Coltiva tre piante all’aperto – Parte 3: Messa a dimora delle piantine e cura delle piante dopo il trapianto

La primavera è ormai nel pieno del suo corso e si avvicina lentamente il momento in cui il clima ci consentirà finalmente di dare il via alla stagione outdoor. Nella terza puntata della nostra serie dedicata ai coltivatori outdoor parleremo del trapianto delle piantine nella loro posizione all’aperto.

Nella puntata precedente abbiamo visto come far germogliare i semi e coltivare da questi piantine sane. Se avete seguito i nostri consigli, le vostre piantine hanno almeno tre piani di foglie vere (seghettate) e dovrebbero essere pronte per il trapianto all’aperto.

Quando è il momento giusto per piantare

Secondo un proverbio popolare, alle nostre latitudini il momento adatto per piantare le piante all’aperto arriva dopo i Tre Santi del Ghiaccio, cioè nella seconda metà di maggio. In questo periodo, infatti, le temperature notturne scendono raramente sotto i 10 °C e durante il giorno raggiungono spesso i 20 °C, condizioni ideali per le piantine appena trapiantate. Al contrario, le gelate mattutine, la pioggia continua o le temperature diurne inferiori a 15 °C non sono favorevoli. Perciò, oltre al calendario, basatevi anche sulle previsioni meteorologiche e, se non sono favorevoli, rimandate il trapianto di qualche giorno.

Abituare le piantine alle condizioni esterne

Il passaggio dal caldo alle condizioni esterne rappresenta uno shock per le piantine. Le piante coltivate in casa o sotto una luce artificiale in un growbox non sono abituate alla luce solare diretta, al vento né agli sbalzi di temperatura. Se trapiantate le piantine all’aperto senza averle prima abituate gradualmente, la loro crescita potrebbe rallentare notevolmente oppure potrebbero morire. L’acclimatazione viene generalmente effettuata da 7 a 14 giorni prima del trapianto e dovrebbe procedere all’incirca nel modo seguente:

  • Giorni 1–3: portate le piantine all’aperto per 2–3 ore al giorno. Sistematele in una posizione a mezz’ombra, protetta dal vento.
  • Giorni 4–7: prolungate la permanenza delle piantine all’aperto fino a 4–6 ore al giorno e iniziate gradualmente a esporle al sole del mattino o del pomeriggio.
  • Giorni 8–14: lasciate le piantine all’aperto per l’intera giornata. Se le temperature notturne non scendono sotto i 10 °C, potete lasciarle all’aperto anche durante la notte.

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Preparazione della posizione di coltivazione

Abbiamo parlato in dettaglio della scelta della posizione per le vostre piante nella prima puntata. Coltivare in un vaso sul balcone, in una serra oppure in un’aiuola all’aperto sono infatti situazioni diverse. Nei paragrafi seguenti parleremo nel dettaglio della preparazione di ogni tipo di posizione di coltivazione.

Aiuole

quando è il momento giusto per piantareColtivare le piante direttamente nel terreno, nelle aiuole, è probabilmente il metodo più semplice. Se quindi disponete di un giardino con una porzione di terreno fertile e soleggiato, non dovrete affrontare molto lavoro. È sufficiente rimuovere dal terreno i residui vegetali della stagione precedente e, se necessario, arricchirlo con sostanze nutritive aggiungendo compost, humus di lombrico oppure un fertilizzante organico adatto a lento rilascio, da incorporare nello strato superficiale del substrato (circa 30 cm).

Oltre alle sostanze nutritive, è importante anche il pH del terreno, che dovrebbe essere compreso tra 5,5 e 7,5. All’inizio della stagione è una buona idea misurare il pH del substrato con un tester indicativo. Se il terreno è troppo acido (il pH è troppo basso), aggiungete del calcare dolomitico. Potete ridurre il pH di un substrato alcalino aggiungendo sostanza organica (ad esempio compost, humus o torba) oppure un fertilizzante a base di zolfo.

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Vasi

La coltivazione outdoor in vaso non è difficile, ma rispetto alla coltivazione indoor presenta alcune caratteristiche specifiche. Innanzitutto, iniziate sempre con un substrato da giardinaggio fresco. Il terriccio della stagione precedente sarebbe povero di sostanze nutritive e potrebbe contenere parassiti o spore di muffe. Per le piante outdoor sono particolarmente indicati i substrati organici altamente fertili (Canna Bio Terra Plus, Guanokalong Complete Mix, Plagron Batmix, BioNova Bio Soilmix, Atami Bio Growmix), ma potete utilizzare anche substrati preconcimati (Plagron Growmix, Plagron Allmix, Plagron Royalmix) oppure miscele universali di terriccio (Biobizz All-Mix, Plagron Promix, Canna Terra Professional). I substrati del tipo «light-mix» o i substrati di cocco e inerti possono essere utilizzati all’aperto in teoria, ma richiedono irrigazioni regolari con valori precisi di EC e pH, cosa che all’esterno può risultare problematica.

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Quale dimensione di vaso utilizzare per la coltivazione outdoor? In generale vale la regola che, quanto più grande sarà il vaso in cui piantate le piante all’aperto, tanto meglio sarà. Un vaso da dieci o quindici litri, adatto alla coltivazione indoor, è spesso troppo piccolo per le piante coltivate all’aperto. Un contenitore di coltivazione troppo piccolo presenta diversi svantaggi. Innanzitutto, le piante esauriranno rapidamente le sostanze nutritive del substrato e dovrete concimarle spesso. Inoltre, il terriccio in un vaso piccolo si asciugherà rapidamente al sole e avrà bisogno di irrigazioni frequenti. Infine, i vasi piccoli all’aperto si rovesciano spesso a causa del vento. Per la coltivazione outdoor sono ideali i grandi vasi in tessuto con una capacità di almeno 20 litri oppure vasi sufficientemente capienti in plastica bianca, che proteggono le radici delle piante dal surriscaldamento.

Serra

Il vantaggio della coltivazione in serra è che sotto una copertura le piante stanno sempre più al caldo e in condizioni più piacevoli rispetto a quando sono esposte al vento e alla pioggia. Questo vale soprattutto in primavera, quando le piantine in serra cresceranno sensibilmente più velocemente rispetto a quelle all’aperto. Lo svantaggio delle serre consiste nei frequenti problemi legati a muffe e parassiti, che prosperano in presenza di umidità, scarsa circolazione dell’aria e temperature stabili. Perciò, durante la pulizia prima del trapianto primaverile, siate estremamente scrupolosi, soprattutto se nella stagione precedente avete avuto problemi con muffe o insetti. È una buona idea collocare intorno alle piantine delle trappole adesive e trattarle con un trattamento organico preventivo.

Prendetevi cura del terreno della serra in modo simile a quello delle aiuole all’aperto. Sono importanti un apporto sufficiente di sostanze nutritive e di sostanza organica, che potete reintegrare con una pacciamatura regolare, compost, humus di lombrico oppure fertilizzanti organici a lento rilascio. Per rivitalizzare il terreno della serra sono particolarmente indicati gli ammendanti per la coltivazione biologica, come BioBizz Premix, BioNova Profimix oppure i substrati living soil. Come nel caso delle aiuole all’aperto, anche in serra consigliamo di misurare ogni anno il pH del terreno e, se necessario, correggerlo.

Trapianto delle piantine e cura dopo il trapianto

Quando la posizione di coltivazione è pronta e all’esterno le temperature aumentano, è il momento di procedere al trapianto. È preferibile trapiantare le piantine nelle ore serali o con il cielo nuvoloso. Il sole diretto di mezzogiorno potrebbe danneggiare irreparabilmente le piante appena trapiantate.

Le piantine si trapiantano meglio quando il substrato è parzialmente asciutto e la zolla radicale può essere estratta facilmente dal vaso. Il terreno appena irrigato o completamente asciutto tende a sbriciolarsi. Piantate le piantine in buche preparate in precedenza. Se presentano steli allungati, potete interrarli parzialmente: sotto terra svilupperanno nuove radici.

Una volta trapiantate le piantine, irrigatele con una quantità adeguata d’acqua. L’obiettivo è fornire loro umidità, non sommergerle per diverse settimane in un substrato troppo bagnato che non si asciuga mai. Per alcuni giorni o alcune settimane dopo il trapianto potete aggiungere all’acqua di irrigazione uno stimolatore radicale, che favorirà la formazione delle radici e aiuterà le piante a riprendersi più rapidamente dallo shock da trapianto.

Nei primi giorni dopo il trapianto le vostre piante potrebbero apparire piuttosto afflosciate. Tuttavia, se avete eseguito tutto correttamente, si riprenderanno rapidamente e nell’arco di una settimana dovrebbero comparire i primi abbozzi di nuove foglie. Nella prossima puntata di Coltiva tre piante outdoor parleremo della concimazione durante la fase vegetativa e vedremo come potare e dare forma alle piante in altri modi.