Substrati, Pagina 3
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La perlite è un versatile substrato di coltivazione, utile sia per la coltivazione in terra sia per l’idroponica. Questo materiale si distingue per la sua leggerezza e porosità ed è adatto come componente dei substrati per il giardinaggio oppure come substrato di coltivazione autonomo nei sistemi idroponici. Nella nostra guida scoprirà come utilizzare la perlite in giardino e nella coltivazione indoor e idroponica.
Perlite è un vetro vulcanico presente in natura che, dopo essere stato riscaldato a una temperatura di circa 850-900 °C, si espande fino a raggiungere diverse volte il suo volume originale. Il risultato è un materiale leggero e poroso che ricorda i popcorn sbriciolati. La perlite è ampiamente utilizzata in diversi settori, soprattutto nella coltivazione delle piante, ma anche nell’edilizia, nei filtri industriali e come vettore di sostanze chimiche. La perlite è chimicamente inerte (non attiva), sterile, atossica e molto stabile.
Vantaggi della perlite nella coltivazione in terra
Arieggiamento del terreno: La perlite è porosa e nel terreno crea sacche d’aria che consentono alle radici di accedere meglio all’ossigeno. Il sistema radicale diventa così più ricco, resistente e sano, con effetti positivi sulla vitalità delle piante.
Migliore drenaggio: Quando viene miscelata al terreno, la perlite ne influenza le proprietà di ritenzione. Il substrato drena meglio e trattiene meno acqua, contribuendo a prevenire gli eccessi d’acqua. Questo è particolarmente vantaggioso per la coltivazione di specie soggette al marciume radicale.
Prevenzione della compattazione del terreno: Durante la coltivazione in vaso o nelle aiuole rialzate, con il tempo il terreno tende a compattarsi. I substrati alleggeriti per il giardinaggio con perlite conservano più a lungo le proprie proprietà di ritenzione e il terreno rimane soffice per molto tempo.
Come utilizzare la perlite nella coltivazione in terra
Per arieggiare il terreno nelle aiuole all’aperto: Quando prepara una nuova aiuola o effettua una messa a dimora, misceli la perlite con terra, torba o substrato per il giardinaggio in rapporto 1:1.
Nella coltivazione in vaso: Misceli il substrato per il giardinaggio con la perlite in rapporto 3:1. La miscela risultante avrà un drenaggio migliore rispetto al substrato originale non alleggerito.
Germinazione: La perlite è un ottimo substrato per la germinazione dei semi, poiché trattiene l’umidità senza inzupparsi. Può creare una miscela per la germinazione e la precoltivazione delle piantine miscelando perlite e torba in rapporto 1:1. Non dimentichi che né la perlite né la torba contengono sostanze nutritive disponibili e che sarà necessario trapiantare o concimare presto le giovani piantine.
La perlite in idroponica
L’idroponica è un metodo di coltivazione delle piante senza terra, basato su acqua ricca di sostanze nutritive (soluzione nutritiva) e su un substrato di coltivazione inerte. Può trattarsi di lana di roccia, argilla espansa, substrato di cocco o, appunto, perlite. La perlite non trattiene l’acqua ed è adatta solo ad alcuni tipi di sistemi idroponici, ovvero all’irrigazione a goccia (drip), ai sistemi DWC e NFT, ai sistemi wick e Dutch bucket oppure al sistema AutoPot. La perlite come substrato non è adatta alle vasche a flusso e riflusso, all’irrigazione manuale o ad altri metodi.
Sistemi idroponici che utilizzano la perlite come substrato di coltivazione
- AutoPot – Sistemi di irrigazione automatica unici per uso indoor e outdoor, che non richiedono un collegamento alla rete elettrica. Il substrato ideale per l’utilizzo con il vaso AutoPot è una miscela composta al 50% da perlite e terra oppure cocco.
- Atami Wilma – Diffusi sistemi idroponici di diverse dimensioni con irrigazione a goccia per la coltivazione indoor.
- Terra Aquatica – Il meglio tra i sistemi idroponici, ideato dal pioniere dell’idroponica Wiliama Texiera. Nell’offerta troverà diversi tipi di sistemi idroponici adatti all’uso indoor e outdoor, propagatori e fertilizzanti.
La perlite ha un pH neutro e nei sistemi idroponici non reagisce con la soluzione nutritiva. Tuttavia, è necessario sostituirla regolarmente, poiché nei pori possono depositarsi alghe, visibili come una colorazione verde sulla superficie. Quando utilizza la perlite nei sistemi di irrigazione, presti attenzione alle particelle fini e alla polvere, che possono intasare filtri e gocciolatori.
Desidera saperne di più sull’idroponica e sulla coltivazione indoor? Visiti il nostro blog Higarden, dove la aggiorneremo sulle novità dal mondo del growing e le forniremo consigli utili per i coltivatori.
I vasi in plastica e in terracotta sono una presenza fissa, a cui ricorre la maggior parte dei coltivatori. Quelli in plastica, però, non sono particolarmente ecologici e, inoltre, il substrato al loro interno si surriscalda al sole. Negli ultimi tempi, quindi, i vasi in tessuto si sono giustamente conquistati un posto sul mercato. Come utilizzarli e quali sono i loro vantaggi?
Vantaggi della coltivazione in tessuto
In un vaso in tessuto, la pianta sviluppa un apparato radicale ricco. Riesce così a sfruttare in modo efficace l’acqua e le sostanze nutritive fornite, con un’influenza fondamentale sul suo vigore, sulle dimensioni e sul raccolto finale. Se la radice raggiunge la parete esterna del vaso, ovvero l’aria, non dirige la propria crescita verso il fondo, come avviene nei vasi tradizionali, dove successivamente si forma un fitto intreccio circolare di radici. Invece, reagisce ramificandosi in sottili peli radicali, creando così nuove punte radicali in tutto il volume del vaso, attraverso le quali le sostanze nutritive vengono assorbite dalla pianta. L’apparato radicale sfrutta quindi meglio l’intera capacità del vaso e non è necessario rinvasare la pianta con la stessa frequenza.

I vasi in tessuto sono ideali anche per la coltivazione di piante stagionali, perché possono essere sterilizzati e riutilizzati più volte. Un altro vantaggio indiscutibile è la facilità di stoccaggio, sia per le varianti da 4 litri sia per quelle da 50 litri. Possono essere utilizzati sia per la coltivazione indoor sia all’aperto, su terrazze, balconi o in giardino. Possiedono infatti eccellenti proprietà termoregolatrici, che impediscono al substrato di surriscaldarsi al sole, come invece avviene nei vasi in plastica.
Un’altra variante del normale vaso in tessuto quadrato o rotondo è rappresentata dai vasi verticali con tasche separate. Si tratta di un’ottima soluzione per i coltivatori che devono fare i conti con lo spazio, sia in casa sia in giardino.

Cura della pianta: differenze nell’irrigazione
Quando si utilizzano vasi in tessuto per la coltivazione delle piante, occorre tenere presenti due differenze. L’apparato radicale è distribuito densamente in tutto il volume del vaso, quindi è necessario bagnare l’intera superficie del substrato, non solo la parte vicino al fusto, dove l’acqua scorre più o meno verticalmente verso il fondo.
Poiché il vaso in tessuto è permeabile e “respira”, in genere le piante richiedono irrigazioni più frequenti rispetto a quelle coltivate in vasi di plastica. D’altra parte, il rischio di un’irrigazione eccessiva è minore, poiché le radici ramificate consumano più acqua e quella in eccesso rimane nel sottovaso, che eventualmente può essere svuotato.
Sebbene si tratti di una novità degli ultimi anni, per i vasi in tessuto non è necessario temere un investimento iniziale elevato: quelli più piccoli sono già disponibili a partire da 40 Kč.