare cambiamenti significativi nella differenza di pressione del vapore acqueo. Se utilizza il VPD come riferimento per la coltivazione indoor delle piante, è estremamente importante mantenere costanti e ottimali la temperatura e l’umidità dell’aria nell’area di coltivazione.

Come mantenere una temperatura sufficientemente elevata nel growbox

Durante l’inverno ha a disposizione diverse possibilità per aumentare la temperatura nel growbox. Le soluzioni più semplici ed economiche consistono nell’isolare il growbox, nell’immettere aria calda o nello spostare la tenda di coltivazione in un altro luogo. Un’opzione leggermente più costosa, ma più affidabile, consiste nel riscaldare l’area di coltivazione utilizzando un sistema di riscaldamento o nel sostituire l’illuminazione per la coltivazione.

Isoli il growbox: Prima di iniziare a riscaldare l’area di coltivazione, si assicuri che il growbox sia ben chiuso e controlli tutte le cerniere, affinché l’aria calda non fuoriesca. Se i vasi o il sistema di irrigazione sono appoggiati su un pavimento freddo, li appoggi su un materiale isolante adatto, ad esempio il polistirolo.

Utilizzi l’aria calda proveniente da un’altra parte della casa: Durante i mesi invernali può essere vantaggioso immettere nell’area di coltivazione aria calda proveniente dagli ambienti riscaldati. È inoltre consigliabile posizionare la tenda di coltivazione più vicino alle fonti di calore, ad esempio accanto a un termosifone.

Elementi riscaldanti per il growbox: Se l’isolamento o l’immissione di aria calda non sono sufficienti, valuti l’acquisto di un sistema di riscaldamento adatto. Per i growbox sono particolarmente indicati i riscaldatori tubolari per serre oppure gli elementi riscaldanti sospesi. La maggior parte dei sistemi di riscaldamento è dotata di un termostato che mantiene stabile la temperatura nell’area di coltivazione. Una soluzione può consistere anche nel riscaldare la stanza in cui si trova la tenda di coltivazione. Sono adatti i radiatori a olio o i radiatori elettrici.

Passi a un altro tipo di illuminazione per la coltivazione: Le moderne luci LED per la coltivazione si distinguono per la loro efficienza e, proprio per questo, non emettono una quantità eccessiva di calore nell’ambiente circostante. Le vecchie lampade per la coltivazione che utilizzano lampade ai vapori di sodio (HPS) emettono una quantità considerevole di calore, il che può essere un vantaggio durante i mesi invernali.

Qualunque sia la Sua scelta, tra isolare il growbox, spostarlo oppure investire in un sistema di riscaldamento e in una nuova illuminazione, tenga sempre presente che una temperatura stabile è la chiave del successo. Per ulteriori consigli e suggerimenti su come coltivare anche durante i mesi invernali, visiti il nostro blog Higarden.

Umidificatore o deumidificatore?

È proprio a questa domanda che risponderemo in questo articolo! L’ottimizzazione degli spazi di coltivazione e la regolazione del clima mediante apparecchi adeguati hanno infatti un’importanza assolutamente fondamentale per la salute delle piante, come forse già sa, sia grazie alla Sua esperienza di coltivazione, sia attraverso i nostri precedenti articoli del blog.

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Un’umidità corretta all’interno del growbox o della stanza di coltivazione è fondamentale soprattutto nel caso della coltivazione indoor. Dipende sia dal tipo di piante coltivate, sia dall’attuale fase di sviluppo in cui si trovano.

Il nostro CONSIGLIO: oltre all’andamento del ciclo di coltivazione, i coltivatori devono gestire l’umidità anche per una corretta conservazione del raccolto. In questo caso, oltre ai moderni dispositivi in grado di mantenere l’umidità desiderata negli spazi di conservazione, è possibile utilizzare anche i semplici ma perfettamente funzionali sacchetti Integra Boost per mantenere l’umidità ideale direttamente all’interno del contenitore di conservazione. (Per sapere come conservare correttamente il raccolto, consulti l’articolo dedicato QUI.)

Ora esamineremo l’utilizzo degli apparecchi per una regolazione semplice e affidabile del clima all’interno dei diversi spazi già menzionati nel titolo.

Umidificatori

Per funzionare, questi apparecchi necessitano di una fonte di energia e di acqua. In base alla modalità con cui viene fornita l’acqua, distinguiamo due tipi di umidificatori:

  • Umidificatori con una propria fonte d’acqua sotto forma di contenitore integrato. Un esempio è l’umidificatore a ultrasuoni più venduto, HUMIPRO 4L. È dotato di un chiaro pannello LED e di un doppio ugello con rotazione a 360°. Questi umidificatori si distinguono per la facilità d’uso e, non da ultimo, per la possibilità di regolare la potenza, a differenza del tipo di umidificatori descritto di seguito.
  • Altri umidificatori devono essere riforniti d’acqua esternamente; in pratica, è necessario immergervi una speciale testina con galleggiante, inclusa nella confezione oppure acquistabile separatamente. Un esempio classico sono gli umidificatori che creano la caratteristica nebbia d’acqua, come l’Ultrasonic Mist Maker. Questi apparecchi dispongono di un determinato numero di membrane, le cui vibrazioni trasformano l’acqua in nebbia. La potenza di questi umidificatori dipende proprio dal numero di membrane. Per i growbox e gli spazi di coltivazione più piccoli, quindi, nella pratica è sufficiente un umidificatore con una sola membrana, ma esistono anche umidificatori con nove membrane per spazi di coltivazione davvero grandi.
  • Purtroppo non esiste una conversione semplice tra i metri quadrati della superficie di coltivazione e il numero di membrane. Esistono infatti anche altre variabili. Dipende inoltre:
    • Dal corretto posizionamento dell’umidificatore, ovvero nella direzione del flusso d’aria.
    • Dal tipo e dall’intensità del riscaldamento della stanza o del box di coltivazione.
    • Dall’estrazione dell’aria, che riduce anch’essa l’umidità dell’aria nello spazio di coltivazione.
    • Dal posizionamento del box di coltivazione e dalla temperatura ambiente media.
  • È necessario aggiungere che è sufficiente una pulizia occasionale; tuttavia, se immergete i Mist Maker in una quantità d’acqua sufficiente, consentono un funzionamento quasi continuo. Questo è un grande vantaggio. Altrettanto utile è il sensore di blocco, che interviene quando l’acqua nel contenitore termina. Gli apparecchi si arrestano automaticamente e le membrane rimangono integre. L’altro lato della medaglia è rappresentato dall’assenza di regolazione della potenza, a causa della quale questi apparecchi funzionano sempre al massimo regime. 
  • Clonazione e propagazione tramite talea: gli “umidificatorini” vengono utilizzati ampiamente per favorire il radicamento delle giovani piantine durante le prime fasi di sviluppo, quando è necessario mantenere nello spazio di coltivazione un’umidità minima del 60%.
  • Piante da appartamento: un esempio classico in cui un umidificatore di qualità è insostituibile sono gli appartamenti, che soprattutto nei mesi freddi tendono a essere normalmente surriscaldati dal riscaldamento centralizzato.

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Deumidificatori

  • Sa già che, nel caso delle giovani piantine e delle talee, è molto importante mantenere nello spazio di coltivazione un’umidità di almeno il 60%. Nelle fasi di sviluppo successive, tuttavia, un’umidità elevata è dannosa e, se per esempio le piante nella fase avanzata di fioritura vengono collocate in un ambiente umido, si rischia la comparsa di muffe. E la muffa sui frutti è proprio l’ultima cosa che si desidera dover affrontare nella fase avanzata della fioritura.
  • Per quanto riguarda la qualità finale del raccolto durante l’essiccazione, i deumidificatori si confermano ancora una volta un aiuto insostituibile, perché è necessario raggiungere il livello di umidità più basso possibile in quella stanza e spesso nemmeno aumentare al massimo la velocità della ventola è sufficiente.
  • Un esempio di deumidificatore pratico, che non occupa inutilmente spazio nemmeno nel box di coltivazione, è Hutermann HD-250 oppure il suo collega più potente, Hutermann HD-500.
  • Questi dispositivi si distinguono per i consumi molto economici e non richiedono altri prodotti.
  • Funzionano aspirando l’umidità e condensandola successivamente; l’acqua si accumula in un serbatoio integrato rimovibile. Quando il contenitore è pieno, l’apparecchio si spegne automaticamente.

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I nostri esperti saranno lieti di consigliarLa sulla regolazione e, soprattutto, sul mantenimento a lungo termine di condizioni climatiche ottimali, non solo negli spazi di coltivazione. Può inviare le Sue domande al noto indirizzo e-mail info@higarden.eu

Consigliamo inoltre questi prodotti: 

Cosa leggere dopo? 

Prima Klima – filtri antiodore a carbone attivo su cui può fare affidamento

Ha problemi con gli odori indesiderati che si diffondono negli ambienti interni dal Suo grow box? È il momento giusto per installare nella ventilazione un filtro antiodore a carbone attivo. Gli efficaci filtri a carbone del principale produttore Prima Klima trovano impiego non solo nella coltivazione indoor delle piante, ma anche in ambienti industriali o domestici. In questo articolo Le presenteremo le loro caratteristiche, affinché possa scegliere più facilmente quello giusto tra le diverse linee di prodotti.

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In base ai requisiti e alle esigenze, i filtri del marchio Prima Klima soddisfano tutte le categorie di clienti e offrono il filtro a carbone più adatto, sia che preferisca un prezzo accessibile, sia che desideri la maggiore durata possibile del filtro antiodore. Indipendentemente dalla linea di prodotti, da molti anni rappresentano per i clienti una garanzia di alta qualità e affidabilità. Il produttore tedesco, che realizza questi apprezzati filtri antiodore di qualità nella cittadina ceca di Radnice, non sottovaluta nemmeno l'aspetto ecologico e presta da tempo attenzione alla sostenibilità anche durante la produzione. Per questo i filtri antiodore Prima Klima con carbone attivo sono riciclabili quasi al 100%.

Il carbone attivo altamente poroso come base

A ciò si aggiunge l'impiego di carboni attivi che assorbono perfettamente le particelle responsabili degli odori. Il carbone CTC-75 è un prodotto dell'attività umana e risolve facilmente il problema degli odori indesiderati in un ambiente chiuso. Se ingrandiamo mille volte al microscopio questo carbone attivo ottenuto dai gusci di cocco (immagine a sinistra), scopriamo che la sua porosità è molto maggiore rispetto a quella del carbone attivo normalmente utilizzato (immagine a destra).

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Passiamo ora alle singole linee di prodotti. Quali sono?

Prima Klima PITPUK

La linea Pit Puk rappresenta uno speciale sistema di filtrazione modulare, caratterizzato da un'eccellente adsorbimento delle particelle responsabili degli odori grazie all'impiego di pellet di carbone vergine altamente attivo. L'adsorbimento è il processo attraverso il quale particelle gassose, liquide o solide (particelle responsabili degli odori) si accumulano sulla superficie (strato di carbone). Questo tipo di filtro a carbone può essere utilizzato sia per l'immissione sia per l'estrazione dell'aria. In base al flusso d'aria, al livello di umidità e alla presenza di composti organici, consideri una durata media di due anni.

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L'esclusivo sistema di filtrazione per la rimozione degli odori è composto dalle seguenti parti:

Come assemblare il sistema di filtrazione Pit Puk è mostrato nel video del produttore. Le consigliamo di acquistare direttamente il sistema di filtrazione PITPUK completo: Prima Klima PITPUK Starter Kit 125 mm. Nell'immagine può vedere come appare dopo il collegamento a un ventilatore extra potente PK125ECblue.

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Prima Klima Eco Line

I filtri ECO Line consentono una rimozione affidabile degli odori e si distinguono per l'ottimo rapporto qualità-prezzo, motivo principale per cui da tempo sono tra i più apprezzati sul mercato. La scelta ideale se non sa quale filtro antiodore scegliere, poiché i filtri ECO Line sono un classico intramontabile e offrono un'ampia scelta di varianti. (Alla fine di questo articolo La indirizzeremo, affinché sappia su quali criteri basarsi nella scelta di un filtro specifico.)

Per garantire un livello ottimale di filtrazione dell'aria, ogni filtro della linea ECO dispone di uno strato di 3 cm di carbone altamente attivo con una superficie di >1200 m²/g e della stessa qualità dei filtri professionali Industry LINE.

Considerato il prezzo, è poi una piacevole sorpresa che anche le varianti “economiche” di questa linea siano dotate di un prefiltro antipolvere.

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I filtri della linea Prima Klima Eco non possono essere rigenerati. La loro durata è generalmente di circa 9 mesi. In alcuni casi raggiunge anche un anno. Come per ogni filtro, anche in questo caso può essere influenzata dai fattori indicati sopra (flusso e umidità dell'aria filtrata, impurità ecc.).

Prima Klima Industry Line

La linea premium INDUSTRY comprende filtri a carbone professionali con prefiltro antipolvere, in grado di soddisfare anche le esigenze dei clienti più esigenti. I filtri ricaricabili sono caratterizzati da un letto spesso 4 cm di carbone altamente attivo CTC75 con una superficie di >1200 m²/g, nonché da una struttura robusta e stabile in acciaio. Che cosa può aspettarsi pagando un prezzo maggiore?

  • Un tempo di contatto dell'aria con i carboni attivi extra lungo. È semplice: un contatto più lungo consente una migliore purificazione dell'aria. Il risultato è un livello eccezionale di assorbimento degli odori.
  • La durata superiore alla media di questi filtri è generalmente compresa tra 1,5 e 2 anni, sempre in base ai fattori indicati sopra.

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Prima Klima CARBOCONE

Per concludere abbiamo lasciato i filtri antiodore high-tech con struttura conica brevettata del cestello interno, la cui eccezionalità è illustrata al meglio dal video del produttore o dal nostro articolo dedicato: Prima Klima CARBOCONE: filtri innovativi con carbone attivo. In breve, si tratta della loro struttura unica, grazie alla quale possono vantare la maggiore durata sul mercato. Mentre lo strato di carbone dei comuni filtri antiodore si riempie gradualmente e in modo non uniforme di particelle responsabili degli odori, la struttura dei filtri Carbocone garantisce una saturazione uniforme del carbone. Da ciò derivano per l'utente i seguenti vantaggi:

  • Minore consumo di carbone attivo
  • La maggiore durata sul mercato (+ 30%) 
  • Un'assorbimento notevolmente più efficiente

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IL NOSTRO CONSIGLIO: Non dimentichi che il modello specifico di filtro antiodore deve essere scelto soprattutto in base alle dimensioni della flangia o alla portata d'aria. Se sta quindi scegliendo il Suo primo filtro con carbone attivo, legga assolutamente a cosa prestare attenzione nella scelta di un filtro a carbone. A questo scopo abbiamo preparato per Lei un articolo dedicato: Filtro antiodore – come scegliere?

Saremo lieti di consigliarLa anche su tutto ciò che desidera sapere, ad esempio al noto indirizzo e-mail info@higarden.eu.

Consigliamo inoltre questi prodotti:

Che cosa leggere dopo?

Dite addio agli odori della grow room una volta per tutte

Per molti coltivatori, il principale vantaggio della coltivazione indoor è la discrezione offerta da questo metodo di coltivazione delle piante. Tuttavia, una growroom o una tenda di coltivazione possono facilmente rivelare odori compromettenti, che possono risultare fastidiosi o attirare attenzioni indesiderate. Nel seguente articolo parleremo dei metodi che La aiuteranno a neutralizzare efficacemente gli odori provenienti dalla stanza di coltivazione o dal growbox.

Filtri antiodore a carboni attivi

immagine3_3Filtri a carbone che assorbono gli odori sono ormai una dotazione fondamentale di ogni growroom o tenda di coltivazione. Funzionano secondo un principio semplice: l’aria proveniente dal ventilatore di estrazione passa attraverso un cilindro riempito di carbone attivo, che cattura le particelle responsabili degli odori.

  • Dimensioni adeguate: Affinché il filtro a carbone funzioni correttamente, le sue dimensioni e la sua capacità devono essere commisurate alla potenza del ventilatore di estrazione. Ad esempio, per il ventilatore di estrazione PRIMA KLIMA con una portata di 400 m3/h è adatto il filtro antiodore PRIMA KLIMA con una capacità di 480 m3/h. La portata massima consentita dell’aria del filtro dovrebbe sempre superare quella del ventilatore, per evitare che, con l’usura, si verifichino ostruzioni del sistema di ventilazione.
  • Installazione: La maggior parte dei coltivatori collega il filtro antiodore prima del ventilatore di estrazione, in modo che tutta l’aria proveniente dall’area di coltivazione entri in contatto con il carbone attivo. Dal condotto di ventilazione all’esterno del growbox o della stanza di coltivazione fuoriesce quindi aria già priva di odori. Se la disposizione dell’area di coltivazione non consente questo tipo di collegamento, è possibile installare il filtro anche alla fine del sistema di ventilazione, nella direzione del flusso d’aria. Tuttavia, questo metodo potrebbe essere meno efficace a causa di possibili perdite nel condotto o nella tenda. Per installare il filtro antiodore sono indispensabili le fascette di serraggio e il condotto di ventilazione, con cui collegare i singoli componenti.
  • Manutenzione e sostituzione regolari: I filtri a carbone attivo sono estremamente efficaci, ma non durano per sempre. Sostituisca il filtro antiodore usurato con uno nuovo circa ogni 6-10 mesi o ogni tre cicli di coltivazione. Può prolungare la durata del filtro a carbone pulendo o sostituendo dopo ogni ciclo il tessuto protettivo bianco, che cattura la polvere e le particelle solide.

Non vuole complicarsi la vita nella configurazione del sistema di ventilazione per il Suo growbox? Abbiamo preparato per Lei dei kit di ventilazione, che comprendono un ventilatore di estrazione con filtro antiodore su misura e tutti gli accessori necessari per l’installazione.

Gel e spray per la neutralizzazione degli odori

I prodotti chimici per la neutralizzazione degli odori contengono sostanze aromatiche che emanano una fragranza intensa e allo stesso tempo assorbono gli altri odori. Grazie alla loro facilità d’uso, il principale vantaggio degli assorbiodori è la possibilità di applicazione universale. Un ulteriore vantaggio è l’effetto immediato, utile ad esempio durante il raccolto.

  • Utilizzo: Per evitare di influenzare il profilo terpenico delle piante, consigliamo di collocare gli assorbiodori chimici al di fuori dell’area di coltivazione.
  • Installazione nel condotto di ventilazione: Per ottenere la massima efficacia, consigliamo di collegare al sistema di ventilazione un raccordo per condotti con spazio per il posizionamento del neutralizzatore di odori in gel o in una forma simile.
  • Dosatori automatici: Consigliamo di collocare ONA Block Dispenser e gli altri dosatori automatici vicino alla porta d’ingresso della stanza di coltivazione o del locale con il growbox.

Altri consigli per il controllo degli odori

Oltre a utilizzare filtri a carbone e neutralizzatori chimici degli odori, è possibile adottare alcune semplici misure che ridurranno ulteriormente gli odori indesiderati nella growroom o nel growbox.

  • Ventilazione adeguata: Si assicuri che l’area di coltivazione sia sufficientemente ventilata. Non è importante soltanto disporre di un ventilatore di estrazione abbastanza potente, ma anche garantire l’ingresso di aria fresca.
  • Sigilli tutte le fessure: Le perdite nel growbox o nel condotto di ventilazione sono una causa frequente di odori indesiderati. È importante che quanta più aria possibile passi attraverso il ventilatore di estrazione dotato di filtro a carbone.
  • Ionizzatori d’aria: Gli ionizzatori d’aria ad alte prestazioni sono adatti per le grandi coltivazioni di piante medicinali. Si tratta di generatori di ioni negativi, che assorbono gli odori e liberano l’aria dalle particelle di polvere.

Desidera saperne di più sulla coltivazione indoor e sulle tecniche di giardinaggio più moderne? Troverà tutto questo e molto altro sul nostro blog Higarden!

Differenze tra ventilatori assiali e radiali. Quali sono e perché?
Molti coltivatori cercano di risparmiare sul ventilatore scelto fin dall’inizio, optando per il modello più economico possibile e pensando che il tipo di ventilatore non sia importante. L’essenziale è che garantisca i m3 all’ora necessari. 

Purtroppo non è così semplice. I ventilatori si differenziano sotto molti aspetti e, naturalmente, alla base ci sono la matematica e la fisica, che non presenterò qui; se desidera, può cercarle su Google. ;-)

Dal punto di vista pratico, i ventilatori si dividono in ASSIALI (talvolta soprannominati ventilatori da bagno), tipicamente rappresentati dalle serie TT e TD, e ventilatori RADIALI, che a loro volta si suddividono in ventilatori con pale curvate in avanti, pale curvate all’indietro e pale con terminazione radiale.
Ventilatore assiale
I ventilatori assiali TT sono i più economici che si possano trovare sul mercato e, se l’impianto di canalizzazione non supera i 2 metri, non presenta curve, né utilizza silenziatori, filtri (sì, anche questi “tubi” sono in realtà un ostacolo significativo al flusso d’aria) o altri componenti che ne impediscano il passaggio, con i ventilatori TT potrà funzionare abbastanza bene per diversi cicli di coltivazione. 

I ventilatori TD
 sono sostanzialmente uguali, ma utilizzano cuscinetti migliori. Il ventilatore è protetto meglio dall’accumulo di impurità e, in generale, raggiunge una durata molto maggiore rispetto ai ventilatori TT, come dimostra anche il prezzo. La portata d’aria di un ventilatore assiale viene indicata a pressione zero. 

Con una sola curva di 90 gradi, la pressione nella canalizzazione aumenta di 10 Pa e la potenza del ventilatore assiale diminuisce di circa il 25%. Se aggiunge, ad esempio, un filtro, la potenza diminuisce di un ulteriore 25% e, oltre a una portata insufficiente, si rischiano anche un raffreddamento inadeguato del ventilatore e la bruciatura del fusibile termico. (Se ciò accade, il produttore sa che il ventilatore è stato utilizzato in modo improprio e non riconoscerà la garanzia.) 

Un ulteriore ostacolo può arrivare fino a bloccare il flusso d’aria: il ventilatore continua semplicemente a “consumare energia”, senza fare nulla.

Primaklima con regolazione
I ventilatori radiali, al contrario, sono progettati per l’utilizzo in canalizzazioni lunghe e, grazie al loro principio di funzionamento, generano una pressione che consente di “spingere” l’aria attraverso ostacoli e curve. Naturalmente, ciò non significa che la canalizzazione possa essere infinitamente lunga o che si possa farla serpeggiare intorno all’intera stanza aspettandosi che la portata d’aria non ne risenta. Le diminuzioni di prestazioni sono nell’ordine di alcune unità percentuali per ogni ostacolo e, in condizioni normali, quando utilizza un filtro o un silenziatore e dispone di 2 curve in una canalizzazione di 10 metri, non deve preoccuparsi né delle prestazioni né della durata del ventilatore. 

A differenza di quelli assiali, i ventilatori radiali non hanno nemmeno problemi con i frammenti di carbone attivo provenienti dai filtri. Grazie a queste caratteristiche, hanno conquistato popolarità non solo tra i coltivatori domestici.

C’è qualcosa che non Le è chiaro? Ha una domanda? Ci scriva a info@higarden.eu Saremo lieti di ampliare l’articolo con le domande pertinenti.
Sa che cos’è il VPD? Scopra la chiave per condizioni perfette per lo sviluppo delle piante

Il VPD (vapor pressure deficit = differenza di pressione del vapore acqueo PAR) è ancora un grande punto interrogativo per molti coltivatori. D’altra parte, negli ultimi tempi sempre più coltivatori domestici che si dedicano al giardinaggio indoor nel proprio growbox stanno iniziando a conoscere meglio il tema del VPD. Si unisca a loro grazie alle informazioni che troverà in questo articolo. Per i professionisti, invece, la conoscenza del VPD e il suo utilizzo nella pratica di coltivazione sono ormai una realtà consolidata. Si unisca a loro e raggiunga un nuovo livello!

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Tutti i coltivatori desiderano certamente offrire alle proprie piante condizioni perfette per lo sviluppo. Desiderano garantire loro un clima ideale all’interno dello spazio di coltivazione, per poter poi godere di un raccolto eccellente, abbondante e senza difetti. Tuttavia, quando si parla del clima all’interno della tenda di coltivazione o della struttura di coltivazione indoor, la maggior parte dei coltivatori considera soltanto fattori come la temperatura o l’umidità. Questi fattori possono essere influenzati direttamente mediante le normali attrezzature, che si tratti di una ventilazione di qualità o di un’illuminazione artificiale scelta in modo adeguato per le piante. Anche la semplice misurazione della temperatura e dell’umidità non è affatto complicata.

Il VPD e l’importanza della traspirazione delle piante

La traspirazione è il processo attraverso il quale le piante respirano ed espellono acqua tramite gli stomi, ovvero le aperture presenti sulle foglie. La traspirazione intensa delle piante attraverso gli stomi sulle foglie è estremamente importante, poiché la quantità di acqua espirata dalla pianta è sempre strettamente correlata alla quantità di acqua con sostanze nutritive (irrigazione) che la pianta è in grado di assorbire attraverso il proprio apparato radicale

A questo punto entra in gioco un fatto importante. Il livello di traspirazione delle piante dipende infatti in larga misura dalla differenza tra la pressione dei vapori acquei PAR nei loro stomi e la pressione dei vapori acquei PAR nell’aria circostante. In questo modo abbiamo chiarito il concetto di VPD senza ricorrere a formulazioni eccessivamente tecniche. La differenza di pressione dei vapori acquei PAR, in poche parole, ci indica quanto è elevato il potere «disidratante» dell’aria circostante le piante, influenzando direttamente l’intensità e la qualità complessiva della loro traspirazione.

La pressione dei vapori acquei PAR presente nell’ambiente circostante le piante dipende sempre dalla temperatura e dall’umidità dell’aria nello spazio di coltivazione. In generale, l’umidità presente all’interno degli stomi sulle foglie delle piante può essere considerata pari al 100%. La pressione è influenzata soprattutto dalla temperatura delle foglie. Quando, oltre alla temperatura e all’umidità dell’aria, misuriamo anche la temperatura delle foglie, siamo in grado di calcolare, a partire dai valori rilevati, la differenza di pressione dei vapori acquei PAR tra gli stomi e l’ambiente circostante le foglie. In relazione alla fase attuale della vita della pianta, possiamo quindi mantenere e controllare il VPD. Ed è un’ottima notizia, perché se riuscirà a tenere sotto controllo il VPD durante il ciclo di coltivazione, le piante cresceranno molto meglio!

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Come ottenere un VPD corretto?

Si sta chiedendo dove sia la difficoltà? La cosa migliore è che, in pratica, non ce n’è alcuna. È sufficiente misurare responsabilmente i principali fattori che influenzano la differenza di pressione dei vapori acquei. La ripetizione è madre della saggezza e, in questo caso, anche dei raccolti elevati; per questo riportiamo, per completezza, un riepilogo chiaro:

  • temperatura dell’aria
  • temperatura delle foglie
  • umidità relativa dell’aria
  • intensità dell’illuminazione
  • umidità ed EC del substrato

IL NOSTRO CONSIGLIO: Si procuri la pratica ed elegante valigetta Milwaukee KIT con strumenti impermeabili per una misurazione affidabile e regolare del pH e dell’EC.

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La misurazione precisa e il controllo dei singoli fattori che influenzano il VPD sono davvero fondamentali per sfruttare queste conoscenze e ottenere un raccolto migliore. Su Internet troverà anche numerose tabelle con valori generalmente consigliati per la differenza di pressione dei vapori acquei. Per iniziare, ricordi una regola semplice, ma fondamentale: la superficie delle foglie deve avere sempre una temperatura inferiore a quella dell’aria circostante! Se fosse il contrario, il livello di traspirazione delle piante non sarebbe sufficiente, le piante non riuscirebbero a raffreddarsi adeguatamente e, in definitiva, potrebbero subire danni irreversibili o, nel peggiore dei casi, morire.

La descrizione della condizione opposta e indesiderata mostra ancora una volta chiaramente il ruolo importante che la differenza di pressione dei vapori acquei svolge nella coltivazione indoor. A un certo punto, infatti, la maggior parte dei coltivatori, soprattutto all’inizio, si trova ad affrontare problemi apparentemente inspiegabili. A prima vista le piante non sembrano vitali, mostrano segni di carenze nutritive e le loro foglie deperiscono. In questa situazione, i coltivatori chiedono a se stessi e ai colleghi più esperti quale sia il problema e cercano invano la causa per cui non riescono ancora a ottenere risultati soddisfacenti. Dopotutto, applicano i fertilizzanti esattamente secondo le tabelle di dosaggio del produttore e dedicano alle proprie piante quasi più attenzioni che a se stessi!

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Esempi pratici

  • Se la differenza di pressione dei vapori acquei è troppo elevata, le piante non riescono a raffreddarsi a sufficienza, perché l’aria circostante le disidrata troppo rapidamente. Di conseguenza, le piante non si sviluppano come dovrebbero. Nella maggior parte dei casi mostrano anche sintomi di carenze nutritive, che abbiamo trattato in un articolo separato: Sintomi della carenza di sostanze nutritive importanti. In queste situazioni, le foglie delle piante spesso si seccano, si arricciano o muoiono gradualmente.
    • Come accade? Nella coltivazione indoor, la causa più frequente è la combinazione di bassa umidità dell’aria e di una lampada a scarica ad alta intensità.
  • Vediamo ora lo scenario opposto. Una differenza di pressione dei vapori acquei troppo bassa impedisce alle piante di traspirare, il cui significato è ormai ben noto dalle righe precedenti. Non sorprende quindi che, a causa di un VPD troppo basso, l’aria circostante non sia più in grado di assorbire ulteriore umidità e la traspirazione non possa avvenire. Un indicatore evidente di questo scenario è l’umidità condensata sulle foglie delle piante e la loro crescita lenta. Anche in questo caso si possono osservare sintomi di carenze di sostanze nutritive importanti e si crea un ambiente ideale per la comparsa di malattie fungine delle piante.
    • Come accade? Un esempio classico dal mondo della coltivazione indoor è la combinazione di basse temperature e illuminazione LED, i cui diodi riscaldano l’aria circostante nello spazio di coltivazione molto meno rispetto alle lampade a scarica.

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