Coltiva tre piante indoor: Parte 8: Fine della fioritura e ultime settimane prima del raccolto
Nella penultima puntata della nostra serie sulla coltivazione indoor ci concentreremo sulle ultime settimane prima del raccolto. Spiegheremo perché il risciacquo (flush) è importante e quale clima aiuta a prevenire le muffe che potrebbero compromettere i Suoi piani per un raccolto abbondante. Infine, parleremo di come programmare il raccolto per ottenere la massima quantità di principi attivi e terpeni.
Nella puntata precedente abbiamo parlato brevemente della gestione del clima durante la fase di fioritura e dell’importanza del VPD. Abbiamo inoltre visto come concimare le piante durante il picco della fioritura e illustrato la rimozione delle foglie e le possibilità di modellare le piante durante la fioritura. Se ha seguito la nostra guida, le Sue piante si trovano ora nella fase di massima fioritura. Le infiorescenze stanno lentamente raggiungendo la loro dimensione finale e iniziano a maturare. Lo si può riconoscere dai primi pistilli che diventano marroni (i peli bianchi sui fiori) e dalle brattee che si ingrossano (le foglioline intorno ai pistilli).
Concimazione nelle ultime due settimane prima del raccolto e flush
La maggior parte delle varietà coltivate indoor fiorisce per 8-10 settimane, il che significa che si trova all’apice della fioritura all’incirca tra la 6ª e l’8ª settimana dal passaggio al regime 12/12. Fanno eccezione le sative a fioritura lunga, che possono fiorire anche per 12-16 settimane. Circa due settimane prima del raccolto, le piante iniziano a maturare e il loro fabbisogno di nutrienti diminuisce. È buona norma non concimare le piante durante questo periodo e annaffiarle soltanto con acqua pulita a pH ridotto, oppure utilizzare finitori o prodotti per accelerare la maturazione.
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Il risciacquo (flush) offre diversi vantaggi. Innanzitutto consente di risparmiare sui fertilizzanti, ma questo non è affatto l’aspetto più importante. La carenza di nutrienti accelera la maturazione delle piante e, in alcune varietà, mette in risalto la loro naturale colorazione violacea, caratteristica apprezzata da molti coltivatori. Infine, eliminando i fertilizzanti dal substrato si ottiene un gusto più delicato del prodotto essiccato. Se ha deciso di utilizzare, nelle ultime settimane prima del raccolto, finitori o prodotti per favorire la maturazione (Final Part, EYVA Flush, Canna Flush, Final Solution, Flawless Finish), annaffi prima le piante una volta con acqua pulita a pH ridotto, per eliminare parte dei fertilizzanti dal substrato.
Clima e cura delle piante nelle ultime settimane prima del raccolto
Le ultime settimane subito prima del raccolto sono critiche per le piante, soprattutto per quanto riguarda il rischio di muffe. La più pericolosa è la botrite (Botrytis cinerea), la muffa grigia che causa la putrefazione dei fiori. Il modo più semplice per prevenirla consiste nel ridurre l’umidità nell’area di coltivazione al 40-50%. Se non riesce a farlo con la ventilazione, valuti l’acquisto di un deumidificatore adatto. Durante il giorno, la temperatura nell’area di coltivazione non dovrebbe superare i 28 °C, per evitare la perdita delle sostanze aromatiche volatili, cioè i terpeni.
Quando riduce l’apporto di nutrienti e le piante iniziano a maturare, su di esse compariranno le prime foglie che si seccano. Le rimuova ogni giorno per prevenire la diffusione degli agenti patogeni. Con l’avvicinarsi del raccolto, controlli quotidianamente i fiori alla ricerca di segni di muffa, soprattutto le infiorescenze più grandi. Se nota anche il minimo segno di formazione di muffa, raccolga immediatamente la pianta e getti via le parti colpite.
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Come riconoscere le infiorescenze mature e programmare il raccolto
Le varietà medicinali vengono raccolte al meglio al culmine della fioritura. Se raccoglie le piante troppo presto, conterranno una quantità minore di principi attivi e terpeni aromatici. Un raccolto troppo tardivo, invece, significa che una parte dei principi attivi e dei terpeni ha già iniziato a degradarsi. Ma come programmare il raccolto affinché le infiorescenze siano mature al punto giusto?
Esistono due indicatori principali della maturità dei fiori. Un metodo meno preciso consiste nello stimare la maturità in base al colore dei pistilli, che con l’avvicinarsi del raccolto si seccano e diventano gradualmente marroni. La maggior parte delle varietà viene raccolta al meglio quando è diventata scura circa la metà o due terzi dei pistilli. Tuttavia, è vero che questo metodo non è affidabile al cento per cento per tutte le varietà ed è consigliabile orientarsi anche in base ad altri indicatori, come la dimensione delle brattee e l’aspetto complessivo della pianta.
Un metodo più preciso per determinare la maturità consiste nell’osservare il colore e la trasparenza delle teste dei tricomi. I tricomi sono piccole ghiandole distribuite sulla superficie dei fiori e delle foglie della pianta, che a prima vista sembrano uno strato di resina lucida. I tricomi la contengono realmente, nascosta all’interno delle loro teste, ben visibili ingrandendole con un microscopio. È sufficiente un microscopio portatile con un ingrandimento di almeno 30× oppure un obiettivo macro per la fotocamera del cellulare.
I tricomi maturi, con le teste di colore bianco-latteo e opaco, contengono la quantità maggiore di principi attivi e terpeni. I tricomi immaturi hanno teste trasparenti e, nell’ultima fase, quando i principi attivi e i terpeni iniziano a degradarsi, le teste dei tricomi diventano marroni. Per ottenere la massima resa, è meglio raccogliere le piante quando la maggior parte delle teste dei tricomi sui fiori si trova al culmine della maturità.
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Per oggi è tutto. Nella prossima e ultima puntata di Coltiva tre piante indoor raccoglieremo le piante e impareremo come essiccarle, lavorarle e conservarle correttamente. Altri consigli e guide utili per i coltivatori sono disponibili sul blog per coltivatori di Higarden.