Come e perché rivitalizzare il substrato?

Con l’arrivo del periodo della raccolta riceviamo domande su come gestire il substrato esausto dopo la raccolta. Per questo motivo, l’articolo di oggi sarà dedicato proprio alla rivitalizzazione, ovvero alla rigenerazione dei substrati di coltivazione.

rivitalizzazione del substrato

  • Naturalmente, è possibile gettare il substrato esausto nel bidone dei rifiuti, ma esistono soluzioni più ecologiche che consentono anche di risparmiare, poiché non sarà necessario acquistare continuamente un substrato completamente nuovo per i contenitori di coltivazione. Al contrario, i substrati di coltivazione di qualità che Le consigliamo più avanti possono essere utilizzati anche più volte.
  • Il processo di rivitalizzazione vero e proprio dipende dal fatto che come substrato di coltivazione utilizziate terriccio oppure cocco.

TERRICCIO

  • In condizioni ideali, la pianta sviluppa nel vaso un apparato radicale ricco e ramificato, che riempie gradualmente il relativo contenitore di coltivazione.
  • Allo stesso tempo, assorbe le sostanze nutritive apportate al terriccio tramite l’irrigazione composta da acqua e fertilizzanti.
  • Dopo la raccolta, la composizione chimica e le proprietà del terriccio sono quindi notevolmente diverse rispetto allo stato originario o a quello presente durante il ciclo di coltivazione.
  • Il terriccio esausto non contiene più una quantità sufficiente di sostanze nutritive e, qualora vi siano stati applicati fertilizzanti a base minerale, contiene anche sali in eccesso e altre sostanze residue, molto indesiderate per qualsiasi utilizzo successivo.
  • Il substrato di terriccio perde naturalmente la capacità di trattenere l’acqua dopo la raccolta. Infatti, è, o almeno dovrebbe essere in caso di coltivazione precedente riuscita, praticamente completamente attraversato dalla zolla radicale.
  • Se piantassimo una nuova piantina in un terriccio così esausto senza prima procedere alla sua rivitalizzazione, nella stragrande maggioranza dei casi il risultato sarebbe soltanto l’attacco da parte di agenti patogeni provenienti dalle radici in decomposizione e la conseguente morte della pianta.
  • In natura, il terreno viene rivitalizzato naturalmente anche senza l’intervento dell’uomo. Tuttavia, quando coltiviamo le piante in contenitori di coltivazione, dovete occuparvi personalmente della rivitalizzazione del substrato esausto. Ecco la procedura:

terriccio

  1. Rimuoviamo tutte le parti fuori terra delle piante e gli altri materiali vegetali.
  2. Risciacquiamo il terriccio con acqua (preferibilmente con acqua ottenuta tramite osmosi inversa, consulti l’articolo dedicato) per eliminare i residui di fertilizzanti e altre sostanze indesiderate; il volume ideale può essere considerato pari a 2-3 litri d’acqua per 10 litri di terriccio. Consigliamo di ripetere questo processo almeno tre volte, affinché tutte le sostanze che desideriamo rimuovere dal substrato vengano effettivamente eliminate.
  3. Sterilizziamo il substrato, soprattutto nel caso in cui durante il ciclo di coltivazione precedente le piante siano state colpite da parassiti o malattie. Il metodo più semplice per sterilizzare il substrato consiste nel risciacquarlo con acqua bollente. È opportuno affiancare alla sterilizzazione del substrato una corretta igiene delle mani; in alternativa, è possibile utilizzare guanti monouso in lattice o guanti da giardinaggio puliti.
  4. Il risultato di questi passaggi è un terriccio pulito e privo di sostanze nutritive. Prima di riutilizzarlo, è necessario reintegrarle mescolandovi un substrato fortemente preconcimato oppure del compost di qualità. È importante sottolineare la regola secondo cui il vecchio substrato rivitalizzato deve essere mescolato con un nuovo substrato di terriccio o con il compost soltanto dopo averlo distribuito in un luogo asciutto e sufficientemente ventilato, dove, utilizzando un setaccio, rimuoveremo tutti i residui della zolla radicale del precedente ciclo di coltivazione.

COCCO

  • La procedura di rivitalizzazione dei substrati di cocco esausti coincide per molti aspetti con i passaggi sopra indicati relativi alla rivitalizzazione del terriccio.
  • Anche in questo caso è necessario rimuovere i residui di piante e radici.
  • I piccoli frammenti di radice che non è possibile eliminare manualmente possono essere decomposti da preparati enzimatici, che è possibile aggiungere all’acqua di irrigazione durante le prime settimane del ciclo di coltivazione successivo.
  • La sterilizzazione viene effettuata con acqua bollente o con una soluzione di perossido di idrogeno.
  • Se utilizzate una soluzione di perossido, non dimenticate che si tratta di una sostanza chimica che deve essere eliminata con un ulteriore risciacquo!
  • Mentre il terriccio rivitalizzato deve asciugarsi completamente prima di essere mescolato con il compost o con un substrato di terriccio ricco di sostanze nutritive, i substrati di cocco rivitalizzati possono essere mescolati con il cocco fresco anche quando sono ancora umidi.
  • Mescolando il substrato di cocco rivitalizzato con un terriccio sufficientemente ricco di sostanze nutritive si ottiene una miscela adatta alla piantagione.

cocco Canna

Se dovessero sorgere domande relative alle possibilità offerte ai coltivatori dal metodo di rivitalizzazione del substrato, non esitate a contattarci al consueto indirizzo info@higarden.eu.

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